Rosa Bianca e Udc: più che un matrimonio, un Pacs per superare gli sbarramenti

L'ex segreatrio della Cisl Savino Pezzotta stringe la mano al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini | Ansa
Più che un’unione consensuale, sembra quasi un Pacs dettato da necessità elettorali.
Dopo la decisione di correre insieme alle prossime elezioni nazionali per una Nuova Costituente di Centro, nell’Udc e nella Rosa Bianca affiorano alcune contraddizioni su scelte che non sembrano essere poi così condivise.
E se, intervenendo a Panorama del giorno, Savino Pezzotta (che ha definitivamente sbarrato le porte al decimato partito di Clemente Mastella) si dice ottimista sulla possibilità di superare la soglia di sbarramento (8%) al Senato, al Sud per i neo-diccì iniziano i primi problemi.
Il caso più vistoso esplode proprio in Sicilia dove, per la corsa alla presidenza della Regione, le due formazioni correranno separate. Il partito di Salvatore Cuffaro appoggierà infatti “l’amico Raffaele Lombardo”, dai più ritenuto il vero erede dell’ex governatore isolano. La Rosa Bianca andrà invece in solitaria e candiderà la psicoterapeuta Vittoria Vassallo. “Qualcosa di più di un volto nuovo per la Sicilia. È una speranza concreta, una persona perbene, una donna impegnata da anni nel suo lavoro e nel volontariato” scrive Bruno Tabacci nel suo blog. Secondo alcuni una scelta coaraggiosa, per molti altri l’unica possibile dopo i distinguo e le riserve mosse proprio dallo stesso Tabacci sull’opportunità di cambiare passo per la Regione, in seguito alla condanna a cinque anni inflitta in primo grado a Salvatore Cuffaro.
In ogni caso, una vistosa contraddizione: la Costituente per il Centro candiderà infatti in Sicilia (quota Udc) proprio l’ex Presidente della Regione, affidandogli con ogni probabilità il comando delle truppe neodemocristiane alla Camera. E sarà lì che, verosimilmente, “Totò vasa vasa” si ritroverà gomito a gomito con alcuni dei suoi più caustici oppositori.
Unica certezza, di quest’alleanza bifocale, è il ritorno al passato. Già, perché in queste ore è successo proprio quanto Panorama.it aveva preannunciato da settimane: l’ottantenne Ciriaco De Mita, pensionato da Veltroni, è stato ripescato da Casini che lo candida come capolista dell’Udc al Senato in Campania (il suo territorio fin dall’entrata in Parlamento, nel lontano 1963). Il grande vecchio della Dc aveva scelto di aderire (non tralasciando critiche e distinguo) al Pd, che alla vigilia della formazione delle liste gli ha immediatamente comunicato l’amara notizia: troppo esperto, non sarai ricandidato. Ciriaco però non s’è perso d’animo. Ha girato i tacchi, ha sbattuto la porta e, in poche settimane di contatti, è rientrato in corsa con i centristi. Portando in dote lo zoccolo duro del suo elettorato e un buon bacino di voti.
Di fronte ai quali non pare pesare poi tanto, nelle valutazioni dei centristi, il fatto che nella Prima Repubblica De Mita fosse proprio il leader di quella Democrazia Cristiana “di sinistra” che guardava al Partito Comunista. Ciriaco cioè rappresentava l’ala laica del partito, esattamente l’opposto della linea della Dc di Forlani, quella dorotea, di cui Casini è oggi l’allievo prediletto.

Commenti

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Il 6 Marzo 2008 alle 20:14 Mastella resta solo sotto il Campanile: non si candida » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Rosa Bianca e Udc: più che un matrimonio, un Pacs per superare gli sbarramenti [...]

Il 12 Marzo 2008 alle 12:29 Con chi sta Famiglia Cristiana? L’ultima bordata è per Casini e Cuffaro » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non è un caso che proprio alla Regione Sicilia il movimento di Tabacci presenterà un candidato autonomo. Una decisione che ha già scatenato malumore e dissenso e che, insieme alla defezione di un altro “big” come Gerardo Bianco, potrebbe causare una piccola emorragia di voti proprio nella roccaforte meridionale del partito di Pier Ferdinando Casini, che nell’isola mira a superare la quota di sbarramento regionale dell’8%. [...]

