Mastella da solo, al centro di una caotica campagna elettorale

Clemente Mastella (D) durante i lavori del Consiglio Nazionale del suo partito, l'Udeur. A sinistra: la moglie Sandra Lonardo
Da solo, contro tutti. Anzi, forse no: “Insieme con quelli che vogliono andare al centro dove c’è un’area enorme, anche perché la partita non è vinta e i sondaggi valgono quel che valgono”. Clemente Mastella ha deciso: alle prossime politiche correrà da solo. Almeno per il momento.

Il leader dell’Udeur, dopo la fine dell’ufficio politico del suo direttivo, ha dichiarato: “Andremo da soli, ma non facendo una battaglia di solitudine”. Niente da fare con il Popolo delle libertà, perché “è troppo a destra e l’Italia non ha bisogno di questo”.

Ecco quindi l’invito “all’Udc e alla Rosa Bianca, perché ognuno deve sapere che bisognerà mortificare qualcosa ma che esiste uno spazio vastissimo al centro”. La decisione è quella di correre in solitaria, l’ambizione trovare una sponda negli altri eredi della Balena Bianca. Primo tra tutti, Pier Ferdiando Casini, che sembra però sempre più deciso a presentarsi da solo e che ha già fatto intendere di non volerne sapere di coalizzarsi con lui: “Non mi sento pronto a sottoscrivere un patto con Clemente Mastella” ha detto il leader Udc”visto che in questi anni abbiamo avuto sempre idee diverse. La gente non capirebbe, tre quarti del mio partito non capirebbe”. E allora? Per Mastella, resta la necessità di far ricorso a “gli uomini di buona volontà”.

Ma per il leader dell’Udeur i problemi non sono solo legati alle prossime elezioni politiche: resta il problema delle giunte regionali. Primo tra tutti, il caso Campania, dove il suo partito è già fuori dell’esecutivo guidato da Bassolino (i due assessori indagati hanno passato la mano a tecnici) e dove parte del partito lo ha già abbandonato. Mancano infatti all’appello quattro consiglieri: Nicola Caputo, Salvatore Arena, Giuseppe Maisto e Vittorio Inisigne, firmatari, qualche giorno fa, di un documento che esclude ogni cambio di rotta politica. Tanto più che, come ha fatto sapere proprio Caputo, “è chiaro che tre consiglieri regionali non staranno fermi a guardare la campagna elettorale per le politiche”. In Puglia, le cose non vanno meglio: dopo la decisione di far cadere il governo Prodi, l’assessore Massimo Ostillio (in quota al partito del Campanile, ma ancora fedele a Mastella) ha rassegnato dimissioni che non sono state ancora accettate da Vendola.

Problemi che a Mastella sembrano preoccupare fino a un certo punto: “Basta che al Senato in Campania ci si metta di traverso e la vittoria del centrodestra non è certa”.

Commenti

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Il 15 Febbraio 2008 alle 21:02 pacato ha scritto:

… è finita … è finita per tutti questi piccoli che dettavano le condizioni di una pessima Politica Italiana … il prossimo 13-14 aprile per loro sarà disfatta … e l’Italia sarà finalmente libera !…
… altro che Referendum …

Il 15 Febbraio 2008 alle 21:07 pacato ha scritto:

… ed i quattro deputati o senatori che questi piccoli riusciranno a portare in Parlamento … non conteranno più nulla e nessuno vorrà il loro apporto … perchè sia Berlusconi che Veltroni han fatto capire chiaro e tondo … che … o sarà vittoria chiara alla Camera e al Senato e si potrà governare serenamente … oppure non ci sarà più richieste di parlamentari sparpagliati qua e là … si andrà a fare una grande Intesa per il Paese tra PDL e PD … e …
Buonanotte … ai suonatori … e … ai
… suonati …

Il 15 Febbraio 2008 alle 23:04 amodomio ha scritto:

in quel famoso fine settimana di fine gennaio, il malconsigliato ha composto un prefisso telefonico sbagliato e da solo si è infilato in un cul-de-sac.
Oggi l’inico apparentamento possibile e consigliabile è con Giuliano Ferrara

Il 16 Febbraio 2008 alle 10:21 cyberpress ha scritto:

