
Quando Marianna Madia, la neocapolista alla Camera nel Lazio per il Pd, nasceva nel 1980, Ciriaco De Mita era già alla sua quinta legislatura.
E questo è certamente uno dei motivi per cui il leader del Pd, Walter Veltroni ha deciso di essere secondo in lista dopo di lei. Molto vicina ad Enrico Letta (lavora all’Arel da alcuni anni), Marianna la nuova pulzella del Pd ha esordito in conferenza stampa nel loft stupendo i giornalisti: “Porterò tutta la mia straordinaria inesperienza”. Almeno all’esordio, non sono le solite parole. Manterrà le aspettative?
E allora Madia, che effetto le fa sapere che sarà una delle più giovani deputate del prossimo Parlamento?
Un effetto grandissimo. Questa è la prova di uno sconvolgimento che è in atto: di un grande progetto di rinnovamento che il Pd sta provando a mettere in pratica.
Il messaggio di Veltroni è chiaro: apriamo ai giovani e non solo “ai figli di” come Colaninno, denunciati da Montezemolo. Ma i blogger la criticano…
Se una come me è stata chiamata per questo ruolo vuol dire che è in corso una rivoluzione. Una rivoluzione dolce.
Una 27enne entra, l’ottantenne De Mita viene congedato e un altro 82enne come Umberto Veronesi viene scelto come capolista per il Senato in Lombardia.
È una decisione che io, lo dico in senso bello, ho subìto. Non lo mando certo io a casa De Mita.
Di fatto lei, almeno mediaticamente, è in contrapposizione all’ex premier democristiano.
Non sento la responsabilità di questa scelta.
Lei ha detto di voler continuare l’eredità delle donne del passato. Sul tema caldo dell’aborto che ci dice?
Voglio andare controcorrente e non rispondere. È un tema troppo complicato e delicato per rispondere a caldo. Un tema a cui va restituita la complessità che merita perché ricordiamoci che stiamo parlando della vita: una complessità e una riflessione che purtroppo non vedo nel dibattito a cui assistiamo in questi giorni.
Che deve fare una donna in politica, secondo Marianna Madia?
Penso che non dobbiamo inseguire il modello maschile, ma portare il nostro valore aggiunto di femminilità.
Ha un modello a cui ispirarsi?
Certamente, Anna Finocchiaro. Il suo intervento all’Assemblea costituente del Pd, quando si è anche candidata alle regionali in Sicilia, è stato incisivo, denso di passione e senso di responsabilità. Non faccio mistero a dire che mi ha commossa.
Le tematica fondamentale che da deputata porterà avanti?
L’ambiente al primo posto. È il tema che accomuna le giovani generazioni e le nostre identità. È la nostra battaglia. Parlando di ambiente si può discutere di tutto: di economia, di modelli energetici, di giustizia sociale e di stili di vita.
Entra in Parlamento a 27 anni. E dopo che farà?
Non penso che la politica debba diventare una professione. È, e deve rimanere, un impegno sociale. Resterò finché ce ne sarà bisogno. Poi si vedrà.
- Venerdì 22 Febbraio 2008

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Commenti
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Il 23 Febbraio 2008 alle 5:15 francomaria ha scritto:
Di nuovo c’è poco e di vecchio, anzi di stantio, molto.
La giovane Marianna non mi sembra un’espressione dei giovani. Infatti, non mi risulta che siano i giovani ad averla scelta.
Al contrario è una faccia giovane scelta da una vecchia volpe della politica allo scopo di vendere meglio un marchio (quello del PD) come si fa da decenni in campo pubblicitario, per far intendere che il prodotto piace ai giovani.
Quindi nulla di nuovo e molto di vecchio nelle tecniche per abbindolare i cittadini, visti come consumatori.
Senza contare che, considerati i meriti non eccezionali della ragazza, tutto lascia pensare che si tratti di un caso di mera raccomandazione.
E non c’è nulla di più vecchio che raccomandare per un posto di lavoro la figlia di un amico morto da poco. Non facciamo del moralismo. Tra chi raccomanda le ballerine e chi raccomanda le figlie degli amici c’è una differenza solo di grado e di gusti.
Il messaggio ai giovani è il seguente: è inutile studiare, darsi da fare, lottare.
L’importante è trovarsi una raccomandazione.
Insomma siamo di fronte all’ennesimo insulto ai giovani meritevoli che si vedono passare avanti una sconosciuta forse meno meritevole di loro.
