
Sono proprio le scuole a non dare il buon esempio. E lo rivela un’inchiesta di Altroconsumo: la qualità dell’aria in classe è scadente. La colpa è soprattutto dell’eccessivo affollamento delle aule: troppi ragazzi, troppo poco ossigeno. Ma tra i banchi ci sono anche sostanze tossiche, come le polveri sottili e il monossido di carbonio (che arrivano dalla strada), ma anche l’anidride carbonica o la formaldeide (che proviene spesso da mobilia e vernici) e un tasso di umidità a volte troppo elevato. Dunque non solo fuori, in strada nel traffico, ma anche dentro, tra le quattro mura delle aule, si respira male. L’inquinamento indoor è più che aria viziata: è un misto di veleni dannosi per l’organismo. Anche se le concentrazioni di questi inquinanti spesso sono basse, nulla a che vedere con i picchi di inquinamento raggiunti nelle grandi città, è pur vero che al chiuso si passa la maggior parte del proprio tempo e quindi si è esposti al rischio di un’esposizione di lunga durata. Eppure il problema è sottovalutato. Non ci sono ancora vere e proprie linee guida riconosciute per la qualità dell’aria indoor e il quadro normativo è ancora poco chiaro.
Per la nostra indagine abbiamo visitato 15 scuole medie scelte tra Milano, Bologna, Torino, Roma, Fano e Urbino. A scuola bimbi e giovani trascorrono buona parte della loro giornata; molto più di prima tra l’altro, visto che oggi è prevista un’attività scolastica a tempo pieno. In più i bambini sono una categoria a rischio molto sensibile alle sostanze inquinanti. Dalla qualità dell’aria nelle scuole dipende quindi parte del benessere psico-fisico degli studenti, ma anche del personale docente e non docente che lavora tra i banchi. Conoscere il problema permette di affrontarlo: alcuni comportamenti corretti servono a migliorare l’aria a scuola e a ridurre le concentrazioni degli inquinanti.
Innanzitutto bisogna cambiare l’aria dell’aula durante gli intervalli e i cambi dell’ora. Bastano pochi minuti di corrente d’aria per diluire le concentrazioni di inquinanti. L’aria va cambiata più frequentemente nel caso di mobili nuovi o di lavori di tinteggiatura, che rilasciano formaldeide.
Anche il materiale didattico può essere fonte di inquinamento. Sono da preferire i prodotti ad acqua o a bassa emissione di odori. Gli evidenziatori possono essere sostituiti con matite colorate, che non contengono solventi o altre sostanze tossiche; i colori vanno richiusi con appositi cappucci quando non sono utilizzati; sono da evitare colori o evidenziatori al profumo di frutta (ma con sostanze chimiche tossiche), che invogliano i bambini ad annusarli.
È bene preferire i materiali per le pulizie che richiedono risciacquo, in modo da ridurre la presenza di formaldeide. La manutenzione dell’edificio è importante. Per combattere muffe e umidità, finestre e infissi devono essere controllati periodicamente, gli impianti di riscaldamento sono da revisionare, guasti e perdite non vanno trascurati.

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