Chiusa l’inchiesta, depositati gli atti. Ecco tutte le carte, gli interrogatori, le intercettazioni e i documenti della Guardia di Finanza sulla scalata a Bnl compiuta nella primavera del 2005 dall’Unipol di Giovanni Consorte e da una cordata di cooperative. Panorama.it anticipa ai propri lettori tutte le accuse della procura di Milano. A iniziare dai 66 verbali dei testimoni che hanno riempito centinaia di pagine per spiegare ai pm retroscena e dettagli delle operazioni finanziarie di Consorte & soci. Con nomi eccellenti che vanno da Giovanni Perissinotto a Luigi Abete, da Claudio Sposito del fondo Clessidra a Pierluigi Stefanini, Divo Gronchi, Giorgio Cirla di Sopaf, Giuseppe Garofano e Gianpietro Nattino.
Intercettato di nuovo Giovanni Consorte, la figlia, l’addetto stampa, persino la colf che risulta esser stata intestataria di utenze mobili “di copertura” utilizzate dall’ex numero uno di Unipol: la procura di Milano per quattro mesi tra gennaio e maggio del 2007 ha piazzato microspie ovunque (dalla casa di Consorte ai portapane sui tavoli dell’hotel Principe di Savoia di Milano frequentato dall’ingegnere) pur di individuare che fine avessero fatto le plusvalenze incassate con la vendita delle azioni Bnl dopo la fallita scalata dell’estate del 2005. E di arrivare a fare luce sul ruolo di Intermedia, nuova banca d’affari di Consorte.
È questo il filone inedito dell’inchiesta. La procura e il gip Clementina Forleo hanno dato la caccia alle plusvalenze incassate dalla vendita delle azioni Bnl a Bpn Paribas. Pur fallendo la scalata”Consorte e i suoi sodali” sostengono la Procura di Milano e la Forleo, avrebbero incassato “plusvalenze per 700 milioni di euro”.
“La Bnl è stata in realtà acquisita da Bnp Paribas – scrive il Pm Luigi Orsi, titolare del procedimento - il quale ha lanciato una Opa a 2,92 euro. Ciò significa che i sodali di Giovanni Consorte hanno realizzato una plusvalenza di 0,22 euro per azione.
Se l’acquisto a 2,70 euro è in ipotesi parte del programma criminoso di Giovanni Consorte finalizzato ad acquisire il controllo della Bnl, la plusvalenza realizzata dai suoi sodali presenta oggi un duplice rilievo. Per un verso potrebbe costituire provento/profitto del reato per cui si procede con quanto consegue sul piano cautelare.
Per altro verso è indispensabile accertare se questa plusvalenza (che i beneficiari hanno
conseguito su iniziativa ed impulso di Consorte) torni parzialmente in mano a quest’ultimo. Le cronache giornalistiche raccontano, senza smentita dell’indagato, che Giovanni Consorte ha costituito una merchant bank (InterMedia Spa) nella quale i soci - cioè anche lui dovrebbero versare ben 200 milioni di euro quale aumento di capitale. È inevitabile collegare la ricca plusvalenza che i sodali di Giovanni Consorte hanno realizzato (a 0,22 euro per azione si tratterebbe di almeno 700 milioni di euro) con la rilevantissima disponibilità economica che Consorte sembra ancora oggi avere. L’accertamento dei flussi di queste plusvalenze generatesi in favore dei sodali di Consorte è indagine complementare per la prova del reato per cui si procede. Se emergesse che parte delle plusvalenze sono state o stanno per essere investite in iniziative delle quali è partecipe Consorte, ciò costituirebbe ulteriore elemento indiziario del reato per cui si procede”.
- Martedì 11 Marzo 2008

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Commenti
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Il 12 Marzo 2008 alle 15:05 redazione ha scritto:
Bologna, 12 marzo 2008
Sui principali quotidiani italiani è stato ripreso un articolo pubblicato su Panorama.it, che rivela di un filone inedito dell’inchiesta BNL, il cui fine sarebbe stato quello di arrivare a far luce sulle plusvalenze realizzate dai sodali di Consorte nella vendita di BNL a BNP Paribas e sul ruolo di InterMedia.