Il 23 Febbraio 2008 alle 16:41 montaigne ha scritto:
Cara Marianna, Caro Walter,
un padre attore ma amico del Sindaco e che per questo, non certo per meriti intellettuali o scientifici o d’altro genere, viene cooptato al Comune di Roma. Sua figlia, che tramite la stessa amicizia del padre, lavora per Minoli (bravo conduttore di un Ente Pubblico), la Seg. del giovane Letta (bravo giurisperito e politico, nipote di un potentissimo), si fidanza col giovane Napolitano (bravo professore, figlio del Presidente della Repubblica). Questa figlia non dimostra di aver affrontato sfide di crescita importanti che si danno soltanto al di fuori di un contesto familistico con l’acquisizione della vera indipendenza; che non ha studiato all’estero, che non ha lavorato all’estero, che non si è mai mossa dalla sua provincialissima Roma e dai salotti della stessa. Questa figlia viene candidata a gestire una 630esima parte della Res Pubblica riguardante 60 milioni di italiani. Inoltre, lo si fa approfittando di una legge che viola il Patto fondante la delega alla rappresentatività e configurando un meccanismo pressocchè identico a quello dittatoriale. Infatti io, rappresentante della società civile che non ho tempo ne capacità per gestire la Cosa Pubblica, delego Te se e solo se ho la possibilità di sceglierti in maniera Libera ed Autonoma e cioè da Cittadino. Se, invece, la scelta è negata e la decisione procede all’interno di un meccanismo totalmente autoreferenziale, perché io dovrei fare il Cittadino?
Insmma , Cara Marianna e caro Walter, ma se voi leggeste una storia così scritta, che so, da un corrispondente di un altro paese, che cosa pensereste?
Il 24 Febbraio 2008 alle 17:37 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » I Figli degli altri ha scritto:
[...] Perché buona parte dei soliti noti che affollano Palazzi e puntate di “Porta a Porta” - come Massimo D’Alema (fu Giuseppe, deputato) o Giorgio La Malfa (fu Ugo, ministro) - sono tutti “figli di”. E perché purtroppo la storia - come insegnavano gli antichi - si ripete. Tanto che Walter Veltroni (figlio dell’ex direttore del primo Tg Rai, Vittorio) proprio questa settimana ha scritto di suo pugno l’ennesimo capitolo di questa infinita saga famigliare. Presentando una capolista in Lazio, Marianna Madia, che sarà giovane (27 anni) e preparatissima (per carità). Ma che è tutt’altro che un volto nuovo nelle stanze della politica. Perché - come ha ricordato La Stampa - figlia, per coincidenza, del (fu), Stefano Madia, consigliere comunale (fino alla morte, nel 2004) nelle file della Lista per Veltroni, a Roma. Nipote di Titta Madia, celebre avvocato romano e legale (tra gli altri) di Clemente Mastella. E - per giunta e sempre per caso - ex fidanzata di Giulio Napolitano, quarantenne figlio del presidente della Repubblica, Giorgio. Imbarazzo da parte di Walter? Nessuno. Anzi Veltroni ha dichiarato - come potete leggere qui - che persone come la sua giovane pupilla segnalano “la differenza delle nostre scelte” da quelle del centrodestra che rappresentano “la politica di ieri”. Che - evidentemente - non teneva e non tiene conto del ruolo pur importante di amici di famiglia ed ex fidanzate. [...]
Il 24 Febbraio 2008 alle 23:04 franca1977 ha scritto:
Certamente Veltroni per trovare lavoro alla figlia di un amico non aveva altre soluzioni che il posto da capolista nella lista del Pd a Roma… Dite eh?
O forse avrà visto qualcos’altro in questa donna?
Dal web e dai giornali si legge che ha studiato, si è laureata con 110 e lode alla Sapienza a 23 anni e non in un’università da figli di papà a 30 e si è data da fare su tematiche come il welfare (basta guardare su internet) e l’ambiente (e-cubo) che, guarda caso, sono tra le principali tematiche che riguardano i giovani.
Sinceramente non so ancora dire se Marianna Madia riuscirà a dare un contributo migliore dei parlamentari che l’hanno preceduta, anche perché sui blog si parla solo del suo ex.. Questo è uno dei pochi articoli che parlano di politica.
Magari, durante la campagna elettorale, invece di andare a scavare nella vita personale dei candidati, sarebbe più utile capire cosa hanno da proporci. Anche perchè per ora abbiamo appena visto la sua faccia, e essere già andati a tirare fuori i lutti in famiglia è segno di degrado del dibattito e pure un po’ squallido.