Il 27 Marzo 2008 alle 14:35 Le note delle elezioni: destra e sinistra a caccia di voti a ritmo di rock » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Tu chiamale, se vuoi: elezioni. Parafrasando la canzone di Lucio Battisti, si può sostenere che da qualche anno in qua, musica e voto è un binomio più che possibile. Anzi, parecchio sfruttato. Da destra a sinistra, passando per il centro. E anche questa tornata elettorale non è immune dalle note. Solo che se si dovesse scegliere una colonna sonora, oggi sarebbe Ymca dei Village People. Dopo che il Pdl ha utilizzato il noto brano adottato da tempo dal mondo gay quasi come inno, alla kermesse elettorale delle scorse settimane, ora sul web impazza la versione dei democratici. Già, perché un gruppo di giovani milanesi del Partito Democratico (gli 02Pd) hanno infatti reinterpretato uno spot dal titolo “Si può fare con Walter-I’m Pd” che si trova anche nella prima pagina del sito ufficiale del Pd. Sulle note dei Village People, una serie di persone, giovani e anziani, un ragazzo in macchina, un edicolante, una operatrice di call center, una famiglia, cantano, tra il serio e il faceto I’m Pd , o ancora “Walter” (al posto di “Young man”). Il video (cliccatissimo anche su YouTube), è costato 65 euro con un copione scritto, cantato e girato nelle pause pranzo, di notte e nei week end tra volantinaggi e iniziative elettorali. Per tre minuti e mezzo vengono inquadrate persone che canticchiano frasi che richiamano gli slogan dei democratici come “corriamo da soli” (dove a cantare è, ovviamente, una ragazza che fa jogging) o “una nuova stagione” (qui il protagonista è un giovane davanti al computer), compreso un accenno a chi nella scorsa legislatura ha fatto traballare e cadere il governo Prodi. Tanto per dirne uno, una strofa suona così: “Se Mastella non c’è/Tanto meglio perché/Noi vogliamo cambiare con teeeee”. Ma andare a caccia di voti sulle ali di una canzone, è insomma da qualche anno un classico che tutti i partiti inseguono. La Rosa per l’Italia del trio Baccini-Pezzotta-Tabacci ha tirato in ballo un gigante della musica italiana, che purtroppo non c’è più: Lucio Battisti con la sua Non sarà un’avventura. Oltre al classico dei Village People, Walter Veltroni ha scelto un successo di Jovanotti, Mi fido di te, per accompagnare manifestazioni e incontri pubblici. Anche se il vero sottofondo musicale del tour elettorale dell’ex sindaco di Roma è: “La più bella canzone che ci sia nel nostro Paese, l’inno nazionale”. Silvio Berlusconi può contare su almeno tre brani “fatti in casa”: il tradizionale inno di Forza Italia Azzurra libertà, A Silvio, a Silvio (anche in versione gospel) e l’ultima creazione in ordine di tempo, Meno male che Silvio c’è del trentottenne veronese Andrea Vantini, “ispirato” niente di meno che da Michele Santoro: “Stavo guardando una puntata del suo programma in cui” racconta Vantini “come al solito si sparava a zero su Berlusconi e ho pensato: ma è possibile che tutti se la prendano con lui? E così, d’impulso, è arrivata l’ispirazione per scrivere il brano”. “Tenace”, è il caso di dire, la colonna sonora della campagna elettorale de La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanchè: “Non c’è alcun dubbio” dice l’ex governatore del Lazio “che la canzone che ci rappresenta di più e che personalmente mi emoziona è Non mollare mai“. No, nessun riferimento all’inno interista ancora in voga. Il titolo è quello “della canzone di Gigi D’Alessio“. In campagna elettorale è entrato, suo malgrado, anche Antonello Venditti. Ma ne è subito uscito, con una coda di polemiche. Il cantautore romano, infatti, ha diffidato il deputato dell’Udc Giuseppe Carmelo Drago per aver aperto la sua campagna elettorale, il 18 marzo scorso a Ragusa, con il brano Che fantastica storia è la vita (qui il VIDEO). “Mi dispiace per Drago e per gli altri, ma bisogna chiedere il permesso per utilizzare una canzone. Capisco che è bella, ma mi devi chiedere il permesso, anche perché tu così associ a me un’idea di politica, oppure trai vantaggio da quello che posso rappresentare io”. Altri tempi quando Paolo Pietrangeli celebrava la falce e il martello nei versi della canzone Contessa… [...]

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