
Nove seggi “sicuri” (ma non per Pannella), un posto da ministro per la Bonino, una quota dei rimborsi elettorali, e la garanzia del 10% degli spazi in tv destinati al Pd in campagna elettorale.
A queste condizioni e alla fine di una lunga e travagliata trattativa, è arrivata la fumata bianca: i radicali hanno detto sì al Pd di Walter Veltroni.
Via libera quindi, dopo una riunione fiume di sette ore, a Largo di Torre Argentina, allo sciogliemnto nelle liste democratiche della pattuglia radicale. Nessun apparentamento, nessuna coalizione. Passa quindi la proposta fatta, in nome dei democratici, dal plenipotenziario veltroniano Goffredo Bettini. Proposta definitiva, da prendere o lasciare.
E i radicali l’hanno presa. E si portano a casa un pacchetto generoso. Appunto: nove parlamentari sicuri (anche se con l’apparentamento del simbolo e il 2% nelle urne i radicali calcolavano di averne dodici), Emma capolista e uno dei dodici eventuali ministri di un governo Veltroni, il trasferimento di una quota di rimborsi elettorali pari al numero dei seggi e la garanzia del 10% degli spazi televisivi elettorali destinati al Pd.
Soddisfatti, quindi? Sì e no. E per capire perché basta sentire la segretaria dei Radicali italiani Rita Bernardini e il segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato annunciando il via libera a chiarire che la proposta è una “base di partenza, che sarà ora necessario trasformare in un vero e proprio accordo politico-elettorale con il segretario Veltroni”. Accordo sottoposto ora al vaglio, previsto per sabato e domenica prossimi, del comitato dei Radicali italiani e del Consiglio generale dell’associazione Coscioni. E comunque: prendiamo atto - continuano Bernardini e Cappato - che “la nostra offerta di collegare la lista radicale al candidato presidente del consiglio Veltroni e al partito democratico si scontra con un pregiudiziale rifiuto nonostante il sostegno di personalità della cultura e della politica. Ci assumiamo la responsabilità di subire l’impostazione alternativa di inserimento di candidati radicali nelle liste del Pd, nonostante continuiamo a ritenerla meno efficace per conquistare una maggioranza riformatrice in occasione delle prossime elezioni politiche”.
Anche nei democratici c’è comunque chi storce il naso. A parte l’ala “teodem” del partito già in subbuglio (Pier Luigi Castagnetti paventa una tragica “fuga di voti cattolici” davanti al Satana radicale e Paola Binetti rincara: “Se si toccano i temi etici, le loro posizioni sono impossibili da condividere”), anche un big come il ministro Arturo Parisi ha confessato la sua preferenza per un apparentamento con i radicali piuttosto che con Antonio Di Pietro.
Ma Veltroni è stato netto: il leader teneva all’ingresso della Bonino (”A un bravo ministro come lei non si può rinunciare” aveva detto nei giorni scorsi), ma temeva contemporaneamente di essere risucchiato in una di quelle infinite querelle mediatiche di cui “l’incontrollabile” Pannella è insuperato maestro. Magari trovandosi costretto a riaprire le trattative con i socialisti, i democristiani delusi, i referendari.
E allora chi ha vinto? Il segretario Democratico che concedendo ai radicali solo nove seggi non corre il rischio che dopo le elezioni, questi costituiscano un gruppo autonomo, libero da qualsiasi disciplina di partito? O hanno vinto i radicali che, correndo in braccio al Pd anche a costo di sciogliere la storica coppia Bonino-Pannella, possono ora usufruire di risorse e spazi mediatici ai quali difficilmente avrebbero potuto aspirare andando soli?
La risposta la daranno gli elettori, il 13 e il 1 aprile.
- Giovedì 21 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2008 alle 11:05 logudoro_g ha scritto:
L’ Arca PD, in giro per l’ Italia a raccogliere i sopravvissuti o gli eletti da soviet Supremo comandante Veltronik.