Il 26 Febbraio 2008 alle 9:15 Programma del Partito Democratico: Più ore di matematica. » MenteCritica ha scritto:
[...] Io, invece, mi interrogo sulla visione che hanno i nostri politici degli italiani quando redigono programmi e presentazioni Power Point. Pensano, come sempre, che per non sbagliare bisogna ficcarci dentro di tutto. Dalla Sanità al Lavoro, dalle Grandi Opere Infrastrutturali ai poliziotti di quartiere. Dall’abolizione delle Provincie alle ore di matematica nelle scuole. Chissà poi perché la Matematica ha guadagnato questa citazione. Forse anche lei è figlia di un attore deceduto amico di Veltroni. La Geometria, la Fisica, la Storia, La Trigonometria e il Latino, invece, si fottano. Più ore di Matematica. Per il progresso del Paese. Come no. [...]
Il 26 Febbraio 2008 alle 9:21 nhico ha scritto:
La fanciulla del west figlia e nipote di sceriffi di lungo corso e già pronta a ricevere anch’ella la sua fulgida stella.
Il 26 Febbraio 2008 alle 19:55 Giovani, vip e prefetti: ecco l’eterogenea squadra di Veltroni. Senza primarie » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Prima una massiccia campagna giovanilista, con l’obiettivo di presentare il Partito democratico secondo la filosofia del “voltare pagina”. E allora dentro neolaureate di “straordinaria esperienza” ma dai grandi sponsor, operai da mille euro al mese, giovani imprendiori dal cognome illustre (quelli che Montezemolo ha chiamato”i figli di”). Anche a costo di far pagare ai nomi storici della politica italiana (di centrosinistra): da Ciriaco De Mita a Giuliano Amato; da Romano Prodi a Vincenzo Visco a Luciano Violante. Poi la seconda infornata: personaggi di lustro, uomini di successo nel loro campo d’azione: l’oncologo Umberto Veronesi (che però dovrà convivere con gli ultrà cattolici come Binetti e Bobba); il professor Pietro Ichino (che tesse le lodi della Legge 30 ma dovrà coabitare con Paolo Nerozzi, segretario Cgil di Bologna, che il testo Biagi lo farebbe a pezzetti); l’anima della Comunità di Sant’Egidio (l’Onu di Trastevere): il pacifista Andrea Riccardi Che dovrà fronteggiare almeno i due uomini d’ordine dell’ennesima tornata veltroniana. E mica due qualunque: il primo è il prefetto Luigi De Sena, già vice capo della polizia, e scelto come capolista del Pd in Calabria per il Senato. Perché, dice il segretario, De Sena è “uno dei protagonisti della lotta contro la mafia e la criminalità”. Il secondo è un altro pezzo da novanta: il prefetto Achille Serra. “Con lui” spiega a Radio Anch’io l’ex sindaco “ho lavorato a Roma e ne ho una grande stima”. Serra (classe ‘41) è infatti stato prefetto nella capitale negli stessi anni in cui Veltroni era sindaco e ora è “Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella Pubblica amministrazione” (e l’incarico di rimettere ordine nel sistema sanitario calabrese). Cioè la poltrona già posseduta da un altro prefetto cooptato dal centrosinistra: Bruno Ferrante, candidato sindaco a Milano e ora nel boarding di Impregilo. Senonché Achille Serra una puntatina alla Camera l’aveva già fatta - dal ‘96 al ‘98 - nelle fila di Forza Italia. Trasformismo? Per Maurizio Gasparri, di An, anche qualcosa in più: “Si vede che l’età della pensione gioca brutti scherzi”. E aggiunge: “Da commissario anti-corruzione a parlamentare disposto a candidarsi una volta a destra una volta a sinistra per una poltrona ed arrotondare lo stipendio. Cosa non si farebbe per qualche euro in più”. Ma Veltroni è irremovibile: “La candidatura di Serra risponde al nostro sforzo per un grande rinnovamento delle liste e del Parlamento”. Considerazioni condivise dallo stesso aspirante deputato: “Sono orgoglioso di questa candidatura perché penso che Veltroni possa essere veramente il nuovo”. Ecco la parola d’ordine, che sta alla base del mosaico veltroniano. La prima vera missione del Pd è infatti apparire come un partito completamente nuovo. E con candidati che provengono dalla società civile e sono scelti, una volta messe da parte le consultazioni degli iscritti, con un criterio diverso: la volontà del segretario di conciliare gli opposti e non dispiacere a nessuno. [...]
