Prodi: Ho chiuso con la politica italiana

Romano Prodi

Nessun incarico nell’amministrazione della sua città, Bologna, né nelle file del Pd, di cui è presidente. Romano ha Prodi ha deciso: ha chiuso con la politica italiana. Lo ha dichiarato oggi in un’intervista a Sky Tg24. Il premier ha cominciato parlando degli aumenti annunciati di luce e gas. “Sommando gli aumenti si crea un’angoscia terribile, e non serve, ha detto invitando a evitare la pubblicazione di previsioni terrorizzanti, come quelle legate ai rincari delle bollette. Comunque gli incrementi “vanno controllati”, sottolinea Prodi, rivendicando l’importanza di aver fatto le liberalizzazioni: “Sono servite, ma se il prezzo del grano aumenta del 70% e se il petrolio arriva a 105 dollari c’è un problema. Benzina e petrolio sono cresciuti come mai dal dopoguerra”. Quindi, “cerchiamo di controllare i prezzi, il comportamento degli intermediari e creiamo più concorrenza nel sistema, ma non spargiamo ogni giorno dell’angoscia perché è troppo comodo farlo”.

Prodi è poi tornato a parlare del suo futuro, ribadendo che non ci sarà spazio per l’attività politica. “Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima”.

Commenti

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Il 10 Marzo 2008 alle 8:59 nhico ha scritto:

Prodi, dopo aver tolto la pace e la tranquillità agli italiani, si accinge ad esportare la sua naturale allegria in altre contrade del mondo. A pensarci prima, ci avrebbe lasciato con qualche soldino in più nelle tasche. Ma non è mai troppo tardi.

Il 10 Marzo 2008 alle 11:43 vincenzo.m. ha scritto:

Cosa significhi chiudere con la politica italiana se poi i personaggi uscenti li mandano all’estero ( O.n.u – Parl. Europeo ) non è affatto chiaro. Per avere una idea delle fattive azioni dei nostri politici a livello di relazioni parlamentari basta andare a visionare il sito che segue: http://www.europarl.europa.eu/.....anguage=IT
Nota legale: il sopraccitato indirizzo ha esclusivo valore ai fini di una cultura generale, nulla di più. ( Chi ha orecchie per intendere intenda ).
Come giudicare i politici è alquanto complesso, forse un indicatore è il debito pubblico. Attestare il debito all’inizio della legislatura e verificarne l’ammontare alla fine della stessa, le partite di giro sarebbero vanificate. Ovvio che vada da sé l’azione conseguente alla rilevazione di un incremento del debito: grave danno allo Stato e alla comunità intera. In funzione del danno verrebbe comminata la pena, nessuna estromissione di beni o capitali privati ma ritiro del passaporto.
Prodi ci lascia e dice che se aumenta il petrolio ed il grano allora c’è un problema: amabile opportunità per il popolo italiano, potrebbe essere di essere posti a conoscenza di quanto si è provveduto a d esercitare per anticipare i problemi insiti in una normale economia. Se, come pare, all’accadimento dei fatti dianzi citati la classe dirigente nulla può fare qualcuno potrebbe ritenere vacua la classe stessa in quanto per la normale amministrazione non necessitano persone di alta responsabilità.
Qualcuno suggerisce di chiudere le attività per chiudere le passività: vorrei evitare argomentazioni di altissimo livello tecnico che solo chi esegue i “conti della serva” può comprendere.
La responsabilità che il popolo vuole delegare è relativa al futuro dei propri figli e non al presente del proprio interesse.
Ma che dire, Prodi se ne va…..

Il 10 Marzo 2008 alle 13:00 aldo1110 ha scritto:

Primo e positivo: Prodi se ne va. Resta da vedere dove va a parare il nostro prode! Pensate di riuscire ad accreditarlo come consigliere, nelle file di Hamas in palestina, magari insieme a D’Alema! In un annetto o due riuscirebbe a fare quello che non e’ riuscito all’esercito israeliano: smontare l’organizzazione terroristica mandandola fallita. Usiamo quindi il nostro “demolition man”nel campo che gli e’ piu’ congeniale. Tronchicciare tutto.

Il 10 Marzo 2008 alle 13:53 giovanni.agretti ha scritto:

Io credo che il titolo sia un autentico infortunio della redazione e voglio sperare che non si ripeta. Scrivere “Prodi: ho chiuso con la politica italiana” è un ossimoro bello e buono!
Prodi è uno che anche davanti al disastro più evidente dichiarava “Mo va poi tutto bene, sorbole!”
Il titolo corretto, per stavolta ve lo passo io, per amicizia e recita: “Prodi: la politica italiana mi ha chiuso fuori”
Un po’ di attenzione, cribbio!
Come direbbe l’Amor nostro! :)

Il 10 Marzo 2008 alle 16:39 salvi64 ha scritto:

Ma toccu, ancora li stai, a mungerci come vacche (magre). Tanto è sicuro che disoccupato (politicamente) non rimane. Non andrà certo a fare il professore (poveri alunni). Sicuramente si trrasferirà in qualche tranquillo posto dell’amministrazione europea, magari pure meglio remunerato visti i suoi redditi dichiarati. E da li continuerà a danneggiarci come ha fatto durante il suo mandato alla presidenza europea.