Con la selezione dei Radicali, provvisoriamente si presume 9 elementi ibridi da imbarcare, in caso di vittoria del PD (non auspicabile) avremo un parlamento colorato per il prossimo carnevale, mettendo in conto PM dell’ IdV, Depietreani.
Comunque strada facendo l’arca PD raccoglierà altri sopravvissuti diluvio scatenato da Prodi, TPS e Visco; intanto la selezione continua scaricando pezzi ex DC come De Mita, troppo anziano per riprodursi; Visco ha lasciato l’arca di sua spontanea volontà, scottato dalle super tasse imposte per la formazione del tesoretto che ha messo una fetta da parte per il suo dopo politica e vivere in pace con i soldi del contribuente.
Logudoro
Il 21 Febbraio 2008 alle 12:32 billl ha scritto:
NON MI PIACE. Alla fine la svolta vera non e’ arrivata ne da una parte ne dall’altra.
Ci risiamo; i veti prima si mettevano a livello di partiti ora si metteranno a livello di sottogruppi parlamentari. Certo ci saranno i gruppi unici ma esiste qualche legge che impedisce a un singolo parlamentare di votare diversamente dal gruppo? Voi mi risponderete che puo essere espulso dal partito; e se percaso quel o quei parlamentari servissero al governo per restare in piedi? Qui le cose si complicano, anzi sono esattamente come erano.
Per non parlare dei famosi seggi sicuri. Non vi pare uno scandalo che ha 2 mesi dalle elezioni si parli di seggi sicuri cioe’ di uomini e donne che sono eletti deputati o senatori negli uffici dei partiti non nelle urne. RIVOGLIAMO LE PREFERENZE CHE CI AVETE RUBATO.
Se uno degli obbiettivo da raggiungere era evitare i personalismi allora questo e’ gia fallito.
Nello specifico i radicali non mi meravigliano piu di tanto, non sono nuovi a svendersi per salvaguardare le poltrone della bonino e di pannella.
A proposito: a Pannella candidatelo in Emilia Romagna, se no va a finire che resta fuori anche questa volta.
Il 21 Febbraio 2008 alle 13:25 cini ha scritto:
Sono affari rigorosamente del PD e i suoi simpatizzanti.
Ho piacere che il Pdl del quale sono interessato,fino ad oggi non sia venuto a compromessi simili con partitini obsoleti e indesiderabili che ovviamente sono destinati a scomparire una volta per tutte.
Il 21 Febbraio 2008 alle 13:54 nhico ha scritto:
Per nove seggi in parlamento e un’ improbabile promessa di un ministero, i radicali si vanno a rinchiudere nella riserva indiana del Pd, lasciando fuori le insegne e facendosi mozzare le lingue.
Il 21 Febbraio 2008 alle 16:16 Binetti: io sono l’ipofisi del Pd. I Radicali? Prego e aspetto » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma l’accordo trovato nella notte tra Pd e Radicali è davvero da considerare chiuso? Che alla senatrice teodem Paola Binetti non piacesse, si sapeva. Non però che ne mettesse in dubbio la validità. Cosa manca perché Emma Bonino &C. entrino a far parte dei Democratici, la senatrice cattolica lo spiega in questa intervista. [...]
Il 21 Febbraio 2008 alle 19:31 Mastella: pazienza se il Centro non mi vuole, io ballo da solo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] A proposito di Partito Democratico, come la valuta l’apertura ai Radicali e l’archiviazione di Ciriaco De Mita? Forse alcuni politici, De Mita compreso, hanno sbagliato nel ritenere già conclusa l’esperienza della Margherita, interrompendo precocemente qualcosa che andava invece ancora vissuta. E questo è probabile che sia stato un errore di valutazione importante, per non dire decisivo. [...]
Il 21 Febbraio 2008 alle 22:06 astro ha scritto:
Non avevo alcun dubbio: per nove posti di POTERE, i radicali venderebbero anche l’anima al Diavolo, oltre che dare anche il c. Ma, queste cose, adesso che ci penso, non sono quelle che hanno sempre voluto? C…. amari per Veltroni, e rospi da ingoiare per i cattolici (cosiddetti) di centro-PD.
