
I cattolici alzano la posta dopo l’ingresso dei Radicali nelle liste, gli ex Ds fanno sentire la loro voce davanti al rischio di un ridimensionamento della Quercia, i socialisti premono alle porte. E Veltroni si trova di nuovo costretto a mediare. Sui temi etici. Sulle candidature. Dando prova di sintesi e facendo uso del bilancino.
Sono giornate cruciali per il segretario Pd, impegnato prima a ricucire lo strappo con l’ala cattolica (riunitasi a Roma, senza Rosy Bindi ma in odore di corrente, al convegno sull’Educare al bene comune) e poi a stabilire nomi e posizioni degli aspiranti onorevoli Democratici.
La prima operazione, delicata, dicono dallo staff dell’ex sindaco capitolino, ha avuto esito positivo. Anche se poi si scopre che le parole di Veltroni non hanno convinto del tutto Paola Binetti, Luigi Bobba. Che infatti promettono (o minacciano?) che vigileranno e manterranno alta la soglia di guardia sui temi etici. L’intervento con cui Veltroni voleva sancire il disgelo è partito da lontano: da Porta Pia per approdare all’”assemblea costituente che evitò l’innalzamento di muri”. E fin qui, tutti d’accordo. Tutti in visibilio poi quando Uolter, mestro nel non scontentare quasi mai nessuno, ha scandito: “Valori come la famiglia, la dignità della persona umana, i limiti che la scienza deve porsi interpellano tutti. Solo una visione superficiale può considerare queste sollecitazioni come interferenze o ingerenze”. Quindi se la Chiesa interviene su qesti temi “non sono ingerenze ma sollecitazioni”.
Ma quello che interessava alla platea era ascoltare come il segretario del partito avrebbe spiegato l’offerta ai Radicali. E allora: “A loro abbiamo detto no all’apparentamento ma di entrare nel Pd e sottoscrivere il nostro programma superando una posizione di pura identità. Se così non fosse successo i Radicali avrebbero esasperato le loro posizioni laiciste”. Dunque, accoglierli vuol dire metterli nel percorso “di una sintesi tra laici e cattolici” evitando nuovi conflitti.
Ma come si tradurrà nella pratica (cioè nella stesura delle liste: l’altra questione del giorno) questa sintesi? E qui Veltroni, nonostante sostenga il contrario, estrae dal cilindro il bilancino. Stando cioè bene attento a distribuire posti e a valutare i pesi delle correnti, dapprima ha lanciato due candidature: Andrea Sarubbi: faccia pulita, scuole dai salesiani, microfono dei papa boys all’epoca di Tor Vergata, “fan della Binetti” e conduttore della rubrica A sua immagine il sabato e domenica; e il filosofo Mauro Cerruti, uno degli estensori della Carta dei valori del Pd. Poi , dopo aver incassato il no del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ne ha annunciata una terza, “un’esponente del mondo cattolico del Nord” che molti individuano in Maria Grazia Guida, della Caritas di Milano e già nell’Esecutivo Pd.
Ma non è solo lo spazio da dare nelle liste alla componente cattolica a preoccupare Veltroni. Anche il tempo stringe. Mentre il segretario era impegnato al convegno, al loft di Santa Anastasia è cominciata la “sfilata” dei segretari regionali davanti a Dario Franceschini e Goffredo Bettini, i “Caronte” democratici verso la sponda parlamentare, per mettere a punto i nomi. Il timbro finale alle liste è previsto per lunedì mattina. L’operazione dovrà essere veloce, secondo l’indicazione che arriva dal loft, non solo per anticipare la campagna elettorale ma anche per rendere meno lunga una trattativa che inevitabilmente lascerà per strada esclusi e malumori.
E basta guardare i volti, all’uscita dalla sede dei Democratici, per capire che i punti fermi sono ancora pochi, come ad esempio che è certo che Massimo D’Alema sarà capolista per la Camera in Puglia. In Veneto si parla invece di Rosy Bindi, Enrico Letta o Bersani alla Camera mentre al Senato potrebbe andare Enrico Morando. Saranno candidati anche Francesco Rutelli (ma per dare le dimissioni se vincerà il Campidoglio) e Anna Finocchiaro (in gara anche per la poltrona di governatore della Sicilia) forse nel Lazio. Balla invece la collocazione di Achille Serra che era dato per sicuro in Campania – dove però le tensioni nel Pd sono alle stelle – e allora potrebbe essere candidato in Toscana con il regista Paolo Virzì e una giovane ricercatrice.
Certi invece di esserci i tre operai che il segretario ha presentato con lo slogan: “Siamo il parito del lavoro”: sono, oltre al già annunciato Antonio Boccuzzi, il sopravvisuto della Thyssen; la dipendente e sindacalista di una Asl piemontese, Franca Biondelli; Loredana Ilardi, 33 anni, palermitana e lavoratrice di un call center, a 700 euro al mese.
Eppure: “la questione non sono i nomi ma i posti in lista”, spiega il segretario regionale del Pd Antonello Cabras che è arrivato a Roma con una lista di 79 nomi e tornerà in Sardegna con 27.

Ma la preoccupazione dei segretari regionali resta: tra politici nazionali “paracadutati” da Roma e nomi nuovi voluti da Veltroni, quanto spazio rimane alle candidature locali? Dilemma che, tra uno strappo di qui e uno di là, andrà avanti fino alla stretta finale tra sabato e domenica, se non addirittura, come prevede il margheritino Antonello Giacomelli, ”domenica notte”. E se cattolici ed ex ppi hanno fatto capire che l’ingresso dei Radicali richiede una compensazione cattolica, gli ex Ds, attraverso Maurizio Migliavacca, hanno fatto presente, a quanto si apprende, a Bettini la loro contrarietà al ridimensionamento della propria area.
