Quant’era mite Boselli. L’altra faccia del socialista per non sparire

Il candidato premier per il Partito socialista, Enrico Boselli | Ansa
“Oggi non parlo”, “Stasera me ne vado”. Oppure: “Sono pensionato e sono incazzato”. Una campagna pubblicitaria cruda, dai toni aspri, quasi sempre controcorrente. Proteste sul palco e proteste televisive, che lasciano spiazzati conduttori tv e giornalisti (l’ultimo, nell’ordine Bruno Vespa, dal quale il segretario socialista si è accomiatato in diretta giovedì 6 marzo).

E allora c’è chi si domanda: “Ma è questo il Psi di Enrico Boselli?” E poi: come mai l’uomo mite, dal tono sempre pacato ed educato, sta subendo una trasformazione simile a quella di Gianni Morandi, ridisegnato da Fiorello a VivaRadio2 come “cattivo”? Come è successo che Boselli sia diventato un politico dal linguaggio spregiudicato, simile più ad un agit-prop di lunga fede comunista che a un nipotino di Filippo Turati?
Ma no, nessun cambiamento di carattere. Nessuno strascico della (brevissima) esperienza insieme a Marco Pannella e alle battaglie radicali, durante la fondazione della Rosa nel pugno (2,6 alla Camera e 2,5 in Senato, alla scorse elezioni), ormai del resto del tutto appassita.

Semplicemente: il Psi ha fatto di necessità virtù. E dopo aver ricevuto la porta in faccia dal Partito democratico, si è visto costretto a cambiare strategia e, con lui, Boselli. Così del giovane e timidissimo bolognese, ritrovatosi a 33 anni a guidare la regione più rossa d’Italia (l’Emilia Romagna) non è rimasto così più nulla.

Anche perché il diktat di strateghi e guru della comunicazione è stato chiaro: profilo libertario e agguerrito contro i due maggiori candidati. Non è un caso che il debutto socialista del 2 marzo, avvenuto nella celeberrima Sala Sivori di Genova dove più di un secolo fa si fondò il partito dei lavoratori, ha segnato il punto di non ritorno. Boselli ha messo subito le mani avanti: “Oggi non parlo, non apro la campagna elettorale dei socialisti. Oggi è una giornata di lutto per Genova e per gli operai italiani. Per questo dedichiamo idealmente il nostro inizio a tutti gli operai morti nel porto e agli oltre cinquemila morti sul lavoro degli ultimi quattro anni”.

Da lì in avanti è stata tutta una strategia d’attacco. È partito con Veltroni: “Raccontare agli italiani che non è mai stata comunista è una bugia e anche un errore. Il nuovo non passa cancellando la storia di ciascuno di noi. Quella è la fiction televisiva, non il nuovo”. Ha continuato con Giuliano Ferrara e la sua lista “Pro life”: “Dobbiamo spiegare agli italiani che la legge 194 non ha introdotto l’ aborto in Italia ma ha combattuto e sconfitto l’ aborto clandestino”. Per concludere con gli ex-alleati radicali: “Anche io mi domando chi vincerà tra Binetti e Bonino. Per ora vince la prima e in tutta Europa ci sono diritti civili che in Italia non sono garantiti”.

Da ultimo, ha pensato anche di candidare Clemente Mastella tra le fila dei socialisti, dopo l’archiviazione della sua indagine nell’inchiesta Why Not : “gli offro di essere capolista completamente indipendente del Senato in Campania. Comprendo il suo stato d’animo, ma mi auguro che Clemente abbia la forza di combattere anche questa battaglia”.

Un crescendo degno del miglior Rossini, che ha comunque trovato il punto coreograficamente più alto nella puntata di giovedì sera di Porta a Porta.
Il fermo immagine, tratto questa sera dal Tg2, mostra il candidato premier per il Partito socialista, Enrico Boselli, mentre lascia il programma
Boselli ha lasciato di stucco tutti, Bruno Vespa compreso, abbandonando la trasmissione a telecamere accese. E, una volta detto che “questa è una campagna che si svolge con regole truccate”, ha espresso “ai telespettatori la mia protesta”, disertando quella che molti considerano “la terza Camera della politica”.

Quanto a varcare la soglia delle prime due (Montecitorio e Palazzo Madama), si vedrà. Certo è che, secondo i più autorevoli spin doctor, le uniche speranze per riuscirci, per Boselli e i socialisti, sono ormai affidate a questo tipo di intemerate.

Il VIDEO di YouTube con Boselli che lascia lo studio di Porta a Porta:

Commenti

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Il 9 Marzo 2008 alle 15:28 dido1 ha scritto:

Non so cosa dire a Boselli, se rincuorarlo dandogli una pacca sulla spalla e, su caro, su,su, non ti demoralizzare, o appaludirlo.
Mi fa pena, veramente.
Ma come ha fatto Uolter a lasciare a casa un socialista di così tale fatta?
Secondo me è stato D’Alema ad ordinargli di non prendere Boselli, perche così si avrà un SOCIALISTA in meno nel PD.
Certo, tutti comunisti puri anche se riciclati momentaneamente, piuttosto che avere dei socialisti rombiballe nella congrega.
Quindi caro Boselli mettitela via, la sinistra rossa non vuole concorrenti socialisti al governo….. pardon, all’OPPOSIZIONE.

Il 9 Marzo 2008 alle 17:26 pasmes ha scritto:

Anche lui con la sceneggiata. Ritengo che la troppa vicinanza con i Radicali, stretti nella Rosa nel Pugno,e l’influenza nefasta del celebre maniaco dei digiuni, ha guastato i socialisti in modo, forse, irreparabile.

