
“Sono una persona che combatte fino alla fine per le idee che ha. Per questo, chiederò il consenso ai miei elettori. Se non arriverà , ne prenderò atto. Ma di una cosa sono certo: fino alla fine resterò in campo”.
Con ogni probabilità e a meno di inattesi (e ormai difficili) accordi centristi, Clemente Mastella correrà da solo alle prossime elezioni politiche. E lo farà “senza demordere dall’obiettivo di raggiungere e superare lo sbarramento” (4% alla Camera, 8% al Senato su base regionale). Per questo, “l’Udeur si presenterà in tutte le circoscrizioni e in tutte le regioni d’Italia”.
Onorevole Mastella, dopo i suoi inviti alla riunificazione del centro, come valuta la possibilità di un’intesa con Udc e Rosa Bianca?
Difficile, molto difficile. Vedo solo una serie di atteggiamenti preclusivi che finiscono con smorzare l’entusiasmo attorno a un progetto politico ambizioso. E di questo prendo atto. Ma secondo me, aldilà dei sondaggi e di avarizie personalistiche, nessuno di noi può tirare un sospiro di sollievo. Anche perché, in simili situazioni, le emorragie di voti potrebbero esserci sia da parte nostra sia da parte dell’Udc.
Al centro c’è anche la Rosa Bianca di Bruno Tabacci e Savino Pezzotta…
Ma questo discorso vale anche per quella formazione politica: la sensazione di questi giorni è che nemmeno lei cresca poi così tanto. Forse, tutti assieme potremmo invece spingere in un’altra direzione. Però non è che debba decidere io ciò che bisogna facciano gli altri. Anche perché, personalmente, ho ben chiaro ciò che farò.
Proprio in queste ore, però, il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha espresso parole di apprezzamento nei confronti di sua moglie Sandra Lonardo e di Anna Serafini, del Partito Democratico, dicendo che “sono due persone validissime, di grande intelligenza, che apprezzo moltissimo”. A qualcuno è sembrata un’apertura a lei al suo partito…
Dico solo che Anna Serafini è candidata nel Pd e che Sandra Lonardo non è candidata e non intende candidarsi alle prossime elezioni.
A proposito di Partito Democratico, come la valuta l’apertura ai Radicali e l’archiviazione di Ciriaco De Mita?
Forse alcuni politici, De Mita compreso, hanno sbagliato nel ritenere già conclusa l’esperienza della Margherita, interrompendo precocemente qualcosa che andava invece ancora vissuta. E questo è probabile che sia stato un errore di valutazione importante, per non dire decisivo.
- Giovedì 21 Febbraio 2008

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Commenti
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Il 21 Febbraio 2008 alle 21:25 astro ha scritto:
Umanamente Mastella ha la mia comprensione, ma chi di spada ferisce, di spada perisce Auguri.
Astro
Il 22 Febbraio 2008 alle 8:51 ppx ha scritto:
non è troppo ben “visto” e i partiti hanno il timore di un voltabandiera e non si fidano, prenderà pochi voti probabilmente e pochi voti non servono.
Il 22 Febbraio 2008 alle 9:21 Corrado Buccieri ha scritto:
Balla coi lupi. Che non molla ne ero certo, ma se avrà ancora voti è una scommessa.
Il 22 Febbraio 2008 alle 12:18 La nuova Cosa Bianca: De Mita regista, Casini primo attore » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tanto che Panorama.it, raccogliendo alcune indiscrezioni sulla riunificazione centrista, è in grado di rivelare come potrebbe finire: unione delle due formazioni (quindi senza l’Udeur di Mastella), un nuovo simbolo in cui ci sarà la rosa senza la scritta Udc, ma ovviamente con lo scudo crociato, e in basso la dicitura “Casini premier”. Scenario inimmaginabile fino a poco tempo fa. Al momento, invece, i neocentristi quasi riuniti hanno da risolvere “solo” due nodi: il nome definitivo della neo Cosa Bianca e un buon digestivo per Bruno Tabacci che alla candidatura alla premiership ci aveva fatto la bocca. Si rimodellano anche le agende. Infatti domani e domenica a Montecatini avrebbe dovuto essere lanciato il programma della Rosa Bianca. La cittadina termale toscana, qualora nelle prossime ore venga chiuso l’accordo, potrebbe essere il luogo della riunificazione. E il gran regista dell’accordo? Il reprobo del Pd: Ciriaco De Mita. Come spiega a Panorama.it proprio l’ex volto noto del Tg1, Pionati, da decenni molto vicino all’uomo di Nusco: “Non abbiamo ancora chiuso, ma la candidatura di Ciriaco in Campania, dove anche grazie a lui raggiungeremo l’8%, è praticamente certa”. Pionati, il precursore: è stato lui, nelle settimane scorse, a far firmare ad Avellino la tessera dell’Udc a Giuseppe De Mita, uno dei nipoti dello storico segretario Dc. In tanto entusiasmo, a non gioire resta un altro centrista campano: Clemente Mastella. Il leader del Campanile, che dopo aver fatto cadere il governo Prodi e dopo aver ricevuto la gratitudine del Cavaliere, è ormai diventato il reprobo dell’intera politica italiana e si trova costretto a correre in solitudine (come quei single che restano tali… per scelta altrui). Qualsiasi forza politica risponde agli appelli dell’Udeur con la stessa litania: “Ci porta qualche voto in Campania, ma ce ne fa perdere molti nel resto d’Italia”. [...]
Il 23 Febbraio 2008 alle 10:13 Palazzo Chigi, una poltrona per dieci… Alla faccia della semplificazione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ora anche Clemente Mastella minaccia: “Corro da solo, mi candido premier”. Minaccia? Sarebbe meglio definirlo un Sos. Lanciato nella fattispecie agli altri ex dc come lui, e come lui rimasti, per ora, orfani di una coalizione: Pier Ferdinando Casini e Bruno Tabacci, l’Udc e la Rosa Bianca. Se anche loro, nonostante i rumors sulla riunificazione, correranno da soli, ecco tre candidati premier solo al centro. Nessuno, sia chiaro, con la minima probabilità di farcela; se non, addirittura, di tornare in Parlamento. [...]
Il 10 Aprile 2008 alle 22:09 GM007#1 - Operazione Demastellator. « la guida mikelin. ha scritto:
[...] Ma tornando a Mastella. Neanche i suoi amicicici del Centro lo vogliono. E lui? Lui proverà a superare il 4% per avere qualche deputato alla Camera. Perchè va da solo. Quindi, a meno di disgrazie, Mastella non sarà in parlamento. [...]
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