Lavoro fatale, sul decreto è scontro tra governo e Confindustria

Vigili del fuoco al lavoro per estrarre un operaio rimasto sepolto dopo il crollo di una palazzina, questa mattina a Montanaro (Torino)
Doveva essere mercoledì 5, sarà probabilmente giovedì 6. Almeno così dice Romano Prodi sceso in Puglia a portare la propria solidarietà ai familiari delle cinque vittime di Molfetta, il Consiglio dei ministri varerà il nuovo Testo Unico.

Nonostante lo scontro che si registra con Confindustria sul delicato capitolo delle sanzioni. E nonostante lo scontro più duro che si consuma dentro il governo. Perché se il ministro del Lavoro Damiano critica Confindustria il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero , accusa Prodi e Damiano di tergiversare e perdere tempo “in estenuanti trattative” con gli industriali e, ancor peggio, accusa il Partito democratico e dunque il suo leader Walter Veltroni, di essere diventato “il partito di riferimento di Confindustria”.
Agli industriali l’inasprimento delle pene pare ingiustificato, stando a quanto dice il direttore generale di Viale Astronomia, Maurizio Beretta. Le distanze con il mondo degli imprenditori non sono certo una novità, ma ora i tempi stringono, i toni salgono e le vittime quotidiane non accennano a diminuire. Tocca al ministro del Lavoro Cesare Damiano far uscire allo scoperto le diffidenze: “Sul capitolo delle sanzioni ci sono state delle resistenze da parte di Confindustria”, dice poco prima di incontrare le parti sociali proprio per sciogliere questo nodo.

Fino a due anni in cella. Questo è il massimo che potrebbe rischiare un imprenditore con le nuove regole. Troppo per gli industriali: “Ma c’è ancora tempo” riconosce Beretta “e speriamo che prevalga la voglia di costruire qualcosa di davvero utile alla sicurezza”. In queste ore la trattativa è in corso: ministro del Lavoro, della Giustizia, della Salute e parti sociali sono al lavoro e quindi non è escluso che si possa arrivare a una mediazione accettabile e accettata da tutti i protagonisti. Vero è che gli industriali sono isolati.

Andare avanti, senza “se e senza ma”, non è solo l’appello della sinistra dell’ex Unione: anche la Cei, dalle pagine del quotidiano Avvenire, avverte che il tempo è scaduto. La nuova legislazione va approvata in fretta, anche “a costo di qualche forzatura” afferma il giornale cattolico in un editoriale in prima pagina “e di un possibile eccesso nell’impianto sanzionatorio, come teme la Confindustria”.

Accelerare è anche la parola chiave del governo. Lo dice e lo ripete anche alle parti sociali il ministro del Lavoro Cesare Damiano, lo afferma il premier Romano Prodi. Entrambi però ricordano come leggi più moderne e più severe non siano certo la ricetta magica per dire basta alla tragedia delle morti bianche: “Spesso - è la sferzata del Professore - anche le regole più elementari di sicurezza, dal casco alle cinture, non sono rispettate”. Che è anche quello che pensa il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Per voltare pagina, evitare l’ecatombe annuale, “non basta un intervento straordinario” dice “ma deve cambiare per intero la politica del lavoro”. Certo, la Sinistra Arcobaleno è da giorni che chiede che il governo vari il decreto legislativo con o senza l’assenso di Viale Astronomia.
“La verità è che fino a ora il ministro del Lavoro e il governo, con l’eccezione dei ministri della Sinistra arcobaleno, sono stati succubi dei veti della Confindustria”, attacca il senatore Cesare Salvi.

Trentasei ore ancora e poi il Consiglio dei ministri dovrebbe mettere la parola fine. A quel punto la strada dovrebbe essere in discesa: per entrare in vigore, il decreto legislativo dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Stato-Regioni. Passaggio obbligato ma facilitato dalla disponibilità del centrodestra a dare il proprio sostegno.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 5 Marzo 2008 alle 14:49 fercas ha scritto:

Il copione si ripete, i politici pensano di risolvere il problema della sicurezza sul lavoro inasprendo le pene ma a mio avviso sbagliano in partena! Non è con tale sistema che si risolve il problema ma occorre incentivare i controlli da parte degli organi preposti e, se questi sono carenti, potenziarli; in secondo luogo occorre spiegare a chi lavora, i pericoli cui va incontro se svolge il suo lavoro senza mezzi di protezione! Emblematico il caso di Molfetta: non si può calarsi in una cisterna senza l’autorespiratore, qualsiasi cosa essa contenga, in più occorre sempre un’imbragatura ed una corda manovrabile dall’esterno per ogni evenienza! Dispiace dirlo, ma uno che va in una cisterna senza un minimo di protezione, non è un eroe ma un superficiale! Così come uno che lavora a certe altezze senza un’imbragatura ed un ancoraggio! Non voglio con questo muovere accuse a nessuno ma, a volte, i guai andiamo a cercarceli da soli. Questo non giustifica sicuramente il datore di lavoro il quale, in primis, dovrebbe farsi carico affinchè il suo dipendente si munisca del necessario per lavorare in sicurezza. Cordialità.

Il 7 Marzo 2008 alle 10:53 Sicurezza sul lavoro, il governo aumenta le sanzioni ma non le risorse » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Una sanzione pecuniaria da 8 a 24mila euro se l’imprenditore rimette tutte le cose a posto. L’arresto nei casi più gravi. Maggiore intesa tra ministero del Lavoro e Asl per i controlli. Più voce ai lavoratori che chiedono garanzie. Oltre 300 articoli e 500 pagine di allegati. Così il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro. La sintesi di una mediazione che si è intensificata nelle ultime ore e che ha costretto il governo dimissionario a spingere il piede sull’acceleratore nonostante le imminenti elezioni. Il testo piace tantissimo ai sindacati che hanno visto accogliere quasi tutte le loro richieste. Pochissimo agli industriali che nonostante l’attenuamento delle pene hanno comunque contestato l’inasprimento delle sanzioni. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101