Veltroni pigliatutto, la sinistra gioca la carta del sindacato

Il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, circondato dalla folla durante una tappa della campagna elettorale in Toscana | Ansa
La chiusura delle liste del Partito Democratico è prevista per oggi pomeriggio quando l’esecutivo ratificherà le decisioni ormai prese su tutta la penisola. E Walter Veltroni, a meno di altre sorprese dell’ultim’ora, chiude col botto. Ovvero candidando quel Massimo Calearo, non solo per un posto in Parlamento, ma anche per prendere posto nel futuro esecutivo in caso di vittoria del centrosinistra. Lo stesso Calearo che in passato aveva mostrato accenti proto-leghisti arrivando a giustificare lo sciopero fiscale e che oggi dice: “La mia è una candidatura per il Nord est. Il muro delle ideologie è caduto da un pezzo e, per fortuna, adesso ad accorgersene è anche la politica”.

Nelle ultime due settimane il segretario del Pd ha abituato tutti a coup de théâtre quotidiani (nel gergo giornalistico di palazzo vengono chiamate le veltronate) in cui candida tutto e il suo contrario: Marianna Madia, bella under 30 che si presenta come “straordinariamente inesperta” e poi si scopre che è stata la fidanzata del figlio del capo dello Stato, ma anche la moretta campana, pure lei under 30, candidata al posto del “vecchio” Ciriaco De Mita, segretario Dc ottantenne, di cui però è stata portaborse. La lesbica dai valori pacifisti, ma anche Mauro Del Vecchio, generale ex comandante della missione Isaf in Afghanistan e dei nostri soldati in Kosovo. L’operaio superstite della Thyssen e il capo dei giovani di Confindustria, ma anche Pietro Ichino, giuslavorista che vuole superare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E adesso Calearo.
Massimo Calearo Ciman è nato il 23 novembre 1955 a Vicenza. Laureato in economia e commercio, è presidente nazionale della Federmeccanica, dell’Associazione industriali della provincia di Vicenza e del Gruppo Calearo.

E proprio queste ultime tre candidature hanno fatto arrabbiare (e tanto) la sinistra. Oltre all’editoriale di fuoco del Manifesto, stamattina Fausto Bertinotti e Franco Giordano hanno attaccato duramente Veltroni. Il presidente della Camera parla di Calearo come di un “falco di Confindustria che porterà il Pd verso la svolta nordamericana” e il segretario di Rifondazione Comunista la considera una candidatura neanche di centro, ma di destra: “ha sempre detto di essere dell’altro campo. Credo che sia importante che Epifani e il sindacato riflettano sul contenuto programmatico che queste candidature esprimono”.

Ermete Realacci, influente membro dell’esecutivo Pd, parlando con Panorama.it prova a spazzare via le critiche: “Oggi pomeriggio avremo il quadro completo di tutte le candidature, ma è già evidente dai nomi che sono stati annunciati in questi giorni che i il Pd vuole tenere fede all’impegno di rispondere alle esigenze di tutti gli italiani. Si tratta di un grande sforzo comune per risolvere i problemi di oggi e sopratutto guardare al futuro”.

Commenti

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Il 3 Marzo 2008 alle 15:49 Montezemolo non si candida, ma presenta il programma di governo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Veltroni pigliatutto, la sinistra gioca la carta del sindacato [...]

Il 3 Marzo 2008 alle 16:58 cini ha scritto:

Io aggiungerei che la sinistra si sta giocando la carta degli operai,degli industriali,dei laici,dei praticanti Cristiani,dei clandestini,degli omosessuali,degli eterosessuali,
dei Dico,dei no global,dei radicali,dei militari,dei pacifisti,dei pro-americani,degli anti-americani.
Cioé Veltroni si gioca la carta di un grande minestrone nella speranza che possa accontentare un pó tutti e cosí ottenere i voti per l´incarico piú alto.
Questo mi ricorda la recente strategia con conseguente inevitabile fallimento di qualcuno che occupava , anzi, che fortunatamente ancora per poco,
é tutt´ora al potere.