Il 10 Marzo 2008 alle 17:09 dogssa ha scritto:

non è mai troppo tardi. Speriamo che rimanga a casa sua, ma messo nell’impossibilità di torturare gli innocenti nipotini. Ovunque ha messo le mani ha fatto danni. I disastri combinati da padrone dell’IRI sono stati tale che avrebbe dovuto sparire per sempre. Grazie alla spregiudicatezza dei comunisti impresentabili gli sono stati affidati governi di incapaci che hanno fatto danni terribili all’Italia.

Il 10 Marzo 2008 alle 17:44 fercas ha scritto:

Finalmente una buona notizia! Un buono a nulla come lui, messo lì a governare da chi non poteva farlo di persona, dopo aver disastrato le aziende di Stato, ha disastrato lo Stato portando la pressione fiscale a limiti insopportabili e non riducendo la spesa pubblica cosa che, da un governo di sinistra, mi sarei aspettato! Visto che Prodi ci ha messo la faccia e basta poichè le decisioni le ha prese la sinistra, non capisco perchè tali parlamentari, il cui credo politico è l’uguaglianza, non si siano ridotto lo stipendio e tagliato quelli dei manager di stato, dei giudici costituzionali e di cassaziuone nonchè un taglio deciso al personale! Ma come è possibile che il Quirinale costi quasi il doppio della casa bianca? Uomini di sinistra, che avete governato quasi due anni, perchè non avete posto rimedio? Vi avrei volentieri rivotato! Invece mi tocca astenermi!!! Che schifo di politici. Cordialità.

Il 10 Marzo 2008 alle 18:25 Francia o Spagna, purché si litighi. A sinistra scoppia la polemica sul riformismo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E pensare che fino a qualche settimana fa erano nella stessa maggioranza a sostenere Romano Prodi. E ora? Oggi sono tante le cose cambiate: il governo non c’è più, la maggioranza s’è squagliata al primo sole, il Professore annuncia di voler lasciare la politica, il Pd è partito da solo, la Sinistra non sta a guardare, i socialisti sono rimasti fuori dai grandi giochi. Oggi (meglio, da giorni) Bertinotti e Veltroni si divertono a darsi pizzicotti, quasi fossero l’uno per l’altro il nemico politico da battere, come fossero i soli a correre per Palazzo Chigi. E Boselli? Anche solo per farsi notare, il “trasformato” segretario socialista, dice la sua e non ci sta. Ultimo - ma solo in ordine di temo - casus belli è il risultato delle elezioni. Ma non quelle che si terranno ad aprile in Italia. Bensì quelle che si sono appena chiuse in Spagna e in Francia: sono questi risultati a fare da specchio del malessere del popolo della sinistra italiana. Infatti il leader del Pd, Walter Veltroni legge così la vittoria di Zapatero al di là dei Pirenei e la sconfitta di Sarkozy oltralpe: “Sta spirando un vento nuovo in Europa e in occidente”, che “suggerisce di essere realisti e innovatori, di avere quella sana radicalità del riformismo che è necessaria”. Secondo l’ex sindaco di Roma, insomma, l’esito delle urne avrebbe infatti premiato il riformismo democratico a danno delle posizioni più massimaliste della sinistra. Tradotta, la tesi di Veltroni vuol dire: “Le sinistre radicali hanno subito un peggioramento serio”: “Si capisce da parte dei cittadini che oggi la sfida non è di testimonianza ma di realismo e innovazione”. Affermazioni che hanno mandato, ovviamente, su tutte le furie il leader di Prc, Fausto Bertinotti: “Io sono convinto che il voto in Spagna e in Francia, come quello che sta accadendo negli Stati Uniti, ci dicono che sta cambiando aria, che c’è bisogno di aprire una fase nuova nella vita di un occidente che ha sempre più bisogno di armonizzare la crescita economica, necessaria e del tutto insufficiente, con una attenzione alle diseguaglianze”. Il vento che il candidato premier della Sinistra-Arcobaleno vede spirare da Madrid e Parigi non è di “pesante peggioramento della sinistra radicale” avvertito da Veltroni. Anzi: “Le destre perdono in Spagna e in Francia” continua Bertinotti “ma sull’Europa mi fermerei un momento, perché si è visto che le socialdemocrazie perdono perdono e la sinistra avanza”. Il problema riguarda invece l’Italia, aggiunge il presidente della Camera, dove “di formazioni socialiste non ce ne sono”. Apriti cielo! L’uscita del Subcomandante Fausto non poteva non irritare Enrico Boselli. Costretto, dopo essere rimasto escluso dalle grandi alleanze e dopo aver incassato anche il no di Mastella, a correre da solo e fare una fatica immane per cercare di liberarsi, nelle tabelle dei sondaggi o nelle partecipazioni televisive, dall’indeterminatezza della scritta “altri partiti”. A stretto giro di posta, l’ex mite Boselli risponde, piccato: “Bertinotti dovrebbe essere rosso di vergogna” dice il leader del garofano “in Italia un partito socialista c’è da 116 anni e correrà alle prossime elezioni politiche con un proprio simbolo e un proprio candidato premier”. E pensare che fra qualche settimana, dovessero vincere, Pd, Sinistra Arcobaleno e socialisti potrebbero ritrovarsi a governare insieme città, comuni e regioni… [...]

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