
Ma l’accordo trovato nella notte tra Pd e Radicali è davvero da considerare chiuso? Che alla senatrice teodem Paola Binetti non piacesse, si sapeva. Non però che ne mettesse in dubbio la validità. Cosa manca perché Emma Bonino &C. entrino a far parte dei Democratici, la senatrice cattolica lo spiega in questa intervista.
Senatrice Binetti, accordo fatto: i Radicali si candidano nelle vostre liste.
Non hanno ancora sottoscritto la carta dei valori, il codice etico e il nostro statuto.
E quindi non vale il patto?
Dico solo che noi del Pd abbiamo messo sul piatto della bilancia molte cose e loro invece ancora nulla. Se vuole che la diciamo tutta…
Dica senatrice…
Sappiamo solo quello che gli abbiamo dato noi: 9 posti. E loro a noi?
I commentatori dicono che riequilibrano l’asse giustizialista che avete stabilito con Di Pietro. E portano i loro voti in dote.
I sondaggi dicono che il Pd sommato ai Radicali prende meno voti che senza.
Il suo suona come un attacco ai massimi vertici del Pd: se avete fatto un accordo lo avrete fatto per guadagnarci, mica per perdere.
Io leggo solo i giornali e i sondaggi. E comunque mi pare che l’atmosfera che circonda i Radicali non sia positiva.
Ammetterà che anche lei ha qualche nemico a sinistra.
Confermo: ho una posizione chiara. Raccolgo grandi simpatie e anche grandi ostilità. Il Pd è fatto di tante anime e io ne rappresento una.
Lei sarà ricandidata al Senato?
Credo di sì. Ma non dipende da me.
Ci saranno 9 radicali nelle liste elettorali. Potrebbe averne uno sopra o sotto di lei in lista. Sarebbe un problema?
Le persone per me non sono mai un problema. La persona merita sempre la massima stima e ogni apertura di credito. Certo potrei entrare in collisione con le sue idee.
E che succederebbe?
Sarà il programma a decidere. Per questo esigo che il punto di valenza sia quello definito dal programma e dal manifesto dei valori.
Ma nel Pd lei stessa su alcune scelte valoriali è in minoranza.
Ne è sicuro?
Beh, su alcune tematiche, ammetterà di non essere proprio un modello per la donna di sinistra.
Esiste un valore straordinario delle minoranze: ci sono organi in medicina piccoli piccoli che hanno una grande importanza. Pensi all’ipofisi.
Entrano i Radicali ed esce De Mita. Si sposta l’asse del Pd verso sinistra? E i Popolari?
Mi fa simpatia questo “grande vecchio” ottantenne tenace, pugnace, che forse porterà i suoi 60mila voti alla Rosa Bianca.
Senatrice, spieghi meglio, altrimenti rischia di essere fraintesa.
De Mita non vuole abbandonare la politica. Assume la sfida e se la gioca. Per essere uno che ha 80 anni mi sembra molto giovane.
Alcuni l’hanno trovato, diciamo così, “attaccato” alla poltrona.
Ma se uno la poltrona la difende con i denti e si mette in discussione, per me, è un coraggioso.
Usa un aggettivo rutelliano…
Io sono rutelliana. Sono una teodem.
Rutelli se ne va in Campidoglio, Franceschini fa il numero due di Veltroni. Rifaccio la domanda: Popolari in minoranza nel Pd?
Ma no. Siamo tanti: Beppe Fioroni, Cristina De Luca, Luigi Bobba, Emanuela Baio. E siamo molto determinati.
Che battaglie promette se tornerà a palazzo Madama nella prossima legislatura?
Mi occuperò ancora di vita e famiglia. Di ricerca e sanità. In particolare di tutte le politiche inclusive e della natalità.
Ricercherà maggioranze trasversali per cambiare la legge sull’aborto?
Non ci sarà un dibattito trasversale sull’aborto, ma su tutte le politiche di prevenzione dell’aborto. Per garantire, come recita il titolo della 194, la tutela sociale della maternità.
Senatrice guardi che così andrà allo scontro con i Radicali. Quando firmeranno programma e statuto sarete nello stesso partito.