Il 28 Febbraio 2008 alle 16:48 struzzo.tv ha scritto:
[...] L’influenza della prima donna a correre per la Casa Bianca deve aver fatto esclamare a Santanché: perché non posso farlo anche io? E così a ruota per non parlare di Finocchiaro che col polso duro promette di sconfiggere la mafia in Sicilia. E per poco non rischiava di doversi scontrare contro Prestigiacomo. Berlusconi a quel punto avrebbe voluto rifarsi con la candidatura di un paio di vallette dello spettacolo ma Veltroni lo ha bruciato sul tempo candidando donne giovani e, almeno secondo le malelingue, raccomandate. Visto che la filosofia dei comunisti è quella di non essere da meno degli altri, anche loro hanno deciso di candidare una donna. E pensare che secondo il 19° emendamento degli Stati Uniti nemmeno Hilary Clinton sarebbe “degna” di correre per la poltrona più alta! [...]
Il 28 Febbraio 2008 alle 20:33 fabthefab ha scritto:
Ma a voi sembra che un consigliere comunale eletto in una lista civica con qualche centinaio di voti (sto parlando di Stefano Madia) rappresenti un punto di partenza per considerare raccomandata sua figlia anche a distanza di quattro anni dalla morte ?
Non mi pare sia l’erede di una dinastia di industriali, considerando che state insinuando malignità su uno che da giovane aveva fatto anche l’attore, senza mai raggiungere la popolarità ed il successo che avrebbe peraltro meritato.
Perchè considerare raccomandata una persona solo perchè il sistema elettorale vigente consente ad un capopartito di poter candidare anche il suo cavallo (come fece Caligola).
Questo sistema elettorale -il porcellum -ha questa tremenda aberrazione, è vero, ma queste sono le regole del gioco ed a queste ci atteniamo.
Del resto nella prima repubblica non c’erano candidati imposti dall’alto, ma le campagne elettorali in totale concorrenza (tutti contro tutti) erano molto costose e furono considerate la molla perversa che spinse tutti verso il finanziamento “illecito” dei partiti.
Insomma a i criticoni “rosiconi” di oggi rivolgo una domanda:FORSE PER VOI SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO?
Sia che siate giovani e progressisti od anziani conservatori, voi mossi solo dall’invidia ricordate che apparite solo possessori di un animo vecchio reazionario e soprattutto miserabilmente maligni. Addio sfigati nemici della verità storica e della logica politica che per non morire pretende di essere rinnovata coi fatti e non con le chiacchiere le risse ed i sospetti.
Il 29 Febbraio 2008 alle 8:43 » Candidature: niente ciccia e brufoli ha scritto:
[...] Continuate pure a giocare, ma sappiate che forse abbiamo la nostra Madia, chè da Repubblica di oggi (articolo sul Pd che è il “partito del lavoro”) si apprende che sono in arrivo “altre novità: i Democratici pensano di reclutare Pina Picierno, ex responsabile giovani di Dl”. E potrebbe essere candidata dalle nostre parti, visto che è campana. Costei, infatti, è più nota della collega romana, non solo perchè se ne era già parlato quando è apparsa nel video di Spello molto vicino a Uolter, ma perchè è da tempo impegnata in politica, come dirigente dei giovani margheritini. Sicchè qui, per esempio, ci trovate un paio di battute, di delusione per l’età media del comitato piddino dei 45 (nonchè la foto completa da cui ho preso il particolare). Però, è interessante perfino quest’altra intervista, più antica, comprensiva di un autoritratto, per quanto un po’ datato (2005). [...]
Il 4 Marzo 2008 alle 22:24 clarissa2008 ha scritto:
La verità è che sono due ragazze in gamba. E Uolter se avesse scelto una qualunque al supermercato che avreste detto???? il solito buonista che vuole commuovere? meglio ragazze con la faccia pulita che tanti altri ahimé già “onorevoli” candidati …
Il 7 Marzo 2008 alle 8:53 I fighetti del loft (the loft’s cool boys and girls) « Recuperare … credito ha scritto:
[...] Oltre a queste due interviste: versione carina e versione fanciulla. Per ora tocca accontentarsi. [...]
Il 9 Marzo 2008 alle 5:49 Chi è Marianna Madia « Recuperare … credito ha scritto:
[...] Oltre a queste due interviste: della serie non sono raccomandata!! e in versione sono la fanciulla del Partito Democratico!! [...]
