Dopo la corsa al clic più veloce per rientrare nel decreto flussi 2007 (tramite internet sono arrivate al ministero dell’Interno più di 700 mila domande di stranieri per 170 mila permessi di soggiorno disponibili per motivi di lavoro) continua il lavoro delle Questure per rilasciare i documenti a chi ne ha fatto richiesta.
Ma a Milano è nato un problema insolito. Negli uffici di polizia della città e della provincia ci sono 5.500 permessi di soggiorno elettronici (Pse) pronti, che i proprietari non hanno mai ritirato. I documenti sono in giacenza anche da sei mesi. “Con evidente svantaggio del cittadino immigrato, visto che il periodo di validità decorre dalla data di emissione”, spiegano in Questura.
Per questo, in collaborazione con la Provincia, è stata messa a disposizione una pagina web dove lo straniero può controllare, evitando di fare la fila all’ufficio immigrazione, se il suo permesso è tra quelli già pronti. In quel caso si può presentare, portando la stampata della pagina che dà la conferma, all’ufficio di polizia dove ha fatto la scansione delle impronte digitali. Per il controllo basta inserire il codice dell’assicurata postale che si trova sul plico compilato per fare domanda. Il sito, in funzione dal 19 febbraio, è tradotto in dieci lingue e contiene tutte le informazioni necessarie.
Sono 236 mila gli immigrati regolarizzati a Milano (il dato è aggiornato alle ultime ore), il 12 per cento di quelli residenti, e coi documenti, in Italia. Nel 2006 gli uffici milanesi hanno rilasciato circa 60 mila permessi elettronici e circa 40 mila cartacei. La provincia è al primo posto per il numero di stranieri con le carte in regola. Le etnie più rappresentate sono l’egiziana, l’albanese, l’ecuadoregna, la filippina e la cinese.
- Mercoledì 20 Febbraio 2008

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