“Piena solidarietà a chi è stato costretto a difendere la propria moglie e se stesso dall’ennesimo assalto criminale. Io al suo posto, fossi stato armato, avrei fatto lo stesso”. La reazione è quella di una categoria che si sente nel mirino dei delinquenti. Luca Squeri, presidente della Commissione sicurezza di Confcommercio, commenta i fatti di Nicolosi, dove un gioielliere ha sparato durante una colluttazione e ha ucciso due rapinatori, ferendone un terzo.
Non c’è neppure il tempo della riflessione e da Giugliano, in provincia di Napoli, arriva la notizia di un’altra rapina finita nel sangue. Due persone hanno aggredito un agente di polizia penitenziaria fuori servizio, che ha reagito sparando. Uno dei banditi è morto, l’altro è gravemente ferito. Intanto Guido Gianni, il gioielliere 48enne originario di Torino ma residente nel catanese da 30 anni, è stato interrogato per diverse ore. La procura ipotizza per lui la legittima difesa.
Gianni ha raccontato di essere intervenuto per difendere la moglie, Maria Angela Distefano, titolare del negozio, minacciata di morte e picchiata dai rapinatori. Di non essersi accorto che la loro pistola era finta e di aver prima sparato due colpi in aria. Gli spari che hanno ucciso i banditi sarebbero partiti durante una colluttazione. La legge approvata nel gennaio 2006 autorizza l’uso delle armi per proteggere la vita e i beni, sia in caso di pericolo in casa sia in negozi, uffici e aziende. E “se non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione” da parte dell’intruso.

Uno dei due rapinatori uccisi durante la rapina a Nicolosi
“Viviamo nella paura”, continua Squeri. “I commercianti sono in prima linea senza trincee e costretti ad affrontare faccia a faccia i criminali”. Anche se il responsabile della sicurezza di Confcommercio sottolinea che “il comportamento del gioielliere di Nicolosi, che dimostra l’esasperazione della categoria, non può e non deve diventare l’atteggiamento da tenere nei confronti dei rapinatori. Noi ribadiamo infatti di essere contrari alla giustizia fai da te, ma è altrettanto evidente che il fenomeno ha raggiunto proporzioni da allarme rosso. Siamo convinti della necessità di operare affinché chi si sente vittima potenziale della criminalità non decida di armarsi, ma al contempo chiediamo che lo Stato e le istituzioni ci aiutino in questa battaglia partendo dall’indissolubile binomio certezza della pena e controllo del territorio”.
Guido Gianni deteneva regolarmente la pistola con cui ha sparato ai ladri. E non sono solo i commercianti ad armarsi. Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, sono 10 milioni le armi legali nel nostro Paese e 4 milioni le famiglie con almeno una pistola in casa. Sono 34 mila i privati che hanno un porto d’armi, ai quali si sommano le oltre 50 mila guardie giurate, i circa 800 mila cacciatori con licenza per abilitazione all’esercizio venatorio e i 178 mila permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno). Altri 3 milioni di italiani hanno denunciato, invece, la presenza di armi in casa, ereditate o inservibili.
L’Eurispes stima che ogni anno in Italia si producano 629.152 armi, con una proporzione di detenzione di un’arma ogni dieci persone. Con la legge sulla legittima difesa le richieste di porto d’armi sono aumentate: solo a Roma erano 5 mila nel 2003, sono passate a 9.800 nel 2005 e a 11.250 nel 2006, anno appunto dell’approvazione della nuova norma. Le città più armate d’Italia nel 2007 sono risultate Torino e Milano, seguite dalla capitale.
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- Martedì 19 Febbraio 2008

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Commenti
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Il 19 Febbraio 2008 alle 18:02 carlo.tosi ha scritto:
Purtroppo questo è il risultato delle regole e leggi-colabrodo messe in atto dai nostri politici. La gente ha paura, perchè vede in pericolo la propria famiglia, il proprio lavoro, la propria vita e cerca di difendersi da sola e fanno benissimo. I criminali, DEVONO sapere che quando programmano un colpo possono lasciarci la pelle. Quando la giustizia legale funzionerà meglio, non si sentirà più il desiderio di giustizia fai-da-te. Questo dovrebbero tener ben presente i politici responsabili della giustizia, impedendo enormi disgrazie come l’indulto, le scarcerazioni facili, ed i processi secolari. Ma anche questa è utopia, tanto “LORO” vivono al sicuro, scortati in ogni movimento. Di sicuro a loro non capita di avere una bambina violentata dal solito mostro fuori di galera per i soliti provvedimenti assurdi. E gli agenti in servizio sul territorio, frustrati nel vedere che il loro rischioso lavoro viene sempre vanificato dalle regole di legge, si prende il criminale alla sera rischiando la pelle, ed alla mattina questo esce con tanto di riverenza. ASSURDO! Se questi agenti si trovano nelle condizioni di pericolo, non esitino a difendersi. E se ci scappa il delinquente morto, amen, uno in meno da mantenere quei pochi giorni in prigione, per poi dargli l’indulto.
