Veltroni come Prodi: alla ricerca dell’equilibrio tra Emma e Rosy

Il ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi  e il ministro per le politiche comunitarie, Emma Bonino | Ansa
Capitava anche a Prodi. Non passava giorno che l’azione del suo governo non fosse oscurata dalle liti dei suoi ministri o dalle battaglie (verbali e di piazza) degli esponenti della sua stessa maggioranza.
Sta capitando anche a Veltroni: nel giorno in cui l’ex sindaco di Roma presenta il programma del Pd, l’attenzione viene catturata dall’accesa polemica tra Emma Bonino e Rosy Bindi. A sferrare il primo colpo è il ministro della Famiglia, che dalle colonne de La Stampa attacca a testa bassa i Radicali: “Se sono coerenti non dovrebbero firmare l’accordo con Veltroni e non dovrebbero candidarsi” con il Pd.

A stretto giro di posta arriva la risposta dell’attuale e futuribile ministro Bonino (Veltroni, per strapparle il sì all’accordo, le ha dovuto promettere un dicastero, in caso di vittoria): “L’intervista della Bindi mi stupisce, la attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente sottoposta. Se vuole dire che avrebbe preferito liste radicali collegate al Pd si sarebbe potuta spendere in quel senso, cosa che non ha fatto. Ciò che trovo stupefacente è quando lei dice sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale”.
Rosy la pasionaria, nell’intervista che ha innescato la polemica, aveva puntualizzato che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: “A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, legge 194, sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito”.
E poi, a proposito della diversità di posizioni interne al Pd come quelle tra una Emma Bonino e una Paola Binetti, invita tutti a “limitarsi perché la forza del Pd dev’essere la logica opposta a quella dell’Unione dove uno compensava l’altro alzando la voce in una confusione generale che era la sola percepita dagli italiani”. Ma l’ennesimo schiaffo di Rosy all’esperienza prodiana non basta ad allontanare da Veltroni il fantasma del Professore, quotidianamente impegnato a mediare tra le diverse e avverse posizioni della sua rissosa maggioranza.
In realtà, già ai primi accenni di protesta e preoccupazione espressi dalla “corrente” cattolica dei Democratici (che si riunirà in un convegno il prossimo 27 febbraio), il candidato premier aveva fatto spallucce: “Serve la sintesi, i partiti moderni sono così”, aveva detto. Citando a memoria dal copione di un film già visto: quello vissuto, senza troppa fortuna, dal premier dimissionario. Oggi Walter ci riprova: “Davvero in Italia ci deve essere di nuovo una divaricazione tra laici e cattolici? Ma davvero, nel 2008, dobbiamo tornare a mettere in discussione il fatto che ci sono due verità: la prima è che le istituzioni sono laiche per loro natura e sono quelle che decidono. La seconda è che, però, ciascuno deve poter portare il suo punto di vista, anche religioso, nell’impegno civile”.

A mettere una pietra sopra, non al duello tra le due donne, ma alle liste “radicalizzate” del Pd ci pensa alla fine Famiglia cristiana in uscita mercoledi.
E la pietra è di quelle tombali: “Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana”, titola un editoriale del settimanale dei Paolini. Che recita: “I cattolici che hanno deciso di fare politica nel Partito democratico giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Marco Pannella e di Emma Bonino e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi, autore di una sorta di manifesto per la ‘libera scelta di morire’, cioè l’eutanasia, anche se lui ha detto che si occuperà solo di migliorare la sanità in Italia. I radicali hanno una concezione confessionale della loro identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, non si interrompono affatto”.
E ora l’impressione che Veltroni debba mediare anche fuori dal partito è più reale che mai.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 25 Febbraio 2008 alle 20:54 carlo.tosi ha scritto:

