Pdl: accordo sulle liste, ogni 10 parlamentari 3 saranno di An

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi in un'immagine d'archivio | Ansa
Doveva essere uno degli scogli del Pdl, l’intesa sulle quote delle candidature fra Forza Italia e Alleanza Nazionale. E invece pare siano bastati un paio di giorni a superare l’impasse.
“Accordo fatto: la percentuale per Alleanza nazionale è del 30-32% dei candidati”, dice Altero Matteoli uno dei colonnelli di Gianfranco Fini che ha partecipato alle trattative. Tradotto, riferiscono fonti di Alleanza Nazionale, significa che il partito di Fini avrà “84 candidati nelle posizioni presumibilmente vincenti”, in un rapporto di circa il 30%, cioè “grossomodo, ogni dieci parlamentari, tre saranno di An”.
Sempre il presidente dei senatori di An sottolinea poi la grande velocità con cui si è arrivati all’accordo: “Abbiamo chiuso in appena 2 giorni, c’è stata una grande volontà politica di farlo”. Poi spiega che l’accordo riguarda i due partiti maggiori del Pdl, mentre “con i piccoli aveva già chiuso Berlusconi”. Però: “Restano ancora da definire alcuni dettagli. Ma la cosa importante, ha aggiunto, è che “abbiamo individuato i criteri e trovato un accordo”.
E siccome in ballo non c’erano solo i seggi, ma anche il peso di An nel nuovo partito, si capisce perché Fini e Berlsuconi abbiano voluto ponderare bene le scelte. La questione è stata ferma per ore su cifre e proporzioni: Forza Italia sosteneva il criterio del rapporto di 1 a 3 con An (nel complesso, a Forza Italia il 67% delle candidature, mentre ad Alleanza Nazionale il 33%, in un rapporto di un terzo) mentre per An il rapporto è di 2 a tre. In sostanza per via della Scrofa non è verosimile che An sia un terzo di Forza Italia. E di fronte agli ultimi sondaggi che davano La Destra di Storace in crescita proprio a scapito di An, gli uomini di Fini hanno risposto che si trattava di una malignità, di voci fatte circolare a arte da Storace e assolutamente lontane dal vero. Alla fine ci si è fermati appunto a 84 seggi (compreso quello attribuito alla candidatura esterna della giornalista Fiamma Nirestein di cui An si fa carico) sui 340 parlamentari (annoverando Forza Italia, piccoli partiti e Lega) che il centrodestra otterrebbe se vincesse le elezioni. Il calcolo fatto per la Camera rende bene l’idea dei rapporti di forza: un po’ meno del 33% (pari a 87 candidati, chiesti da Fini) in virtù del contributo di via della Scrofa allo spazio per i “piccoli”. Nel calcolo si presume che Lega e Mpa (hanno liste collegate, dunque otterranno eletti in base ai voti) pesino per circa altri 50 seggi. Il resto, ovvero 206 seggi, spettano a Forza Italia e alle sette formazioni minori (Dca di Rotondi, Azione Sociale di Mussolini, Pri di Nucara e La Malfa, Pensionati di Fatuzzo, Nuovo Psi ci Caldoro, Liberaldemocratici di Dini e Italiani nel Mondo di De Gregorio): a queste ultime andranno circa 15-20 posti. Numero che porta intorno a 190 i seggi attesi da Fi.

Commenti

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Il 12 Marzo 2008 alle 10:00 DestraLab » Fare lo gnorri ha scritto:

[...] Dopo che lo stesso Fini e i vari componenti le varie commissioni per le candidature, delegati da Fini stesso, hanno parlato sempre di rapporti paritari e dopo che abbiamo anche sentito parlare di contratti firmati, tra i due, davanti ai notai ? [...]

Il 21 Marzo 2008 alle 10:49 Segreti dell’urna: le dieci cose che (forse) non sapete sulle elezioni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] 1) Silvio Berlusconi ha ufficialmente concesso circa 25 seggi ai partiti minori del Pdl. In realtà sono più o meno 35. Ma alla Camera sono proprio 25. Come mai? Perché 340 sono i seggi che il premio di maggioranza attribuisce a chi vince le elezioni alla Camera, meno 25 fa 315. Ovvero la maggioranza che gli serve per governare, anche se i piccoli della sua coalizione facessero le bizze. [...]

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