Il piano Di Pietro: via 2 reti Mediaset

Antonio Di Pietro, leader dell'Idv | Ansa
“Una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all’influenza dei partiti; esecuzione sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete 4 sul satellite; limite di una sola rete per i concessionari privati (come Mediaset); abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria”.
È la proposta dell’Italia dei valori per il settore dell’informazione. Lo spiega Antonio Di Pietro sul suo blog, partendo dalla vicenda di Enzo Biagi. “Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta ha parlato di Biagi. Ha rivelato di aver voluto trattenere Biagi in Rai e che il giornalista declinò la sua offerta per poter ottenere una ricca liquidazione. Riotta, che dirige il più importante telegiornale pubblico, non si è sentito in dovere di replicare. Lo stesso Riotta aveva dichiarato di avere Biagi come modello”, scrive il leader dell’Italia dei valori. “La verità è che Berlusconi, con il famoso editto bulgaro, ha cacciato dalla Rai Enzo Biagi per la sua indipendenza, insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi”, prosegue Di Pietro.
A questo punto la domanda sorge spontanea e la pone Maurizio Gasparri (An), estensore dell’ultima legge di riordino del sistema radio-televisivo: “Ma la proposta sul nuovo assetto del sistema delle comunicazioni in Italia Di Pietro la fa a titolo personale? E Veltroni, con il quale si è alleato, la condivide e la metterà nel programma del Pd”?
Al quesito di Gasparri dà una risposta indiretta Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia: “Siamo stati facili profeti. Walter Veltroni usa un buonismo di facciata e utilizza il suo braccio armato, rappresentato da Antonio Di Pietro, per colpire l’avversario politico ed annunciare un programma, con conseguenti iniziative di legge, che punta a distruggere Mediaset, cioè la prima azienda televisiva del Paese, con inevitabili e disastrosi effetti sull’occupazione, solo perché di proprietà del leader del Pdl”.

Commenti

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Il 18 Febbraio 2008 alle 22:50 www.federicorocchi.it ha scritto:

Il Sen Di Pietro sembra fuori dal tempo: cerchi di spiegare il concetto di “rete” nell’epoca del multiplex digitale che porta quattro, cinque, sei “flussiTV”. Che cos’è “il canale”? Il marchietto in basso? il palinsesto? l’insieme dei programmi?
E quale criterio dovrebbe impedire ad un cittadino italiano di gestire più di un “canale tv”? Per la convinzione del secolo scorso che chi ha “più televisioni” vince le elezioni? Anche trasmettendo il monoscopio? Allora si dovrebbero proibire collegamenti con “due di tutto”: giornali, riviste, alberghi, cinema, taxi, ecc.

Dobbiamo sempre discutere, male, delle stesse cose? Piuttosto si metta mano alla ridicola giurisprudenza che obbliga gli italiani volenterori a pagare una “tassa per il possesso di apparecchio atto a ricevere il segnale radioelettrico”! oppure si mettano tutti gli italiani nelle condizioni di ricevere, anche in DVB-H, tutti i canali del servizio pubblico senza ulteriori oneri!

Il 19 Febbraio 2008 alle 1:41 www.federicorocchi.it ha scritto:

Addendum
La questione Europa 7 è oramai priva di senso tecnico. Non c’è più alcun bisogno di “mandare retequattro sul satellite” perchè non c’è più carenza di frequenze terrestri. L’impressione è che Europa 7 punti ad ottenere un risarcimento dallo Stato, come responsabile della mancata fruizione di alcune frequenze in alcune zone del paese dieci anni addietro. Altro che volontà di trasmettere. A meno che Europa 7 voglia approfittare per partecipare allo spartimento delle frequenze per il piano digitale: ma non sarebbe meglio fosse aperto a tutti? Mi pare che l’UE abbia gia sbraitato anche su questo. Il problema industriale Europa 7 non esiste, e R4 sul satellite ci trasmette da anni e non ha più senso parlare di “frequenze” in relazione a “canali TV”: ogni frequenza porta anche 7 canali! Non c’è nessuna legalità da ripristinare ma un sistema digitale terrestre da lanciare una volta per tutte.

Il 19 Febbraio 2008 alle 18:39 carlo.tosi ha scritto:

Caro On. Di Pietro, devi cercare di “volare più alto” e non affrontare il nodo delle TV del berlusca come se fosse il problema più grave del paese. La gente si aspetta ben altro da te, non deluderla, infilandoti in piccole battaglie che hanno il sapore di battaglie personali. Guarda meglio ai desideri dell’italia e regolati di conseguenza. Occhio che questo passo sembra essere un passo falso.

Il 20 Febbraio 2008 alle 8:35 ingmiele ha scritto:

Ma perchè l’On. Di Pietro non pensa a problemi più seri che alle televisioni di Berlusconi? E’ ridicolo parlare di questa questione dopo che in due anni di governo del centro sinistra non si è preso alcun provvedimento. Mi viene da ridere.
Perchè non viene a far un giro al centro direzionale di Napoli. Stamattina sceso dall’autobus ho dovuto scavalcare l’immondizia per poter accedere alle corsie per salire al centro direzionale dove è allocato il mio ufficio. Preferirei non vedere l’immondizia per strada che togliere due tv al Cavaliere. Ma si vede che di noi Napoletani poco gliene importa all’On Di Pietro, come anche al suo caro amico Veltroni.

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