(non sono certamente sentimenti cristiani, ma provengono dalla rabbia profonda che prova la gente nel vedersi così indifesa e presa in giro)
Il 19 Febbraio 2008 alle 18:40 ajax ha scritto:
Difficile dire come ci si può comportare in determinate condizioni.
Comunque alla domanda precisa rispondo con un sì.
Ciò considerata anche l’atmosfera politico-giudiziaria e sociale in cui si vive in Italia.
Il gioielliere ha fatto benissimo a sparare, anzi doveva stendere anche il terzo.
Che si può sapere di un tizio che ti minaccia ed ha chiara l’intenzione di derubarti, in casa, in laboratorio, per strada, etc, etc….?
E poi che ne so se la pistola è di legno o di plastica ?
Il gioielliere ha esercitato un suo diritto fondamentale, quello di difendere la sua vita, quella dei suoi famigliari ed i suoi beni, grandi o piccoli che siano.
Non si vuole il “far west” ma solo salvaguardare il principio naturale all’autodifesa.
I banditi(perchè banditi erano, pistole vere o false che tenessero!) se ne facciano na ragione e si diano da fare per trovarsi un lavoro onesto.
Il 19 Febbraio 2008 alle 18:42 pasmes ha scritto:
Io sono sempre dalla parte del cittadino che subisce minacce e aggressioni e mai dalla parte del delinquente. Se poi capita l’irreparabile, la colpa è sempre del malvivente che ne è la causa diretta.
Il 19 Febbraio 2008 alle 18:58 nospe ha scritto:
Sono sempre più sdegnato nel sentire che continuano ad accadere, incessanti, certi eventi. Mi permetto polemicamente di ringraziare anche il governo che, fortunamente, oggi è a casa a zappare la terra: ringraziamo per i tagli alla sicurezza.
Io avrei sparato, sono dell’idea, come ha già scritto qualcun’altro, che un rapinatore è cosciente di correre il rischio, con l’aggravante che molti puntano le armi senza curarsi delle reazioni delle vittime della rapina.
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:05 toto47 ha scritto:
E finiamola con questa favola di fare pietosismo mediatico per dei banditi il cui unico scopo è fare il MALE.
Io avrei fatto lo stesso. E qualunque cittadino onesto,di fronte alle minacce (armate) di maleintenzionati si comporta e si comporterà allo stesso modo. Sembra ridicola qualsiasi altra soluzione del tipo: scusate ma queste armi che avete in mano sono vere o armi giocattolo? Visti i precedenti,sono sicuro che ora si ” criminalizzerà ” il gesto del gioielliere, con frasi del tipo “si poteva evitare”, e si alimenterà il pietosismo verso i giovani malviventi con l’”avevano solo ventanni “.
A tutti quest’ultimi dico: PROVARE PER CREDERE. In Italia,purtroppo,è diventato costume. Quando vengono uccisi poliziotti si esagera in cerimoniali,ma quando succede il contrario si cerca di criminalizzarli.
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:17 clator ha scritto:
premesso che al suo posto, in base alle notizie pubblicate , avrei spararo anch’io , adesso assisteremo alle indagini dei magistrati che in tutti modi cercheranno di trovare il modo di incriminare il gioiellere.
I delinquenti verranno presentati come disadattati, emarginati, maltrattati dalla società capitalista , magari precari e ci saranno sempre amici dei delinquenti che troveranno il modo di scusarli e di comprenderli, disapprovando il comportamento del gioiellere che in fin dei conti difendeva solo del bieco patrimonio frutto di chissà quali artfizi e magari evasore fiscale.
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:35 liutprando ha scritto:
Uccidere chi prova a rapinarti è un atto di sana giustizia.