Ma di non poter/voler accontentare tutti, il segretario del Pd l’ha messo in conto nel momento in cui ha deciso di seguire una linea “di rottura” rispetto al passato: dalla scelta delle alleanze alla scelta delle candidature. Insomma Veltroni tira dritto, ben sapendo che dal ballare da solo al ballo coi lupi, il passo è breve.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 28 Febbraio 2008 alle 15:36 laofa ha scritto:
Paola Binetti e Luigi Barba hanno tutta la mia stima, per quello che possa valere, pur non essendo io un simpatizzante Pd. Il loro compito è invero gravoso, con un segretario che arriva a suggerire alla Binetti: “E’ pericoloso dire che gli omosessuali possono essere curati” (ossia, è pericoloso dire la verità!). Ciò evidenzia subito, nonostante i proclami di svecchiamento e riforme annunciate, uno dei principali pericoli incombente sulla nostra società civile, ossia l’acquiescenza, sempre e comunque al “politicamente corretto” che sta paralizzando da anni ogni tentativo vero di riforme in campo sociale e creando sofferenze e discriminazioni danneggianti anche le giovani generazioni.
A ciò oggi si aggiunge un’altra vergogna italiana: l’accoppiata del settimanale “Donna Moderna” e del “grande” fotografo progressista Oliviero Toscani che, seguendo le linee del più becero femminismo antimaschile ha insozzato letteralmente l’immagine del giornalismo italiano con un vergognoso manifesto razzista e sessista, usando due bambini innocenti per discriminare in maniera vigliacca tutto l’intero genere maschile (cosa ormai portata avanti da decenni con il tacito accordo delle Istituzioni).
Un bambino di tre anni nudo: “Mario-carnefice”.
Una bambina coetanea nuda: “Anna: vittima”.
Significato dichiarato: “Marco: un verdetto sul suo futuro di maschio adulto: CARNEFICE!”
La campagna è presentata con l’indignata voce in titolo: “Alziamo la voce. E’ ora di dire basta!” (significato: basta con la violenza alle donne).
Infatti è proprio ORA DI DIRE BASTA:
Spero che questo scempio non rimanga impunito e si comincino a fermare queste iniziative ormai messe in campo a ruota libera sulla scia delle deliranti ideologie del femminismo antagonista per plagiare il cervello di donne e uomini, e carpire soldi allo Stato nelle finanziarie presentando cifre di comodo, artefatte e fraudolente, così come ormai scoperto in molti altri Paesi Occidentali (dal Canada e USA al Portogallo, Spagna e Australia, G.B., ecc.)per promuovere leggi ad hoc e condizionare la giurisprudenza nei tribunali in chiave antimaschile.
Il femminismo radicale è teso a promuovere le ideologie di genere (sessualizzazione della società, aborto libero, abbattimento dell’autorità maschile per abbattere la famiglia eterosessuale stabile affogando la società nel mare dei generi intercambiabili e abbattere i principi etici e cristiani per promuovere l’avvento dell’individuo androgino.) La maggior parte della gente non è affatto vicina a queste ideologie di origine engeliana e neo-malthusiana ma ormai gran parte dei media e tv sono asserviti ad essa e continuano a condizionare le persone con spettacoli da voltastomaco in mano a veri professiuonisti del plagio.
Se riforme debbono essere fatte, che si cominci ad indagare sulle cifre e sulle iniziative ruotanti attorno alla roboante frase “liberazione della donna”, usata come paravento per le iniziative più vergognose tendenti comunque ad allontanare la figura dell’uomo dalla società. Negli ultimi tempi ci fosse stata una riunione, un articolo di giornale o una discussione in tv, con argomento aborto, che abbia almeno per una volta messo in campo la parola “padre”, “paternità”.
La donna è ormai fatta passare come la cretrice di vita: siamo all’esaltazione della donna-Dio. Questo è un altro aspetto da tenere in considerazione se si vuole evitare la completa distruzione della famiglia monogamica allontanando il padre e facendolo ritenere superfluo, come le femministe stanno cercando di fare, in modo spregevole, vigliacco, premeditato e calcolato. Senza lo sperma maschile la donna è creatrice di vita quanto lo possa essere un bulldozer!
I politici debbono svegliarsi e finirla di farsi spaventare dal politicamente corretto: i temi etici non sono un contorno fastidioso da mettere in un canto. L’armonia di coppia (unica per garantire ai figli uno sviluppo sereno) non si ottiene con le riprovevoli iniziative come quelle di “Donna Moderna” .
Porto Ferrara come esempio e plaudo al suo coraggio proprio nello sfidare il politicamente corretto quando ciò non viene fatto dai politici per meri calcoli elettoralistici o per mera ignavia!
Il 29 Febbraio 2008 alle 5:23 asxmur ha scritto:
I problemi dei poltici bigotti ci sono anche nella destra, ma sono sicuro che Veltroni saprà condurre bene i due poli. E’ paradossale che in uno stato laico non si possano fare leggi laiche.
Il 1 Marzo 2008 alle 19:26 lampo ha scritto:
i temi etici sono molto complessi e delicati, mi pare orribile questa strumentalizzazione grossolana nella campagna elettorale.
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