Ciarrapico divide il Pdl e inguaia il Cavaliere

L'editore Giuseppe Ciarrapico, candidato con il Pdl | Ansa
A poche ore dalla presentazione delle liste dei candidati, scoppia nel Pdl il “caso Ciarrapico”. L’editore-imprenditore romano, ex braccio destro di Giulio Andreotti, in un’intervista a La Repubblica afferma di “non aver mai rinnegato il fascismo” ed è subito bufera. Immediata la reazione sdegnata del centrosinistra e della comunità ebraica. Walter Veltroni spera che “si tratti di un’autocandidatura e non di una cosa seria”, mentre Fausto Bertinotti definisce queste frasi “imbarazzanti per chi lo mette in lista, proponendosi di governare il Paese”. Durissimo l’ex deportato di Auschwitz, Piero Terracina che legge in queste parole “la vera anima della destra italiana” e la dimostrazione che “il fascismo non è morto ed è massicciamente presente in una delle maggiori formazioni politiche italiane”. Acido anche Pier Ferdinando Casini: “Tutto ciò conferma che il Pdl si colloca nella destra populista”.
Ma lo scontro coinvolge soprattutto il Popolo delle Libertà. Se Paolo Bonaiuti si dice “stufo di una sinistra che pensa di essere moralmente superiore”, Fiamma Nirenstein, la nota giornalista ebrea anche lei new entry nelle liste Pdl, annuncia di essere “incompatibile con chi si professa ancora fascista”. Anche Alessandro Ruben (candidato berlusconiano, presidente dell’Antidefamation league in Italia) chiede chiarezza. Ma la reazione più nervosa viene dal numero due del partito, Gianfranco Fini che prima rivela di essere estraneo alla scelta di candidarlo, scaricando di fatto ogni responsabilità su Berlusconi, quindi invita l’ex re delle acque minerali a ritirarsi. “Se Ciarrapico è davvero un fascista convinto” osserva nel pomeriggio in un gazebo a Piazza del Popolo “si dovrebbe ritirare dalla competizione elettorale perché fu Mussolini a giudicare le elezioni dei ludi cartacei”.
Pochi minuti dopo giunge la smentita: “Il mio pensiero - spiega “er Ciarra”, com’era chiamato a Roma negli anni ‘80 - è stato forzato. Ho aderito al fascismo da giovane ma ho sempre condannato la perdita della democrazia e le leggi razziali”. Chiarimento accolto con sollievo dallo stesso Fini (”Precisazione molto, molto, molto opportuna. Se l’avesse fatto prima” commenta a caldo “avrebbe risparmiato a tutti le polemiche di queste ore”), ma che non basta alla Lega: “È opportuno che Ciarrapico” esorta Umberto Bossi “faccia un passo indietro se non vuole danneggiare la coalizione”.
Invito però subito respinto al mittente: “Bossi mi chiede di ritirarmi? Si tratta di una sua idea personale, che non trova motivi validi perché io l’accolga”, replica Ciarrapico. Sul caso, sostengono alcune fonti, si sarebbe consumato un conflitto tutto interno al Pdl tra falchi e colombe. Stavolta, però, a vestire i panni del duro sarebbe stato Gianni Letta, il principale sponsor dell’operazione, forte della tesi che grazie a questa candidatura al Senato nel Lazio il Pdl potrebbe togliere molti voti alla Destra di Francesco Storace, consensi preziosi per acquisire l’ambitissimo premio di maggioranza nella regione. Contro questa impostazione chi, invece, fa osservare che un’eccessivo spostamento a destra del partito potrebbe far pagare un prezzo alto tra l’elettorato moderato del resto del Paese, in particolare nel Nord dove l’antifascismo resta un valore spesso irrinunciabile. Secondo alcuni, lo stesso Silvio Berlusconi non avrebbe affatto gradito i giudizi di Ciarrapico e sarebbe stato sul punto di chiedergli di fare un passo indietro.
Aver incluso Ciarrapico nelle liste ha causato polemiche anche all'interno del Pdl specie dopo le sue dichiarazioni di fede fascista.<br />
Ipotesi però sfumata in favore di una soluzione di mediazione, cioè la diffusione di una nota in cui l’imprenditore in prima persona torna a precisare il suo pensiero, mentre conferma di essere, alla scadenza delle 20, regolarmente in lista: “Sono un cittadino fedele della Repubblica italiana e quindi” scrive “della democrazia che la regola. Per quanto riguarda il passato, come giustamente ha detto Gianfranco Fini, è qualcosa che attiene alla memoria storica. Le leggi razziali furono una ignominia purtroppo subita, ancora una volta mi sento onorato del fatto che la mia famiglia abbia protetto negli anni bui del ‘44 una delle più importanti famiglie israelite in Roma: questo è ciò che conta”.
Ed è proprio ciò che conta per dare il via libera definitivo alla sua candidatura, sarà il numero 11 nella lista del Lazio per il Senato della Repubblica.

