
Dentro la politica, ma fuori dai partiti; nessuna indicazione di voto ma sì al dialogo con le forze in campo. Così parlò il presidente di Confindustria, (almeno fino a maggio), Luca Cordero di Montezemolo.
Domanda: e le candidature di Massimo Calearo e Matteo Colaninno - due pezzi da novanta degli industriali - nel Pd? “Scelte personali, ma è positivo che vadano in Parlamento persone che rappresentano la cultura di impresa. Mi piacerebbe vedere tanti imprenditori candidarsi anche nel Pdl e negli schieramenti che hanno a cuore i valori di impresa”.
Anche perché, ha aggiunto Montezemolo: “Le nostre proposte non sono né di destra né di sinistra, ma vogliono solo essere un qualcosa che possa entrare in un dibattito pre elettorale”.
Già, le proposte. Il presidente di Confindustria ne ha presentate dieci: un vero e proprio decalogo da avanzare agli schieramenti politici in vista delle prossime elezioni. “Mai come oggi”, ha sottolineato Montezemolo, “Non si devono alimentare attese e false speranze che poi vengono delusi, quando, giunti al governo, si fa l’ovvia scoperta che la realtà è ben diversa dai sogni contenuti nelle promesse. La popolazione italiana è perfettamente in grado di capire e sa reagire in modo deciso e impegnarsi come ha dimostrato tante volte nel passato. Non siamo qui per giudicare i programmi dei partiti ma a sottolineare come la prossima legislatura possa rappresentare per l’Italia una grande occasione di cambiamento”.
E dunque eccoli i dieci nodi da affrontare secondo gli industriali italiani:
governabilità, rifome, liberalizzazioni e privatizzazioni, risanamento dei conti pubblici, riduzione delle imposte, lavoro, contratti, salari, produttività, semplificazione burocratica
energia e ambiente, infrastrutture, istruzione, università, ricerca, innovazione, Mezzogiorno.
Il numero uno di Viale dell’Astronomia ha voluto sottolineare proprio il primo punto del decalogo: “Il problema dell’Italia sta nella sua governabilità, nella sua capacità di decidere, precondizioni indispensabili per la crescita”. E a chi gli ha fatto notare che i programmi di Pd e PdL sono simili su alcuni punti, ha replicato: “È un bene che ci sia condivisione su alcuni punti. Infrastrutture, riconoscimento dei meriti, ricerca e innovazione non sono di destra o di sinistra”.
- Lunedì 3 Marzo 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Marzo 2008 alle 17:11 Corrado Buccieri ha scritto:
Penso che volesse candidarsi ma il fatto di tenere un piede a destra ed uno a sinistra l’ha bloccato.
Il 13 Agosto 2010 alle 2:05 bruno1946 ha scritto:
E’piu’ interessato a mungere soldi dal governo che entrare in politica, la storia si ripete.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.