Il 4 Marzo 2008 alle 16:39 beppe46 ha scritto:

Oggi durante una trasmissione a cui ho assistito ho sentito il compagno Bertinotti rispolverare parole dei vecchi tempi: proletariato e padroni.Forse stiamo tornando indietro di qualche decennio.

Il 4 Marzo 2008 alle 19:02 Verso il Campidoglio: sarò la Sentinelli di Rutelli. Per dimenticare Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nelle precedenti elezioni romane il ticket era tra Ds e Margherita. Ora ci siete Rutelli (Pd) e lei (Sinistra arcobaleno). Che significa? Il ticket non è ancora ufficiale, ma è importante che un’esponente della Sinistra arcobaleno possa ambire a un posto importante come vicesindaco. Cosa è cambiato dal passato? Prima c’era una composizione diversa della coalizione. Ora è utile avere una pluralità di espressioni. Tradotto: non volevate rinunciare a Roma e vi siete messi insieme? Ripeto, il ticket non è ancora ufficiale, ma sono disponibile a far crescere la coalizione. Sentinelli, dica tre problemi di Roma che volete risolvere. Primo la casa: il tema dell’abitare è un’emergenza. Ci sono troppe poche case per le fasce popolari, per i ceti medi e i giovani. Quindi penso che vada innovato il settore della cultura. C’è necessità di produzioni diffuse e non solo di grandi eventi. Suona come una critica a Veltroni, ai suoi mega concerti, alle notti bianche, al red carpet della Festa del cinema. Confermo quello che ho detto: no ai grandi eventi. Terzo? È scandaloso che in città non ci sia la raccolta differenziata ai livelli compatibili con la legge. Siamo il fanalino di coda in Europa. Un altro attacco a Veltroni. Lo sta paragonando a Bassolino? Ho usato la parola scandalo. Chi vuole capire, capisce. Adesso attaccate Veltroni che non ha fatto l’alleanza con voi, ma l’anno scorso, quando Rutelli parlò di alleanze di “nuovo conio”, cioè senza la sinistra radicale, ve lo siete mangiato vivo. Il punto sono le città e i programmi. A livello nazionale siamo divisi per scelta del Pd. A Roma, come in Sicilia, vale il territorio. Qui possiamo guardare a programmi concreti come quelli di cui ho parlato prima e non a dividerci su questioni come guerra e pace, politiche economiche o stato sociale. Rifondazione non amava moltissimo Rutelli fino a poco tempo fa. Qui abbiamo fatto un accordo. E abbiamo scelto di sostenere Rutelli. Che, tra l’altro, come sindaco ha fatto bene e come ministro dei Beni Culturali è stato eccellente. Comunque lo ribadisco non esistono sulla città le alleanze di nuovo conio. Se Rutelli come Veltroni non accettasse il registro per le coppie di fatto, cosa plausibile vista la sua linea politica passata, che farà lei da vicesindaco? Quando non saremo d’accordo sarà la città a dover decidere. Non avremo mai un braccio di ferro. Quindi referendum? Chiamiamola partecipazione alle tematiche più importanti: con il voto non si concede una delega in bianco, sui grandi temi – come il piano regolatore o i trasporti pubblici – i cittadini dovranno contare ed esprimere la loro opinione. Tra Sinistra Arcobaleno e Pd si stanno inasprendo i toni. È ragionevole pensare che le tensioni salgano di più con l’avvicinarsi del voto. Una difficoltà per chi come lei, o Rita Borsellino in Sicilia, fa un’alleanza con il Pd? A livello nazionale siamo in competizione, ma non in battaglia. Venti mesi alla Farnesina l’hanno resa un’abile diplomatica… No, quando c’è da parlar chiaro lo faccio. Per esempio? Su Calearo le dico che si tratta del disvelamento della linea che Veltroni persegue di allentamento dalla sinistra. A livello romano lavoriamo su temi diversi. Domanda alla dirigente di Rifondazione: Francesco Caruso è in lista? Nel comitato politico nazionale è stato nominato tra i candidati. In che posto? Non lo so. Sentinelli o Talleyrand? Davvero non lo so, eh. [...]