E’ bene ricordare che quando BNL fu ceduta a BNP Paribas il sottoscritto era fuori da Unipol da oltre sei mesi.
InterMedia inoltre ha cominciato ad operare alla fine del 2006 e vanta soci con i quali il sottoscritto non aveva rapporti all’epoca dell’Opa obbligatoria su BNL e che non hanno nessun legame e nessun collegamento con le società che hanno realizzato plusvalenze sulla cessione delle azioni BNL a BNP Paribas.
Sorvolando sulle notizie di folclore contenute nell’articolo, lo stesso è farneticante, falso e teso a screditare il sottoscritto, cercando, ancora dopo due anni e mezzo, di procurargli danni sul piano morale e sul piano professionale.
In queste situazioni purtroppo il cittadino è indifeso e può solo affidare ad un comunicato, che spero venga ripreso dai quotidiani, la verità ed ai propri avvocati il mandato a tutelarlo in sede giudiziaria.
Ing. Giovanni Consorte
Il 12 Marzo 2008 alle 15:24 redazione ha scritto:
Panorama.it si è limitato a pubblicare i documenti dell’inchiesta Bnl-Unipol riportando le tesi della procura di Milano e del gip Clementina Forleo sulle plusvalenze da 700 milioni di euro sui titoli Bnl.
Il 12 Marzo 2008 alle 15:32 Bnl-Unipol: i profitti, le intercettazioni, la fuga di notizie » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È con queste parole che un anno fa il gip Clementina Forleo ancora disponeva intercettazioni su una trentina di utenze per dare la caccia al tesoro che Consorte & C. avrebbero messo da parte con la cessione delle quote Bnl. Ma fu una ricerca vana. La nuova inchiesta naufragò quando si scoprì che gli indagati sapevano addirittura di avere i telefoni sotto controllo. È quanto emerge dagli atti depositati proprio dal Pm Luigi Orsi in vista della richiesta di rinvio a giudizio per aggiotaggio nella fallita scalata a Bnl e che Panorama.it pubblica in anteprima. Tanto che i magistrati ritennero inutile proseguire nelle intercettazioni. Ma chi li aveva avvisati? È clamorosa una intercettazione telefonica del 30 gennaio 2007 quando Ivano Sacchetti ex braccio destro di Consorte chiama Dino Artese a Intermedia, la nuova merchant bank di Consorte. Ed è proprio quest’ultimo che invita Sacchetti a non utilizzare più il telefonino: Artesi: Senti….volevo dirti…sul cellulari…non lo usare più!—-perché… Sacchetti: Chi io?…Figurati? Artesi: Ehm…no…no…non Sacchetti: Senz’altro far così…. Artesi.: No…no…ma è ….c’è la conferma….non è solo un dubbio Sacchetti: …Non abbiamo mai avuto dei dubbi che fosse così….quindi bene…. Artesi: Va bene….quindi parliamoci sempre possibilmente con i fissi! Sacchetti: Sì. Da altre intercettazioni, le utenze monitorate per un paio di mesi un anno fa, si evince che Consorte intestava i telefonini ad amiche e per l’accusa persino alla figlia della propria domestica. LEGGI ANCHE: Bnl-Unipol tutte le carte dell’inchiesta, con la REPLICA DI CONSORTE - GLI ATTI DEPOSITATI: I verbali degli interrogatori - Nuovi documenti dalle ore 16 [...]
Il 10 Dicembre 2010 alle 23:49 Circolo Luce Del Sud » Relazioni pericolose tra industriali e sindacalisti ha scritto:
[...] solo. “C’è un intreccio anche con le assicurazioni: il siÂstema Unipol, a questo propoÂsito, è molto interessante. EsiÂste tutto un mondo che si autoÂalimenta. Ecco [...]
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