
Veltroni parte per “il giro dell’Italia nuova” ma, se il pullman non può superare i 100 chilometri l’ora, lui vorrebbe correre più spedito. Spinto da sondaggi che risalgono “a una velocità impressionante”, il candidato premier del Pd lancia da Pescara la sua sfida “alla forza di destra del Pdl”: “Hanno abbandonato la parte più moderata, il centrodestra non c’é più, l’alleanza è rimasta con An e Mussolini”. Veltroni sfida il giorno 17 per cominciare “a guardare e ascoltare gli italiani”. Ma sceglie “per scaramanzia” Pescara come prima tappa del tour in pullman, “perché ogni volta che siamo venuti qui abbiamo vinto”.
Viaggio a tappe forzate e agenda fitta per il segretario del Pd, che non vuole perdere il vento in poppa: alle 8,30 tre bus, verdi come la speranza, lasciano il loft, a Pratola Peligna Veltroni fa salire dei giovani abruzzesi: “Salgono sul bus i giovani, scendono i grandi” dice alludendo ad altri ricambi generazionali come quelli sulle liste. Piazza Salotto, il cuore di Pescara, è gremita quando, alle 11,30 Veltroni sale sul palco dove sventola il tricolore. L’unità del Paese è il leit-motiv del comizio, che mescola il discorso alto di investitura di Spello ai 12 punti del programma annunciati ieri. “Anche a costo di qualche entusiasmo in meno - annuncia il leader del Pd - non sentirete mai da noi attacchi, toni da distruzione dell’ avversario. Il Pd ha girato pagina: non vogliamo l’Italia dell’ odio ma l’Italia della speranza e della soluzione positiva”. Nessuno scontro frontale in politica né nel Paese, dove, si augura l’ex sindaco di Roma, “ci deve essere un’alleanza tra imprenditori e lavoratori”. E infatti nelle sue liste ci sarà spazio per entrambi: gli imprenditori come Matteo Colaninno e gli operi come Antonio Boccuzzi, l’unico operaio superstite del rogo delle acciaierie ThyssenKrupp del 6 dicembre scorso.
La piazza applaude ma si scalda soprattutto quando Veltroni tocca le corde vive dell’insofferenza per la politica: “La politica si è seduta sul Paese, impedendo al Paese di crescere. Non è l’Italia ma la politica che deve rialzarsi”. Il Cavaliere ancora una volta non è mai citato, ma l’analisi dello stato di salute di un centrodestra “disarticolato” non è tenera: “A uno a uno si sono chiamati fuori e per ultimo, con una scelta coraggiosa, Casini. Il centrodestra si è staccato e ora la competizione per chi governa il Paese è tra il Pd e la forza di destra del Pdl”. Una forza, incalza il leader del Pd, guidata da un candidato che “siede sulla stessa scrivania da sette, da nove, da 11 anni, e che in tv era visibilmente imbarazzato perché non ha realizzato le promesse”. Veltroni non urla ma graffia, non cita sondaggi ma invita a leggere i giornali, che dicono che “ora la distanza è di sei punti e abbiamo recuperato un po’ più di due punti in una settimana”. Ma “siccome nelle case i temi non sono quelli dei dibattiti tv”, Veltroni torna sull’aumento dei salari e da Pescara batte su sicurezza e legalità .
Annuncia la candidatura del prefetto Luigi De Sena a capolista per il Senato in Calabria e come la mattina aveva incontrato il militare ferito in Afghanistan, Enrico Mercuri, all’ora di pranzo abbraccia Marco Alessandrini, figlio del magistrato ucciso nel ‘79 da Prima Linea. E davanti ai familiari che criticano un eccesso di indulgenza verso i terroristi, il segretario del Pd si schiera “senza reticenza né ambiguità dalla parte dello Stato” e critica “le esibizioni, i talk-show nei quali si va a raccontare una verità a metà ”. La lunga giornata del Veltroni politico lascia due piccoli spazi al Veltroni uomo: quando davanti al medico che cercò di salvare il padre, ricorda il dolore per la perdita.
E poi in un clima da domenica italiana, davanti al timballo e all’agnello al forno della famiglia Penitenza, parla di progetti per il futuro con le figlie coetanee delle proprie. Al suo fianco il regista Ettore Scola prende appunti. Solo alla fine della lunga marcia di Veltroni verso le elezioni, deciderà se varrà la pena di farne qualcosa di più.
- Domenica 17 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2008 alle 21:48 astro ha scritto:
Che bello. Andiamo al massimo. Di settimane ne abbiamo ancora 6 e quindi 6×2=12 più due punti già conquistati, vinceREMO con larghissimo margine di sicurezza sulla DESTRA. Evviva, perchè lottare? Ciecamente crediamo in Veltroni, detto “il nuovo”.
Astro
Il 4 Aprile 2008 alle 18:42 aldo1110 ha scritto:
Mi sembra quella deli aerei da caccia di Mussolini.Erano una quindicina che moltiplicati per tutte le citta nelle quali si esibivano,erano diventati 4 o cinquecento.E’altresi da precisare che:qualora la percentuale di consensi del nostro Wolter superasse il fatidico 100%,si potrebbe ragionevolmente supporre che a votare siano stati anche i naufraghi immigrati che approdano sulla coste della Sicilia con le carrette del mare di Ghedaffi “usa e getta”…..
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