La solita storia vista e rivista. Pur di raccogliere qualche voto, i nostri beneamati politici, cercano alleanze ed appoggi in tutte le direzioni. Cercano di mettere assieme cani e porci, con vedute anche diametralmente opposte di una medesima questione. E questi cani e porci, stanno volentieri al gioco, pur di accaparrarsi qualche sedia. Tutti d’accordo (si fa per dire), promettendosi leastà e sostegno in eterno, fino al giorno dopo le elezioni. Dopo questa data, quando si deve iniziare a lavorare sul serio, ritornano i distinguo e le pretese di ognuno, rendendo di fatto immobile il governo, ostaggio di mille ricatti. E’ la solita ingovernabilità, frutto di leggi elettorali assurde, fatte solo per garantire poltrone a volontà. E le promesse fatte agli italiani in campagna elettorale? chi se ne frega, tanto gli italiani hanno la memoria corta, dimenticano presto e possono essere presi per i fondelli ancora una (altra) volta.

Il 25 Febbraio 2008 alle 21:29 astro ha scritto:

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Il 26 Febbraio 2008 alle 9:07 nhico ha scritto:

Partiti moderni fondati su liti antiche.

Il 26 Febbraio 2008 alle 9:25 toto47 ha scritto:

In Italia neanche l’Attack può tenere coeso un partito. Nè di destra,nè di sinistra, nè di centro: la sete di potere fa liquefare qualsiasi colla. Intanto il popolo, quasi sul lastrico, è costretto ad assistere a scene ridicole da parte di chi si propone di risolvergli i problemi. Italiani,svegliamoci. Ricordiamoci di tutti questi show il 13 e il 14
di Aprile, non andando a votare. Facciamo sentire la nostra presenza per fargli capire che non siamo i NUMERI dei sondaggi. Mostriamo i nostri muscoli a queste armate Brancaleone.

Il 26 Febbraio 2008 alle 11:38 carlo.tosi ha scritto:

CARO VELTRONI, SE VUOI I NOSTRI VOTI, DEVI LASCIARE FUORI I RADICALI. Che razza di governo pensi di imbastire con una coalizione del genere? Puoi dare gia da subito rinuncia, che con queste premesse non vai da nessuna parte. Hai perso una quantità di fiducia e di voti.

Il 26 Febbraio 2008 alle 15:02 Sussurri e grida dei cattolici fanno fischiare le orecchie a Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Tutto poteva immaginare Walter Veltroni, tranne trovarsi tra i piedi, nel bel mezzo della campagna elettorale, la questione cattolica. Eppure il titolo di Famiglia Cristiana (settimanale tornato sotto l’osservanza delle gerarchie ecclesiastiche dopo anni di occhieggiamenti a sinistra) non lascia dubbi: l’alleanza tra Pd e radicali è “Un pasticcio veltroniano in salsa pannelliana”. Un paradosso per il candidato premier, che nei sue due mandati di sindaco di Roma, pur guidando una coalizione con tutta la sinistra, è sempre stato attentissimo a non urtare il Vaticano al punto di far cadere nel dimenticatoio, tra gli ultimi atti romani, una sorta di registro amministrativo delle coppie di fatto. E che nel congegnare a tavolino la stessa architettura del Partito democratico aveva piazzato in posizioni strategiche esponenti ex Margherita del mondo cattolico, a cominciare dal suo numero due, Dario Franceschini. La stessa staffetta per il Campidoglio con Francesco Rutelli, che da anni si è spostato su posizioni filo-Chiesa, andava in questa direzione. [...]

Il 28 Febbraio 2008 alle 12:07 mami ha scritto:

Mio Dio, ancora la Bonino, ancora la Ministro della famiglia Bindi… ma di quale famiglia parla? ne avesse una! basta con tutte queste ormai deliranti e ‘mangia-mangia’ persone. Scendano da quel gradino, non sono gradite più da nessuno. Veltroni, come stai cadendo in basso, perchè non arruoli, che ne so i gruppi di ascolto delle balere, o non ti unisci al partito dei pensionati? Se ti accettano, naturalmente.

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