“Si tratta sicuramente di Ciccio e Tore”. L’ufficiale, amara conferma è arrivata poco prima delle 21.30 di lunedì sera dal questore di Bari, Vincenzo Speranza. Il sospetto però era vivo da qualche ora. I resti umani ritrovati in fondo a un pozzo durante il salvataggio di un bambino di 11 anni a Gravina in Puglia sono dei fratellini Pappalardi, scomparsi il 5 giugno 2006.
“Abbiamo troppi elementi che coincidono”, ha aggiunto il questore. “I bambini potrebbero essere caduti come potrebbero essere stati buttati”. Speranza ha spiegato che a far ritenere che si tratti “senz’altro” dei due fratelli sono le condizioni dei corpi, “che fanno pensare che la morte risalga a parecchio tempo fa. La certezza assoluta, ha poi affermato in collegamento con Chi l’ha visto?, “si avrà in mattinata, ma non ci risulta che ci siano altri due ragazzini scomparsi a Gravina”.
Quello che non è riuscito agli inquirenti in 20 mesi di ricerche pare sia stato deciso dal caso. Nel tardo pomeriggio il soccorso ad un ragazzino di 11 anni, caduto in un pozzo di una casa abbandonata, ha fatto scoprire in fondo al cunicolo completamente privo d’acqua i resti umani che hanno subito fatto pensare a Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 11 anni. Un elemento importante sarebbe il ritrovamento di alcuni indumenti insieme ai resti, in particolare, di una maglia con cappuccio, con una scritta sul davanti: una maglia simile a quella che indossava Salvatore il giorno della scomparsa.
Ha evocato fantasmi sin dall’inizio l’incidente dell’undicenne, caduto nel pozzo mentre giocava a pallone con gli amici. Il piccolo sta bene, tranne che per la frattura di entrambi gli arti, ma per tutto il tempo che è rimasto nel pozzo - un paio d’ore - il suo incidente ha ricordato il dramma di Alfredino Rampi, morto in uno stretto cunicolo sotto terra nell’81 dopo che per 18 ore tutta Italia aveva tenuto il fiato sospeso per la sua sorte e seguito in tv le fasi del tentativo di soccorso.

Esito fortunatamente diverso lunedì a Gravina, dove si sono calati nel pozzo quattro uomini dei nuclei Saf di Bari e di Matera dei vigili del fuoco e sono riusciti lentissimamente a tirare fuori il bambino, dopo averlo imbracato e legato ad un sostegno rigido. Il piccolo, quando è uscito dal pozzo, è stato immediatamente sottoposto a cure da un medico e dagli infermieri del 118 e portato in ospedale: ha fratture agli arti, ma è lucido e risponde alle domande.
Il lieto fine della sua storia non placa la concitazione. I vigili del fuoco che si sono calati nel pozzo avevano visto i resti umani. Scatta il nuovo allarme. Tutti pensano immediatamente ai due piccoli Pappalardi cercati in tutti i pozzi e in tutte le gravine del territorio carsico della cittadina murgiana.
Sul posto arrivano gli investigatori che per mesi hanno seguito le indagini sulla scomparsa dei fratellini e il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano. Il pozzo è in una casa abbandonata nei pressi della pineta e della stazione ferroviaria, nel centro storico della cittadina. Le voci si rincorrono, finché le conferme ufficiali non spezzano anche l’ultimo filo di speranza di ritrovare vivi Ciccio e Tore. Ma non risolvono il giallo di Gravina.
Il papà dei due bambini, Filippo Pappalardi, è tuttora rinchiuso in carcere con l’accusa di averli uccisi. E dall’autopsia che dovrà accertare con l’esame del Dna l’effettiva identità dei due piccoli corpi, potrebbe arrivare anche una svolta alle indagini se si riuscisse a chiarire come sono morti i bambini.
LEGGI ANCHE: Ciccio e Tore, un giallo lungo venti mesi - Il papà in cella da novembre si è sempre dichiarato innocente
- Lunedì 25 Febbraio 2008

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Commenti
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Il 26 Febbraio 2008 alle 6:00 dory ha scritto:
mi spiace per i due fratellini ho sperato fino all’ultimo che li trovassero vivi però le intercettazioni telefoniche il ragazzino che ha visto il padre con i figli sono elementi che fanno pensare che non si tratti di incidente non vorrei che il padre se è colpevole riuscise a farla franca come succede spesso in italia prendendo spunto dall’incidente del ragazzo
Il 26 Febbraio 2008 alle 8:12 Fratellini scomparsi, in fondo al pozzo la verità sulla loro fine » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Trovati per caso, nel salvataggio di un bimbo precipitato giocando - Ciccio e Tore, un giallo lungo venti mesi - Il papà in cella da novembre si è sempre dichiarato innocente [...]
Il 26 Febbraio 2008 alle 9:13 ppx ha scritto:
mi sembra strano che quel pozzo, vista la sua pericolosità, non sia stato preso in considerazione nelle ricerche effettuate dopo la scomparsa dei due bambini.
Il 26 Febbraio 2008 alle 18:09 Gravina, i fratellini morti dopo giorni di agonia nel pozzo. E il giallo si infittisce » Panorama.it - Italia ha scritto:
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Il 3 Marzo 2008 alle 19:33 carlo.tosi ha scritto:
Non è semplice capire cosa sia veramente successo ai due poveri bambini di Gravina, ma un paio di considerazioni si possono tranquillamente fare.
Una grande responsabilità oggettiva si può attribuire alle autorità locali, perchè non è possibile lasciare incustodito e non protetto da barriere invalicabili un luogo tanto pericoloso.
in pieno paese. In secondo luogo, le prime ricerche non sono state abbastanza accurate in questo posto, dove era risaputo che vi andavano i bambini a giocare. Probabilmente non era possibile salvare i fratellini, ma almeno non si lasciava passare tutto questo tempo di incertezza, accuse e disperazione.
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