Il VIDEO servizio:

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Gaffe d’esordio per Ciarrapico, candidato dal Pdl nel Lazio: “Mai rinnegato il fascismo”. Poi la smentita e la conferma del suo nome in lista. Ma nel Pdl è bufera. Secondo voi, avrebbe dovuto fare un passo indietro?

Commenti

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Il 11 Marzo 2008 alle 10:49 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 11 marzo 008

Mano Aperta vs Pugno Chiuso.

Il “bastardo” dilemma di sempre.

Giuro che poi non ne parlerò più. Mi sono stancato di tutti quei “stracciapalle ” che insistono, come tanti “quaquaraquà” con laurea Honoris Causa, a continuare una pantomima che fa schifo, che oramai è diventata peggio della fatidica lotta della guerra tra i Topi e le Rane, passata con il nome “ I Paralipomeni della Batracomiomachia”. Quella era una farsa, al confronto. Mentre questa di oggi, del terzo millennio, è una pura idiozia, ipocrisia, coprofagia, voglia di ricordare il beotismo insegnatoci da Prodi.

“Male fecisti”, vecchia, malandata Repubblica italica dalla tua costituzione, dalla tua nascita, a non intendere che il Komunismo doveva essere trattato “Fuori Legge” come hai fatto con il Fascismo. Il retaggio che stiamo pagando rasenta o supera la più onorata delle onorate repubbliche delle Banane. C’è da vergognarsi, da invocare che un kamikaze, venga a strapparti gli zebedei ( per chi ancora li ha).

E’ inutile girarci attorno. Esisterà sempre un “Colui ” qualsiasi, la cui madre è costantemente incinta.

Ieri è capitata a noi deo Pdl, cittadini moderati, con quel fesso di Ciarrapico, testè postato sulle file del Partito, il quale, da imbranato dell’ultima ora, va a dire a Repubblica il giornale (!) che è un fascista. Ma si può essere più imbecilli di così ? Non sapeva, non aveva ancora imparato che i Komunisti tutti, hanno vissuto e vivono, respirano, prosperano sul Berlusconismo, solo sul Berlusconismo, nient’altro che il Berlusconismo ? Altro che morto ! E per di più ci prendono per le natiche e noi, da super fessi ,cadiamo nella loro trappola.

E’ morto, per queste generazioni, il ricordo di quando un tempo TUTTI, dico TUTTI, erano “fa-scì-sti” durante il Ventennio. Perfino tipi alla Furio Colombo, alla Bobbio, per citarne due dei tanti milioni, lo erano.

Fanno presto i Rossi a dimenticarsi quando di recente “Quella Faccia un po’ Così ” dell’Hero Diliberto, diventato tale l’altro ieri solo per aver rinunciato (quale rinuncia , se nessuno lo vuole più !) a candidarsi in favore di un poverocristo di operaio vissuto a pane e cicoria ( che fra l’altro porta il mio onorato cognome di ben altra estrazione politica ! ), quando andava a Cuba a leccare le terga a Fidel Castro, oppure quando in ottobre, nel revival di Mosca, voleva portarsi a casa perfino la mummia di Lenin.

Che dovevamo fare, noi, Uomini Liberi, linciarlo ? Darlo in pasto al Mostro Leviatano ? Ma andiamo, su. Vergognatevi Rossi blasfemi con la facciata buonista alla Walter. Ci avete rotto il ca…o !.