I politici vanno in giro con la scorta a spese nostre: chi dice che non si deve reagire anche quando si può, non conta nulla.
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:45 alsalvo ha scritto:
Nessuno può rispondere a una domanda simile,perchè devi stare lì in quel momento con una pistola puntata contro e la moglie in balia dei rapinatori per vedere come reagisci.Si fà presto a dire si avrei sparato anch’io.Vorrei sapere se avete mai sparato a qualcuno,non è come nei film che dopo ci si rialza,li è tutto vero il sangue,le urla,la morte.Non voglio difendere i rapinatori anzi però la morte di un uomo è sempre un’immane tragedia.Una cosa del genere rovina per sempre la vita di due famiglie.
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:46 zoccolante ha scritto:
si, ma prima un pò di bumba
Il 19 Febbraio 2008 alle 19:49 logudoro_g ha scritto:
Trovandomi in quelle situazioni favorite da una giustizia insana dove nessuno ti protegge sicuro che avrei sparato e quel gioielliere a fatto benissimo mi congratulo con lui;
se qualche difensore dei rapinatori come fanno finora oggi bisogna inquisitore lui per non adoperare veramente la giustizia nel modo giusto, mettendo in galera i criminali e tendoli fino a scontare veramente al pena.
Logudoro
Il 19 Febbraio 2008 alle 21:36 franco1 ha scritto:
Se per un po di tempo le rapine avessero questo finale i criminali si darebbero una calmata
complimenti al gioielliere io avrei fatto lo stesso
Il 20 Febbraio 2008 alle 9:03 ppx ha scritto:
probabilmente si! ma forse poi mi pentirei.
Il 20 Febbraio 2008 alle 10:21 roxytes ha scritto:
E’ facile dire “io non l’avrei fatto” oppure “la vita di un uomo va salvaguardata” ma io vorrei vedere chiunque che vede la moglie con quell’arma puntata alla gola, strattonata e presa calci e pugni se non reagisce cercando di salvare prima la propria pelle e quella dei propri cari! E poi un’arma giocattolo non si distingue tanto facilmente se priva di tappo rosso e questa oltre a non avere il tappo rosso era dotata di caricatore che durante la colluttazione è caduto. Se io vado armato a derubare qualcuno mica gli dico “non mi spari perchè ho una pistola giocattolo”, devo mettere in conto che dall’altra parte ci può essere chi esasperato reagisce. La verità è che i malviventi hanno agito con violenza, ed è stata proprio la brutalità ad innescare la reazione del gioielliere che ha trasformato la rapina in un bagno di sangue. Io sono totalmente solidale con lui e la sua famiglia, perchè non ne possiamo più di vivere in città violente e non sicure, e se avessi avuto un’arma anch’io li avrei ammazzati, tutti e tre, anche se come ha scritto qualcuno non è come al cinema che poi si rialzano! Meglio, così non potranno più far male a nessun’altro…
Il 20 Febbraio 2008 alle 10:43 farewell.94 ha scritto:
La domanda posta in questi termini, merita 13 commenti scontati, qualunquistici e inutili!
Ora io sono il 14, ho letto dai giornali l’episodio e tutto mi è sembrato svolgersi all’interno della gioielleria. Già questo potrebbe essere sufficiente per archiviare l’episodio senza troppi luoghi comuni.
………….
Personalmente penso che se il gioielliere avesse sparato ad una gamba dei DELINQUENTI (che sia chiara la mia posizione) e gli stessi fossero stati successivamente “tradotti” in carcere per scontare la giusta pena a loro inflitta……. Ma tant’è!
Il 20 Febbraio 2008 alle 20:30 brunilde ha scritto:
non si può solo e sempre subire e visto quanto poco ti protegge lo stato sono convinto che abbia fatto bene a difendersi sparando per primo
Il 21 Febbraio 2008 alle 13:13 cini ha scritto:
Sparerei senza nessuna esitazione, sono certo peró che a cosa fatta mi addolorerei e ne rimarrei profondamente rattristito e rammaricato per il dolore recato ai genitori e parenti del delinquente abbattuto. Questa purtroppo é la vita: d’altronde quando si tratta di “o lui oppure io” scelgo lui, io voglio continuare a vivere, e fin a quando è possibile, lasciar vivere.