Finalmente un Mastella della klaar politik. Costruire il grande centro con Tabacci & company, magari anche con Casini, che è l’unico ad avere i numeri, ma l’importante è correre da soli e non chinare la testa davanti a nessuno. Bravo Clemente, così si fa!! Se non fosse per: “Ma per il leader dell’Udeur i problemi non sono solo legati alle prossime elezioni politiche: resta il problema delle giunte regionali”. E quì casca l’asino. A Mastella della politica nazionale non frega un accidente, a lui, da buon democristiano prima maniera, interessano i numeri del suo Udeur in seno alle giunte regionali, cioè dove si manovra effettivamente il potere. Ciò che import veramente al coriaceo sannita Mastella è piazzare i suoi uomini nello scacchiere dei governatorati, in maodo tale da continuare imperterrito a fungere da ago della bilancia della politica nazionale. I suoi numeri nazionali sono irrisori, Clemente ha bisogno di visibilità nel voto amministrativo e non politico nazionale. Le regioni del sud a partire dala Campania rappresentno il target Mastella. E HA RAGIONE!! E’ dalle giunte regionali, provinciali e locli che si amminitra il potere, non nei palazzi romani dove vige la legge del PANTAREI. Chi pensava che Mastella fosse finito, dovrà fare i conti con il suo imminente ritorno.
Rosario Lavorgna
giornalista

Il 16 Febbraio 2008 alle 13:49 pescacciatore ha scritto:

E’ bene che gli ex democristiani (Casini, Tabacci, Mastella) vadano da soli alle elezioni, sarà più facile il 13 e 14 Aprile farli sparire dalla scena politica italiana.Non hanno capito che i tempi sono cambiati e la Grande Democrazia cristiana (voluta dal pensatore Buttiglione), non tornrà più.La loro speranza era che sparisse Berlusconi e Forza Italia per riprendersi i voti. Hanno sbagliato i conti e spero che l’elettorato glielo faccia capire una volta per tutte.Basta con le loro manovrine di palazzo.

Il 16 Febbraio 2008 alle 14:05 Casini va da solo, telenovela finita. Sarà un happy end? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ecco perché in queste ore, Casini farà di tutto per trovare nuovi alleati tra i cespugli che navigano al centro della politica nazionale. Prima tra tutti, la Rosa bianca di Bruno Tabacci e Mario Baccini, che fin da giovedì mandava messaggi concilianti agli ex compagni di partito. Ma, a questo punto, non può escludersi neppure un’alleanza con l’Udeur di Clemente Mastella, che proprio venerdì ha invocato l’unione dei centristi. Ad un Casini che si è subito schernito dietro a un secco “il mio elettorato non capirebbe”, c’è stato un Cesa (segretario dell’Udc) più possibilista che si è detto subito pronto a discutere. Resta da vedere come potrà essere configurata un’alleanza tra ex dc che, oltre alla loro matrice politica, non hanno quasi nulla in comune: nella vecchia Balena Bianca, Mastella, Tabacci e Casini militavano infatti in tre correnti diverse. Adesso, complice anche la legge elettorale, potrebbero di nuovo trovarsi alleati in un unico soggetto politico. [...]

Il 19 Febbraio 2008 alle 11:41 CiroCipolla ha scritto:

In alcune regioni, Mastella è l’ago della bilancia per il premio di maggioranza al senato. Grazie alla sua politica, “amici sempre”, può contare sul voto locale.

Il 21 Febbraio 2008 alle 19:31 Mastella: pazienza se il Centro non mi vuole, io ballo da solo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Onorevole Mastella, dopo i suoi inviti alla riunificazione del centro, come valuta la possibilità di un’intesa con Udc e Rosa Bianca? Difficile, molto difficile. Vedo solo una serie di atteggiamenti preclusivi che finiscono con smorzare l’entusiasmo attorno a un progetto politico ambizioso. E di questo prendo atto. Ma secondo me, aldilà dei sondaggi e di avarizie personalistiche, nessuno di noi può tirare un sospiro di sollievo. Anche perché, in simili situazioni, le emorragie di voti potrebbero esserci sia da parte nostra sia da parte dell’Udc. [...]

Il 15 Febbraio 2009 alle 23:56 fercas ha scritto:

Che vergogna! Un ministro della giustizia che fà in modo che le inchieste che lo riguardano si arenino, ha il coraggio dopo quanto successo di ripresentarsi alle elezioni! Pirloni quelli che lo voteranno!!! Cordialità.

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