Il 27 Marzo 2008 alle 14:39 bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Bamboccione Pon Pon ha scritto:
[...] Chi sono le tre fantastiche rappresentanti del popolo dei bamboccioni italiani? E’ presto detto. Primo: perchè la legge elettorale funziona un po’ come i noiosissimi gran premi di formula 1. Per cui: chi è nelle prime posizioni (in lista), vince. E secondo: perchè tutte e tre le prescelte sono finite sotto la luce dei riflettori. Come prova provata e vivente che il Pd aveva deciso di voltare pagina, mettere da parte i soliti noti e - insomma e in poche parole - puntare sui volti nuovi. Si tratta della bionda e boccoluta, Marianna Madia (27 anni, romana de’ Roma e capolista per la Camera in Lazio); della mora e mediterranea Pina Picierno (26 anni trascorsi tra la natia provincia di Caserta e dintorni e sempre capolista per la Camera, ma in Campania); e della sicilianissima, Daniela Cardinale (26 anni pure lei e pure lei arci-sicura di essere eletta grazie al sesto blindatissimo posto nella circoscrizione Sicilia 1). E poi? E poi - appunto - basta così. E arrivederci al prossimo giro. Cioè alle prossime elezioni. Quando i giovani saranno meno giovani. E quindi - e forse - avranno qualche chance in più. [...]
Il 1 Aprile 2008 alle 9:00 Marianna Madia, il “Nuovo” che è Avanzato » MenteCritica ha scritto:
[...] Già quando la presentarono rilasciò un’intervista penosa a Panorama (notare che sull’aborto, furbescamente, non si era pronunciata). [...]
Il 15 Aprile 2008 alle 15:10 Occhi su Roma. Il Pdl alla carica del fortino Capitale della sinistra » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non è facile stabilire quanto abbia pesato e peserà l’effetto delle elezioni amministrative nella regione guidata da Piero Marrazzo, perché come detto, lo scrutinio del Comune e della Provincia di Roma inizierà solo oggi. Certo Gianni Alemanno, parlando dal quartier generale del Pdl, ha messo le mani avanti sul Campidoglio: “Su Roma non mi illudo, quella è una partita diversa dal voto politico”. Tanto, giurano dal Pdl, per lui è già pronta una poltrona da ministro. Sul fronte democrats, dove il Pd arriva a sfiorare il 39%, è già guerra per analizzare l’effetto delle cosiddette tre “M” sui dati elettorali: Franco Marini, Marianna Madia e Piero Marrazzo. Il presidente del Senato guidava le liste di palazzo Madama nel Lazio e specie nelle ultime settimane non ha fatto mancare il proprio impegno nella regione. La giovane, e “straordinariamente inesperta” economista, lanciata da Veltroni nell’agone politico nazionale, che capeggiava il plotone piddino in corsa per la Camera, non ha certo brillato per una campagna mediatica e di sostanza, ma a registratori spenti più di un esponente del loft difende Madia e ritiene più utile buttare la croce sugli anni “deludenti di Marrazzo alla presidenza della regione”. Anche perché aggiungono “Veltroni ce l’ha messa tutta, Rutelli e Nicola Zingaretti si sono fatti la loro campagna, mentre Marrazzo chi l’ha visto?”. Quanto agli altri partiti, la Sinistra Arcobaleno vede il suo crollo anche nel Lazio e all’Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini non è bastato aver schierato come capolista la principessa Alessandra Borghese. I centristi sono rimasti sotto la media nazionale arrivando intorno al 4,8%. Mentre il Partito Socialista di Enrico Boselli si tiene nella media nazionale che è intorno allo 0,7/0,8%. Chi invece supera la media nazionale (2,6% contro il 3,2% del Lazio) è La Destra-Fiamma Tricolore di Storace, ma non può cantare vittoria perché il Lazio era considerato dai camerati una roccaforte di consensi. Un voto che però secondo il leader è tutto “eroso ad An”. Insomma, difficile fare una previsione sulla tenuta del fortino romano-laziale, ma sono in molti stamattina nei palazzi della politica a ritenere che se Nicola Zingaretti potrebbe farcela di un soffio alla provincia, passando al primo turno, Rutelli avrà più difficoltà e rischia il ballottaggio. Infatti sull’ex presidente della Margherita pesa la forte concorrenza dei candidati-sindaco Franco Grillini e Francesco Storace. L’incertezza continuerà fino al tardo pomeriggio quando inizieranno ad arrivare i primi voti veri e, con essi, anche le proiezioni su dati reali. E solo in serata si saprà se almeno il bastione della capitale avrà retto o se si sarà aperta una nuova breccia di Porta Pia sull’impeto del risultato travolgente che ha portato il Pdl a stravincere alle politiche. [...]
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