E noi lì, a parlarne, nei simposi, nelle tv pubbliche e private, per radio, su giornali….. Ma lo sappiamo o no di fare il gioco della Falce e il Martello ?

Chi non l’ha vissuto in diretta quell’Epoca del Ventennio, come accaduto al sottoscritto, senza lode o colpa, si tappi la bocca e reciti un grandissimo “Mea Culpa” pensando al ’68, perdio. Poi taccia per sempre. Capito mi avete ?

Edoardo Argentino.

Padova, 11 marzo 008

Mano Aperta vs Pugno Chiuso.

Il “bastardo” dilemma di sempre.

Giuro che poi non ne parlerò più. Mi sono stancato di tutti quei “stracciapalle ” che insistono, come tanti “quaquaraquà” con laurea Honoris Causa, a continuare una pantomima che fa schifo, che oramai è diventata peggio della fatidica lotta della guerra tra i Topi e le Rane, passata con il nome “ I Paralipomeni della Batracomiomachia”. Quella era una farsa, al confronto. Mentre questa di oggi, del terzo millennio, è una pura idiozia, ipocrisia, coprofagia, voglia di ricordare il beotismo insegnatoci da Prodi.

“Male fecisti”, vecchia, malandata Repubblica italica dalla tua costituzione, dalla tua nascita, a non intendere che il Komunismo doveva essere trattato “Fuori Legge” come hai fatto con il Fascismo. Il retaggio che stiamo pagando rasenta o supera la più onorata delle onorate repubbliche delle Banane. C’è da vergognarsi, da invocare che un kamikaze, venga a strapparti gli zebedei ( per chi ancora li ha).

E’ inutile girarci attorno. Esisterà sempre un “Colui ” qualsiasi, la cui madre è costantemente incinta.

Ieri è capitata a noi deo Pdl, cittadini moderati, con quel fesso di Ciarrapico, testè postato sulle file del Partito, il quale, da imbranato dell’ultima ora, va a dire a Repubblica il giornale (!) che è un fascista. Ma si può essere più imbecilli di così ? Non sapeva, non aveva ancora imparato che i Komunisti tutti, hanno vissuto e vivono, respirano, prosperano sul Berlusconismo, solo sul Berlusconismo, nient’altro che il Berlusconismo ? Altro che morto ! E per di più ci prendono per le natiche e noi, da super fessi ,cadiamo nella loro trappola.

E’ morto, per queste generazioni, il ricordo di quando un tempo TUTTI, dico TUTTI, erano “fa-scì-sti” durante il Ventennio. Perfino tipi alla Furio Colombo, alla Bobbio, per citarne due dei tanti milioni, lo erano.

Fanno presto i Rossi a dimenticarsi quando di recente “Quella Faccia un po’ Così ” dell’Hero Diliberto, diventato tale l’altro ieri solo per aver rinunciato (quale rinuncia , se nessuno lo vuole più !) a candidarsi in favore di un poverocristo di operaio vissuto a pane e cicoria ( che fra l’altro porta il mio onorato cognome di ben altra estrazione politica ! ), quando andava a Cuba a leccare le terga a Fidel Castro, oppure quando in ottobre, nel revival di Mosca, voleva portarsi a casa perfino la mummia di Lenin.

Che dovevamo fare, noi, Uomini Liberi, linciarlo ? Darlo in pasto al Mostro Leviatano ? Ma andiamo, su. Vergognatevi Rossi blasfemi con la facciata buonista alla Walter. Ci avete rotto il ca…o !.

E noi lì, a parlarne, nei simposi, nelle tv pubbliche e private, per radio, su giornali….. Ma lo sappiamo o no di fare il gioco della Falce e il Martello ?

Chi non l’ha vissuto in diretta quell’Epoca del Ventennio, come accaduto al sottoscritto, senza lode o colpa, si tappi la bocca e reciti un grandissimo “Mea Culpa” pensando al ’68, perdio. Poi taccia per sempre. Capito mi avete ?

Edoardo Argentino.

Il 11 Marzo 2008 alle 11:11 pacato ha scritto:

Per gli ipocriti di Sinistra che si sono dichiarati scandalizzati dalle dichiarazioni nostalgiche di Ciarrapico: ma quando però per governare e gestire il Potere urge il voto dei Fascisti anche dichiaratamente non pentiti allora, va bene, gli si dà pure l’incarico di Governo.