Astro
Il 19 Marzo 2008 alle 12:14 Alle elezioni con la valigia. L’esercito dei candidati catapultati fuori sede » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] In Sicilia, ad esempio, il Partito democratico ha deciso di candidare nelle sue liste una rosa di nomi che con l’isola ha poco o punto a che fare. È il caso del romano Enzo Carra, candidato teodem in quota Margherita, o di Rita Bernardini (della Capitale pure lei), segretaria dei Radicali che, grazie all’accordo siglato nel loft romano del Pd, sarà con ogni probabilità eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione 2 dell’Isola. Sempre in Sicilia ha trovato spazio Ricky Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Prodi (con delega per l’informazione e l’editoria), e il professor Marco Causi, che fino a qualche mese fa è stato assessore al Bilancio al Comune di Roma nella giunta guidata da Veltroni. [...]
Il 26 Marzo 2008 alle 16:42 Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il settimanale aveva iniziato poco più di un mese fa con il Pd, accusato di “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” per aver ragginto l’accordo elettorale con i radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl (”dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani”) e Silvio Berlusconi, che “ha definito il suo partito ‘monarchico’ (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli”. Ma non ha neppure risparmiato Pier Ferdinando Casini: “Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?…Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l’ultima?) sciupata malamente”. [...]
Il 27 Marzo 2008 alle 11:48 Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi, Ultime Notizie ha scritto:
[...] Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi Marzo 26th, 2008 | by Panorama.it - Italia | Basta con gli sprechi, stop ai privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana, Famiglia Cristiana picchia duro contro “l’impotenza dei politici”. Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti, spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed inefficienze della classe dirigente nostrana. Il settimanale aveva iniziato poco più di un mese fa con il Pd, accusato di “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” per aver ragginto l’accordo elettorale con i radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl (”dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani”) e Silvio Berlusconi, che “ha definito il suo partito ‘monarchico’ (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli”. Ma non ha neppure risparmiato Pier Ferdinando Casini: “Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?…Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l’ultima?) sciupata malamente”. Adesso, l’ultima bordata del settimanale paolino arriva col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: “Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più ‘bene comune’ e meno privilegi?” E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del “V-day” del comico genovese. E non è un caso infatti che la mira sia puntata anche sul solito Mastella: “per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano ‘assegno di reinserimento nella vita sociale’. Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?”. Resta ora da capire se alle frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto sopra) seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il vero, molto sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei politici “graziati” dalla scure del settimanale paolino a tutt’oggi risulta ancora non pervenuta. [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 19:54 Caos sardo nel Pd, Veltroni saluta: “Dimissioni confermate” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il Pd nasce ufficialmente il 14 ottobre 2007: in tre milioni incoronano l’ex sindaco di Roma a segretario con il 75% dei voti. Nell’aprile 2008 il primo, impegnativo, banco di prova. E la prima sconfitta: le elezioni politiche, consegnano la vittoria a Silvio Berlusconi e al Pdl. Ed è lì che il leader comincia ad avvertire i primi scricchiolii interni: sono in molti a contestare quella che lui chiama la “vocazione maggioritaria”, cioè la strategia solitaria di andare soli al voto: non si allea con nessuno (tranne che con l’Idv di Antonio Pietro, altro errore che tanti gli rinfacciano), imbarca una pattuglia di radicali e mette nel cassetto l’alleanza con la sinistra radicale. Ma l’urna non premia il Pd. [...]
Il 1 Febbraio 2010 alle 17:35 Pd-Binetti, fine del calvario: “Ha fallito, non è più il mio partito” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] entrano in contatto, appunto, con le pattuglie di Bonino e Pannella. La prima volta successe, nel febbraio di due anni fa: i radicali avevano ottenuto nove seggi “sicuri” nelle liste del Pd di Walter Veltroni [...]
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