Franceschini: Il Pd punta a superare i vecchi schemi. Come Forza Italia nel ‘94

Dario Franceschini, vicesegretario del Pd | Ansa
“Ormai non è scontato niente. Nemmeno che i futuri capigruppo del Partito democratico vengano uno dall’ex Quercia e l’altro dall’ex Margherita…”.
Lo afferma il numero due del Pd, Dario Franceschini, in un’intervista che apparirà sul numero di Panorama in edicola da venerdì 7 marzo. “Veronesi, Madia, Carofiglio, Boccuzzi, Calearo, Colaninno. E mi fermo, ma potrei andare avanti per un bel pezzo.Cosa sono questi: diessini o diellini? Nel futuro Parlamento la metà dei nostri eletti sarà come loro, senza una passata appartenenza politica. Che senso ha allora continuare a ragionare in termini di partiti di provenienza? E poi sulle presidenze saranno i gruppi a decidere, in autonomia. Potrebbero esserci sorprese”.
Nell’intervista a Panorama, Franceschini risponde anche alla critica di avere presentato liste di candidati troppo diversi tra loro. “Le liste sono così perché esattamente così le volevamo. Intendevamo creare una grande forza nazionale che portasse dentro di sé tutto il Paese, capace di parlare non solo al popolo di centrosinistra, ma a tutti gli italiani. Dopo la crisi della Dc e del Pci, l’Italia ha visto per 15 anni solo tentativi di costruire partiti personali oppure identitari. E qui ci metto anche il Ppi. Ne è uscito un Paese frammentato, fino all’esasperazione.
Ora, finalmente, abbiamo un grande partito che supera tutte le vecchie divisioni. Quello che vorrei spiegare bene è che mettere nella stessa lista imprenditori e sindacalisti, atei e cattolici, ricchi e poveri, significa lavorare perché cadano anche in Italia i muri tra industriali e operai, tra professionisti e impiegati, tra laici e cattolici, tra Nord e Sud”.

Commenti

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Il 6 Marzo 2008 alle 19:24 CiroCipolla ha scritto:

Spesso quando si forza a cambiare si cade in errore.
Il “caso” De Mita si poteva gestire con più tatto politico.
Da ricordare che nel 2006,il centro destra perse a causa del pasticcio con la Lega Lombarda.

Il 6 Marzo 2008 alle 19:39 luanmagi ha scritto:

fatto è che dietro un partito si colloca un’idea di stato sociale, sulla cui base si decide quale indirizzo prendere ogni qualvolta nasca una contesa o un conflitto di interessi tra parti sociali. l’ultimo che ha fatto miracoli lo hanno messo in croce…..

Il 6 Marzo 2008 alle 19:47 lello ha scritto:

Franceschini racconta fesserie e anche con molta fantasia:nel 1994 Berlusconi fece un movimento nuovo con gente del tutto nuova; il PD cerca di presentarsi come il nuovo ma con vecchi schemi e con vecchi uomini.
E comunque non condivido questa sfrenata corsa verso il nuovo:non è detto che il nuovo sia meglio del vecchio, soprattutto alla luce delle liste che sta facendo il PD.
Se l’unico metodo di valutazione è l’età o la militanza politica Franceschini appartiene al passato:lo ricordo bene nel giovanile della DC nel quale c’ero anch’io, stessa cosa per Lusetti, per Letta, etc.
Invece penso che Franceschini & C. siano dei buoni politici , che abbiano una buiona formazione, e penso, invece, che il metodo di valutazione e di selezione di una nuova classe dirigente passi attraverso l’analisi di ciò che un nuovo candidato abbia fatto nella vita e nella vita politico/amministrativa. Un buon SIndaco, un buon consigliere devono essere candidati, per rispetto della politica seria e dei territori che rapresentano. Invece si insegue un modello sbagliato in nome di un falso nuovismo fatto di persone senza alcuna formazione politica per pubblicizzare il prodotto “nuovo” e nascondere il vecchio.
Per quanto, invece, riguarda la costituzione del PD, inviterei Franceschini ad essere molto più cauto nel ritenere che non ci siano i diellini o i diessini, se avrà il tempo di verificare nei congressi provinciali si accorgerà che gli ex DS stanno schacciando, come era logico che facessero, gli ex diellini, con il risultato di avere comitati provinciali eletti a maggioranza, vedi Frosinone, dove da una parte ci sono gli ex comunisti e dall’altra gli ex dc.
Del resto la storia non si può cancellare, la si può trascurare, dimenticare, ma non cancellare: Franceschini è un democristiano così come Veltroni è un comunista, solo le necessità hanno costretto entrambi ad abbracciare una nuova storia.

Il 6 Marzo 2008 alle 21:04 Fffilippo ha scritto:

Iello, io mi ricordo le liste di Forza Italia del 1994, erano piene di ex DC ed ex PSI.

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