Il 22 Febbraio 2008 alle 23:03 fercas ha scritto:
Uccidere una persona non è come mangiare una mela ed è logico che chi lo fà, pur costretto per difendere se stesso o la propria famiglia, ne rimane segnato per tutta la vita. In tutta sincerità spero che ciò non debba accadermi ma, se mi trovassi in quella situazione di minaccia d’arma, sparerei perchè ritengo giusto difendere in quel frangente la mia vita o quella dei miei cari! Però ritengo che ci dovrebbe essere una legge ben chiara cioè che consenta di difendersi nella proprietà privata usando le armi quando si è minacciati da queste, invece che dopo il fatto vieni sistematicamente indagato per eccesso colposo di legittima difesa! Sono dell’idea che è meglio un brutto processo ad un bel funerale ma questo modo di procedere della magistratura lo trovo ridicolo. Durante un mio viaggio negli Stati Uniti ebbi modo di vedere che in certi quartieri, nel prato antistante l’abitazione, vi era il cartello con scritto: Attenzione vigilanza armata; li non vi erano muretti di recinzione (cone d’uso in america) ma, mi spiegava l’amico americano, se ti azzardi ad entrare nella proprietà senza essere autorizzato, rischi fortemente di beccarti una pallotola! Ora non dico di usare il sistema americano, ma di dare la sicurezza della legittima difesa quando il rapinatore ti entra in casa e ti punta un’arma, anche se si tratta di una pistola giocattolo! Cordialità.
Il 22 Febbraio 2008 alle 23:57 aldo1110 ha scritto:
Magari, che in caso di rapine,assalti,strupri con atti di estrema violenza,il finale fossa uguale a quello della gioielleria.Si creerebbe automaticamente un deterrente tale per cui i criminali lo penserebbero molto bene prima di attuare.E’ come con la pena di morte per gli atti criminali piu’ efferati.E’ sicuramente un fortissimo deterrente anche se,alcuni benpensanti ipocriti ,lo negano dato che non si possono contabilizzare gli qmicidi NON commessi.Saluti!
Il 23 Febbraio 2008 alle 0:19 aldo1110 ha scritto:
Per rendere accessibile a tutti il concetto di “deterrente” che inibisce le azioni criminali,voglio rifarmi ad an esempio.
Se io vado al mercato e rubo una mela,mi scoprono, mi danno un ceffone e mi cacciano dal mercato.Caso n.2 : vado al mercato,rubo una mela.Mi scoprono,quindi mi afferrano in quttro,poi sostenendomisaldamente mi colpiscono sulla mano ben ferma su di un solido piano di cemento, con un martello da 4 kili.Nel 99% dei casi dopo un trattamento di questo genere, non solo non rubo piu’le mele,ma smetto anche di mangiare la frutta.
Il deterrente che genera qesto tipo di azione ben pubblicizzata,va a ridurre drasticamente l’atto criminale.Peccato che ,come dicevo anteriormente,i delitti inibiti e non commessi, non si possano contabilizzare.Saluti.
Il 5 Marzo 2008 alle 17:13 robeseltz ha scritto:
Quando ancora non andavano di moda gli assalti in villa, inizio anni 90, la mia abitazione venne assaltata ben tre volte in quattro anni, all’epoca bastò sparare in aria, ma se i miei cari fossero in pericolo non esiterei un’istante. Ah, per le anime candide che dicono che bisogna chiamare le forze dell’ordine: segnalo che ci tagliarono i fili del telefono tutte e tre le volte. Poi inventarono i combinatori GSM.
Segnalo una massima di un maresciallo dei carabinieri ora in pensione: meglio un brutto processo che un bel funerale.
Il 16 Marzo 2008 alle 15:19 zank007 ha scritto:
Purtroppo, nonostante ci siano persone come il gioielliere che ha fatto fuoco uccidendo quel rapinatore, le cose non cambiano.
Quante persone come il gioielleire ci sono che hanno un’arma e che la usano????
Non tutti hanno una pistola nel cassetto.
Personalmente condivido il gesto di questo signore.
Dire che avrei fatto la stessa cosa è difficile, ma comunque credo che abbia fatto bene, con i conseguenti pentimenti del caso.
In sostanza è da cambiare il sistema giudiziario, che a parer mio fa acqua da tutte le parti.
Bisogna garantire la certezza della pena, altrimenti questi rapinatori improvvisati, continueranno a commettere violenze e se uno su dieci viene ucciso e gli altri nove scappano, hanno vinto loro……
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