De Mita furioso se ne va dal Pd. A raccogliere una Rosa bianca?

Ciriaco De Mita, ex presidente del Consiglio, classe 1928, in Parlamento dal 1963 | Ansa
“Non sarò con voi, ma contro di voi” avrebbe detto nel suo discorso di addio agli amici del Pd. Così, dopo giorni di tensioni, Ciriaco De Mita sbatte la porta ed esce dal Pd.

Motivo? Il secco “niet” ricevuto dal segretario del Partito Democratico alla sua ricandidatura alle prossime elezioni politiche. Con la prossima, le legislature di De Mita avrebbero toccato quota 12: troppe per l’ex sindaco di Roma, anche perché lo statuto del nuovo partito parla di un limite massimo di tre mandati, a cui possono essere concesse solo poche deroghe per il gruppo dirigente. Anche per questo, oggi il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco ha annunciato che non si ripresenterà alla prossima tornata elettorale: “largo ai giovani economisti” ha detto, mentre salgono le probabilità di una candidatura del suo “arci-nemico”, l’ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale, nelle liste del Popolo delle libertà.

Tutto un altro atteggiamento rispetto a quello del politico di Nusco, che ha preso la parola per primo al coordinamento nazionale del Pd (di cui è membro di diritto in quanto ex Presidente del Consiglio) e ha annunciato il suo addio. A nulla è servita la mediazione del segretario campano Tino Iannuzzi, che fino ieri aveva promosso la sua ricandidatura in quanto “espressione di una prestigiosa esperienza al servizio dello Stato e delle istituzioni”. Inutile anche la petizione popolare “pro De Mita” partita dall’Irpinia. A questo punto, il futuro dell’ottantenne politico campano si presenta più nebuloso che mai. Di certo, come ha fatto intendere lui stesso, non si ritirerà a vita privata: “Come diceva un poeta spagnolo, ‘Quando morirò morirò con la chitarra in mano’, io dico che quando morirò farò l’ultimo discorso elettorale”. In queste ore sono in molti a dare per certo un accordo con la Rosa Bianca di Bruno Tabacci.

Ma non è escluso che le firme raccolte per chiedere ai dirigenti del Pd la sua rielezione, piuttosto che finire tra i rifiuti, si riciclino come punto di partenza per una lista di delusi ed esclusi di Pd. Che, stando alle parole di De Mita, di certo non si alleerà con Walter e compagni.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 20 Febbraio 2008 alle 13:30 Veltroni l’innovativo: dimentica Prodi e mette a rischio i big del partito » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] De Mita furioso se ne va dal Pd. A raccogliere una Rosa bianca? Panorama   Canali   Italia   Veltroni l’innovativo: dimentica Prodi e mette a rischio i big del partito [...]

Il 20 Febbraio 2008 alle 14:27 cini ha scritto:

Andiamo, sù, Onorevole De Mita, Veltroni ha pienamente ragione,per chiunque arriva il giorno da doversi fare da parte. Finalmente forse anche in Italia si inizia a capire ció che nel resto dell´Europa hanno capito da diverso tempo.
Il mondo si sta muovendo troppo velocemente e per stargli dietro ci vogliono giovani,svegli e furbi.
In Italia abbiamo perso giá troppa strada e rischiamo di non poter raggiungere piú gli altri paesi.
Tutti conosciamo il danno recato dai quasi centenari Senatori a Vita nell’insistere a sorreggere un Governo fallimentare per troppo tempo al potere.
É ora di riposare Onorevole, ora. Largo Ai Giovani! Io che lo dico, appartengo al gruppo dei dinosauri ma vivo nel mondo della realtá, facendomi quindi da parte.

Il 20 Febbraio 2008 alle 18:31 armida07 ha scritto:

Non si tratta di dinosauri o vecchi grandi e piccoli che siano,non si può parlare di vecchi in un paese che esprime da oltre vent’anni capi di stato ultraottantenni , tanto meno in un paese il cui governo si è retto, insipientemente, per ben due anni sul voto dei novantenni.
Il problema è sulla legge elettorale della destra che la sinistra non ha voluto cambiare, una legge alla quale ha dato da subito tacito consenso. Si è ribaltata la volontà degli italiani espressa con un referendum popolare,è stato come abrogare il risultato del referendum monarchia repubblica. Questa legge antidemocratica consente il ripristino pieno della partitocrazia e fa delle vittime di tale sistema dei personaggi di tutto rispetto. De Mita, alla fine di una lunga carriera politica che lo ha visto ai vertici dello Stato e della D.C. diventa una vittima dela partitocrazia, e pertanto merita ogni rispetto.

Il 28 Febbraio 2008 alle 17:36 Nella Rosa bianca sboccia Casini. E a Tabacci restano solo le spine » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Infine Ciriaco De Mita: il reprobo del Pd di Walter Veltroni su cui era stato impostato l’inizio di accordo: “Mi auguro e faccio a lui un appello” conclude Baccini “perché faccia parte del nostro progetto”. Un appello che il vecchio leader Dc difficilmente farà cadere nel vuoto. [...]