Io prego molto…
- Giovedì 21 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2008 alle 17:47 CiroCipolla ha scritto:
In ogni famiglia vi è un peso morto da trasbordare. Ma il PD non era single?
Il 21 Febbraio 2008 alle 19:03 dido1 ha scritto:
Povera Binetti!
Dopo tanto perorare, tanto prostrarsi ai piedi di Veltroni, gridare che non era un’accattona, l’On. Bonino è riuscita ad entrare nel PD, cioè a non perdere una futura poltrona governativa con annesso finanziamento del partito, e annesso Pannella come ruota di scorta (pensa la meschina!), ma non sarà cosi!
Ma a che prezzo?
E qui sta il busillis.
Certo non rinunciando ai valori radicali che li hanno distinti fino ad ora, aborto ecc… in netto contrasto con l’etica cristiana della povera On. Binetti.
Ma allora cosa farà la Binetti?
Si farà impiantare un’ipofisi radicale e abortista con annessi DICO al posto della sua, per accettare il nuovo cambiamento nel PD, o Pannella diventerà un TEODEM imbalsamato e fritto?
Ma smettiamola di prendere in giro gli italiani, diciamo pane al pane, e vino al vino, cara On. Binetti.
Lei pur di restare in sella in questo PD, coacervo di falsi cattolici, democristiani, ex radicali, questurini intrallazzatori con i soldi del proprio partito, catocomunisti, amici della puzzolente salma di Lenin, difensori del burqa come la Rosy Bindi, guidatori di WW Touran ecc…. ingoierebbe anche il crocefisso, chiodo compreso!
Il 22 Febbraio 2008 alle 20:26 carlo.tosi ha scritto:
Veltroni sta mettendo su un’altra armata brancaleone. Per la smania di racimolare qualche voto, sta mettendo assieme cani e porci, cercando di convincerli (e convincere se stesso) che assieme è bello e si va daccordo. Questa è una storia, purtroppo, gia vista recentemente. Tutte queste linee politiche, trovano a malapena una sorta di coesione nel momento delle elezioni, per poi ritornare ognuno ai propri distinguo e divisioni. Con questi presupposti, il governo (ammesso che possa vincere…) nasce già zoppo per le solite malattie congenite. Frammentazione e disaccordo. in una parola troppi galli nel pollaio. Risultato? la solita ingovernabilità. In tempi come questi con la situazione economico-sociale che sta precipitando. Mi sa che molti elettori simpatizzanti del centrosinistra, delusi da tutte queste manovre ma sopratutto molto delusi dal centro sinistra del precedente governo, siano pronti a dare il voto, sia pure con rammarico, al nemico. Meditare Veltroni, Meditare…
Il 24 Febbraio 2008 alle 0:40 Un voto per la Grande Coalizione? No, è tutti contro tutti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E non va meglio al segretario sul tema dell’accordo coi Radicali. Cotto e mangiato (manca solo la firma in calce al programma da parte di Bonino &Co, sull’esempio di Di Pietro che l’ha sottoscritto, giurando lealtà), ma non ancora digerito da buona parte dell’ala cattolica del Pd. Alla contrarietà (già nota) di Paola Binetti (che ora se la prende anche solo con l’idea che il collega di partito Umberto Veronesi possa diventare ministro della Salute), si associano gli allarmi di Pierluigi Castagnetti che parla a nome dei “cattolici che stanno all’interno del Pd, preoccupati per questa presenza però ci sentiamo impegnati a ridurre gli eventuali rischi che non ci siamo nascosti”. Dubbi e perplessità che sfoceranno il prossimo 27 febbraio, giorno della convention dell’area cattolica del Pd. E se non è una corrente, poco ci manca. Ma il leader Pd è preoccupato? Macché: “Serve la sintesi, in un grande partito”, dice, mutuando un’espressione che a Romano Prodi non ha portato molta fortuna… [...]
Il 14 Ottobre 2009 alle 13:17 Omofobia, la legge affossata in Camera. E nel Pd esplode il caso Binetti - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] difesa della Binetti E la teodem (ancora una volta) al centro della bagarre? “Il testo era ambiguo” si è difesa la Binetti “perchè [...]
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