Il 9 Marzo 2008 alle 17:32 nhico ha scritto:

Via con un colpo di reni. Ed ancora un altro. Un invito ai tanti socialisti che stanno sparpagliati nelle pieghe della politica italiana a non fare morire un partito che, se morto non è, è in coma irreversibile. Ma per stessa colpa del nocchiero Boselli. L’abbraccio con gli ex PCI, PDS e via discorrendo, è stato un grosso errore politico, oltre che un gesto immorale che andava assolutamente evitato. Ora Boselli paga per quella miopia politica. Era scritto nelle cose. Dopo la caduta del muro di Berlino, i comunisti italiani avevano la necessità, per non restare sotto quelle macerie, di trasformarsi in cosa altra. E siccome quello spazio politico era già naturalmente occupato da un altro partito, mossero guerra al suo leader con il risultato che tutti conosciamo. E che fa Boselli quando raccoglie le briciole di quel partito cancellato? Resta ancorato ai vecchi schemi sclerotici di destra e sinistra. Invece di serrare le fila e approdare in lidi tranquilli da dove combattere la sua battaglia di riscatto e di riscossa. Dando così modo all’avversario di completare in tutta tranquillità la sua opera. Chi è causa del suo mal, con quello che segue.

Il 10 Marzo 2008 alle 9:44 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Per Prodi non spendo una sola riga, uno che è professore sì, ma ancora non ho capito come abbia fatto ad arrivare a ENI, UE e Presidenza: scusatemi, ma sono frastornato!
Boselli a muso duro non ha fatto come Zapatero che è andato avanti grazie ad una forza superiore. Enricuccio alleandosi con Marcuccio, cosa pensava? Senza offesa alla sessualità, ma miro alla qualità Politica e non folkloristica. Una scelta scellerata NON da Socialisti, sputtanando i Craxiani, compreso er Bobo, figlio di un grande Statista più attaccato allo scranno che alla lotta, braccio sinistrorso di un D’Alema che parte dalle Molotov, rientra chiudendo alle riforme, spodesta Prodi,  aperture a Iran, farci spendere 4000 miliardi di vecchie e benedette lirette a favore di una causa in Libano negata in Afganistan partiti da “ PACIFISTI “ con 5 navi, elicotteri, anfibi, aerei, carri armati, blindati e bombette che fanno “O”, alla faccia del pacifismo! “ Ahi! Ahi! Ahi! Fai da te? “ Bene Accattateville! Stì pacifinti, poiché io Socialista Craxiano non ci stò! Poi, offrire un posto a Mastella, forse non ricorda che in Lucania era in comunione con Bobo e malapena ce l’hanno fatto? A parte gli attacchi ai “ terroristi “ della Chiesa ma mi segnalano provvedimenti a favore dell’uomo: casa, lavoro, sicurezza e provvedimenti a favori dei pensionati? Cosa dire che era associati di chi faceva opere Pie con la marijuana, pensava di risolvere per davvero che il problema della famiglia e dell’uomo sia, farsi una canna o masticare le sue foglie coltivato sul davanzale? Io ho fatto l’attivista PSI, ben 22 anni, poi ho sposato la tesi di Bettino, tanto di essere cacciato dall’Istituzione (lavoro -Politico -Sindacato) come un appestato, perchè invitato ad Hammamet da Bettino Craxi, essergli amico e sentirlo sino a pochi minuti prima di lasciarci nel luogo terreno in un ospedale Militare di Hammamet, in una terra amata sì, ma con bandiera straniera! Io non dimenticherò mai che, in questo caso nessuno abbia alzato un dito da Borrelli, Scalfaro, Ciampi, PDS, Chiesa ma solo restati a sognare banche, Coop; Unipol e avuto tutto pure tanta ma tanta munnezza!

Il 10 Marzo 2008 alle 13:58 faustino ha scritto:

Boselli, fai come Prodi, ritirati in convento………che è ora.

Il 25 Marzo 2008 alle 18:51 Nuova trovata del laico Boselli: Gesù arruolato negli spot del Ps » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Noi siamo piccoli ma ci noteranno”, parafrasando un vecchio refrain, sembra essere questo lo slogan che Enrico Boselli sta seguendo. Sì, ce l’ha sta mettendo tutta per non passare inosservato. Qualche settimana fa ha inaugurato la moda dell’abbandono dello studio tv (a Porta a porta), poi subito imitato da altri leader. Contemporaneamente aveva lanciato una campagna aggressiva, cruda, quasi sempre controcorrente: “Sono pensionato e sono incazzato”, dicono i cartelloni pubblicitari col garofano. [...]

Il 30 Marzo 2008 alle 10:28 malabrocca ha scritto:

Che ci siano craxiani che votano e convivono con Fini, la Mussolini,Storace e la Santanchè, e poi si permattano di fare la morale a Boselli, mi sembra alquanto singolare.
Che Gesù sia stato il primo Socialista della storia, era un’idea che mio padre, 50 fà, esprimeva con grande convinzione.Ha convinto pure mè.Certo, se il temine socialista, vienisse associato al craxismo,non tanto a Craxi quanto a chi lo circondava e come i topi hanno abbandonato la nave, sarebbe veramente da considerare blasfemo.
Il socialismo è un altra cosa. Per quanto riguarda Boselli, per la prima volta in 15 anni, tira fuori la grinta, smette i panni del buonista alla prodiana,e indossa i panni del Socialista. Un Socialista, oggi, non può che essere incazzato vedendo dove và l’Italia, e non può più esimesi dall’esternare con forza il suo disappunto per in degrado della politica e la distanza tra politica e cittadino.
Non sò se il partito socialista riuscirà a passare gli sbarramenti, gli italiani sono troppo anestetizzati per capire il messaggio, quello che conta però è non autodistruggersi, come gli anni scorsi, in abbracci “fatali”.
Forza al Socialismo .

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