Il 6 Marzo 2008 alle 18:47 Rosa Bianca e Udc: più che un matrimonio, un Pacs per superare gli sbarramenti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Più che un’unione consensuale, sembra quasi un Pacs dettato da necessità elettorali. Dopo la decisione di correre insieme alle prossime elezioni nazionali per una Nuova Costituente di Centro, nell’Udc e nella Rosa Bianca affiorano alcune contraddizioni su scelte che non sembrano essere poi così condivise. E se, intervenendo a Panorama del giorno, Savino Pezzotta (che ha definitivamente sbarrato le porte al decimato partito di Clemente Mastella) si dice ottimista sulla possibilità di superare la soglia di sbarramento (8%) al Senato, al Sud per i neo-diccì iniziano i primi problemi. Il caso più vistoso esplode proprio in Sicilia dove, per la corsa alla presidenza della Regione, le due formazioni correranno separate. Il partito di Salvatore Cuffaro appoggierà infatti “l’amico Raffaele Lombardo”, dai più ritenuto il vero erede dell’ex governatore isolano. La Rosa Bianca andrà invece in solitaria e candiderà la psicoterapeuta Vittoria Vassallo. “Qualcosa di più di un volto nuovo per la Sicilia. È una speranza concreta, una persona perbene, una donna impegnata da anni nel suo lavoro e nel volontariato” scrive Bruno Tabacci nel suo blog. Secondo alcuni una scelta coaraggiosa, per molti altri l’unica possibile dopo i distinguo e le riserve mosse proprio dallo stesso Tabacci sull’opportunità di cambiare passo per la Regione, in seguito alla condanna a cinque anni inflitta in primo grado a Salvatore Cuffaro. In ogni caso, una vistosa contraddizione: la Costituente per il Centro candiderà infatti in Sicilia (quota Udc) proprio l’ex Presidente della Regione, affidandogli con ogni probabilità il comando delle truppe neodemocristiane alla Camera. E sarà lì che, verosimilmente, “Totò vasa vasa” si ritroverà gomito a gomito con alcuni dei suoi più caustici oppositori. Unica certezza, di quest’alleanza bifocale, è il ritorno al passato. Già, perché in queste ore è successo proprio quanto Panorama.it aveva preannunciato da settimane: l’ottantenne Ciriaco De Mita, pensionato da Veltroni, è stato ripescato da Casini che lo candida come capolista dell’Udc al Senato in Campania (il suo territorio fin dall’entrata in Parlamento, nel lontano 1963). Il grande vecchio della Dc aveva scelto di aderire (non tralasciando critiche e distinguo) al Pd, che alla vigilia della formazione delle liste gli ha immediatamente comunicato l’amara notizia: troppo esperto, non sarai ricandidato. Ciriaco però non s’è perso d’animo. Ha girato i tacchi, ha sbattuto la porta e, in poche settimane di contatti, è rientrato in corsa con i centristi. Portando in dote lo zoccolo duro del suo elettorato e un buon bacino di voti. Di fronte ai quali non pare pesare poi tanto, nelle valutazioni dei centristi, il fatto che nella Prima Repubblica De Mita fosse proprio il leader di quella Democrazia Cristiana “di sinistra” che guardava al Partito Comunista. Ciriaco cioè rappresentava l’ala laica del partito, esattamente l’opposto della linea della Dc di Forlani, quella dorotea, di cui Casini è oggi l’allievo prediletto. [...]

Il 11 Marzo 2008 alle 13:41 Le sfumature del Bianco: Addio, voterò scheda bianca. La Rosa è sfiorita » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Per un grande vecchio che entra ce n’è un altro che dice “io non c’entro”. Se Ciriaco De Mita, uscito sbattendo la porta dal Pd è rientrato dalla finestra dell’Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini, (partito che guiderà come capolista in Campania) , un’altra pietra miliare del popolarismo italiano, Gerardo Bianco, lascia posti e incarichi. Con annesse polemiche. Il giorno dopo la chiusura delle liste che non lo vedono in corsa, a Montecitorio Bianco si sfoga così. [...]

Il 15 Aprile 2008 alle 2:36 Elezioni, dalla parte dei perdenti. Da Luxuria alla Santanchè, ecco i silurati » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E che dire di un veterano come il politico di Nusco: l’ottantenne Ciriaco De Mita non è riuscito nell’impresa di risedersi sui banchi del Parlamento. L’Udc in Campania  si è fermato sotto la soglia del 7% e dunque al di sotto del quorum necessario dell’8% per far scattare un seggio al Senato.  De Mita era stato eletto deputato per la prima volta nel 1963 e poi era stato rieletto in Parlamento per 11 legislature. Aveva aderito al Pd, ma dopo la decisione del partito di non ricandidarlo, aveva sperato di fare il record delle 12 legislature passando alla Rosa Bianca, alleata con Casini. [...]

Il 21 Aprile 2008 alle 15:25 La famiglia De Mita non molla: lo scudocrociato come partito locale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Sia chiaro: non esistono maggioranze locali senza l’Udc”. A casa De Mita le elezioni politiche non hanno di certo portato bene. Il patriarca Ciriaco, in Parlamento da quarantacinque anni, non c’è la fatta: è fuori dall’Aula. In Campania, l’Udc - che l’ha accolto dopo che il politico di Nusco aveva sbattuto la porta per la mancata ricandidatura nel Pd - si è fermata al 6, 85 %: duecentomila voti, troppo pochi per superare la soglia di sbarramento utile ad entrare a Palazzo Madama. E al nipote Giuseppe - coordinatore provinciale del Pd di Avellino fino allo scorso febbraio, quando ha deciso anche lui di approdare allo scudocrociato di Casini - non è andata meglio. Candidato nella circoscrizione in Campania 2, è stato escluso dalla lista degli eletti per una manciata di voti. [...]

Il 20 Gennaio 2010 alle 19:44 Tra Emmatar e Nichi il satrapo, per le regionali il Pd a rischio flop - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] con l’Udc è ribaltata: il nuovo leader regionale, l’ex premier Ciriaco De Mita, spinge per un accordo con i suoi vecchi compagni del Pd, mentre l’ala destra del partito [...]

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