Il 5 Marzo 2008 alle 15:55 lello ha scritto:

Veltroni ha rinnegato la sinistra perchè sà con certezza che la campagna elettorale punirà pesantemente questo governo dove c’è dentro la sinistra. Ma il fallimento del governo Prodi non è della sinistra ma dell’insieme della coalizione. Sapendo di perdere e vergognandosi dei rsultati ha fatto una intelligente operazione di rinnovamento di facciata:perderà le elezioni ma avrà eletto una pattuglia di deputati e senatori di propria fiducia.
Dove invece con la sinistra si può vincere, allora le alleanze diventano diverse e si imbarca tutto ciò che va da Dipietro alla sinistra estrema inclusi i noglobal.
Da ciò si evince chiaramente che la scelta di Veltroni non è una scelta strategica e di lungo respiro ma solo un escamotage publicitario per superare il giudizio degli elettori sul governo Prodi con il minor danno possibile.

Il 5 Marzo 2008 alle 19:18 Sinistra Arcobaleno: griglie predisposte. Ora bisogna riempirle » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Anche la Sinistra Arcobaleno sta per definire le candidature per le liste comuni. Gli strateghi dei quattro partiti, dopo un’ennesima riunione fiume a Montecitorio, hanno tratteggiato la griglia dei posti, e cioè, la collocazione dei candidati nei diversi collegi. Ora spetta a Verdi, Pdci, Prc e Sd inserire i nomi all’interno delle caselle. Lavoro non semplice, visto che gli sherpa del tavolo tecnico devono sciogliere ancora qualche nodo, in vista dell’incontro fissato per giovedì, tra i leader dei quattro partiti che dovranno porre la parola fine al capitolo candidature. Eppure, diversi sono ancora i malumori sul mancato rispetto della parità di genere, e sulla questione dei posti a rischio. Stabilite infatti le teste di lista, per i quattro partiti resta ancora aperta la discussione sulle candidature da inserire nei posti a rischio. Già assegnati, invece, i posti dei leader: il candidato premier Fausto Bertinotti (Prc) sarà candidato a Roma, Fabio Mussi (Sinistra Democratica) a Milano, Oliviero Diliberto (Pdci) in Piemonte, Franco Giordano (Prc) in Toscana e Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) in Puglia. In attesa dell’incontro risolutivo, il Prc, che questa mattina ha riunito la segreteria nazionale insieme con l’esecutivo, ha già deciso la collocazione dei suoi big. Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, capolista in Veneto 1, sfiderà il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo del Pd. [...]

Il 12 Marzo 2008 alle 10:21 Veltroni al di là del muro: ci prova con gli imprenditori e incolpa l’Unione » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] 11 marzo: data da ricordare per il Pd. È caduto un “muro”. Anzi due. Il primo è quello che, secondo il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, divideva il Nord-est e il centrosinistra riformista. Muro che ora non c’è più, dice speranzoso l’ex sindaco, che sta tentando di creare dal nulla un rapporto con il popolo delle partite Iva, anche grazie alla candidatura nel Pd di Massimo Calearo. Il secondo muro è quello “psicologico”. Un velo, ma di un certo peso. E anche questo è caduto, tolto. E sempre da Veltroni, che prima a Vicenza poi a Padova ha ufficialmente preso le distanze dal governo Prodi e dalla variegata maggioranza che lo sosteneva. E infatti lo si sente dire: “la colpa” della distanza tra Nord-est e Pd “è del vecchio centrosinistra”. Ora, dice l’ex sindaco di Roma, l’abbattimento di quelle barriere “non so se si tradurrà subito in un risultato elettorale, ma ciò che importa è che sia caduto”. [...]

Il 11 Novembre 2009 alle 17:49 L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome di seconda mano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] del Trentino dalle mani libere e dalle alleanze trasversali); l’imprenditore Massimo Calearo (voluto da Veltroni in Parlamento: “Ero nel Pd perché c’era un’idea di Veltroni. Ora c’è [...]

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