Se almeno Veltroni avesse il buon senso di starsi zitto ci farebbe più bella figura! E il PDL  avrebbe il dovere di ricordare l’episodio a questi “finti- memorati” e smascherarli delle loro ipocrisie:

da http://it.wikipedia.org/wiki/R.....isserville: Romano Misserville (Roma, 20 aprile 1934) è un politico e avvocato italiano. Laureato in giurisprudenza nel 1954, avvocato, Misserville ha fatto politica con il Movimento Sociale Italiano, a cui si iscrisse a soli 15 anni. Già sindaco di Filettino, con il MSI venne eletto senatore nel 1987 e confermò il suo seggio anche nel 1992. Tra i fondatori di Alleanza Nazionale, riapprodò a Palazzo Madama nel 1994 e nello stesso anno venne nominato vicepresidente del Senato.
Dopo le elezioni politiche del 1996 ricevette il suo quarto mandato al Senato. Successivamente, nel marzo del 1998, venne espluso da AN in seguito alla sua decisione di fondare il movimento politico Destra di Popolo; accusato d’avere agito con il solo intento di ottenere una quota del finanziamento pubblico destinato ai Partiti, rispose esibendo decine di copie d’assegni: aveva dato tutto in beneficenza ad una moltitudine di ospedali, enti, fondazioni. Decise di aderire all’UDEUR. Sottosegretario del Ministero del Tesoro nel secondo governo D’Alema, si dimise dall’incarico il 30 dicembre del 1999 a causa delle polemiche suscitate da alcune sue dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista al quotidiano la Repubblica, nella quale si definiva di destra ed ex fascista senza pentimenti, accostava la figura di D’Alema a quella di Giorgio Almirante e non nascondeva il proposito di collocare il dipinto ad olio raffigurante Mussolini che custodiva nel suo studio legale nel suo ufficio al ministero.

Il 11 Marzo 2008 alle 11:20 logudoro_g ha scritto:

La sinistra si scandalizza su tutto quello che avviene a destra, loro legittimano i terroristi si danno falsi idoli come i terroristi Il sub comandante comunista Carlos tanto vantato da Bertinotti, lo stesso in lista con Caruso, Pecorao, Diliberto altro grande amico di criminali BR, che li accoglie a braccia aperte questi si che sono idonei

Il 11 Marzo 2008 alle 15:22 Berlusconi: “Ciarrapico? Al Pdl serve. Fini sapeva ed era d’accordo” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A ventiquattr’ore dall’uragano scatenato dalle dichiarazioni di Giuseppe Ciarrapico, il Cavaliere tiene botta e tira dritto. E allora: “Anche Alleanza nazionale sapeva della candidatura di Ciarrapico ed era d’accordo”. Una dichiarazione che suona come una smentita a Gianfranco Fini che ieri aveva detto di non saper nulla della candidatura dell’imprenditore ciociaro. Non solo. Il Cavaliere ci tiene a sottolineare, forse a smorzare i toni, che “Ciarrapico è un signore di un mondo che sprizza la simpatia di un Fabrizi, credete che una sua dichiarazione subito smentita sia così importante? Credo che i problemi seri siano altri”. Di più, il Cavaliere non fa misteri sulla candidatura: “Noi dobbiamo vincere. Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L’editore Ciarrapico” spiega il leader azzurro “ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo, visto che tutti i grandi giornali stanno dall’altra parte”. Messo da parte il caso del “Ciarra”, Berlusconi annuncia poi che giovedì 13, nell’Auditorium della Confindustria all’Eur, saranno presentati i candidati del Pdl alle prossime elezioni politiche. “Sto cominciando a pensare alla squadra di governo”, spiega l’ex premier che però non vuole svelare la rosa di nomi che sta vagliando. “Vedremo che cosa sarà il risultato delle elezioni perché, se come appare dai sondaggi e da ciò che sembrerebbe di buon senso, noi potremo contare su una vasta maggioranza alla Camera e al Senato, procederemo in questa direzione autonomamente”, spiega Berlusconi commentando le parole del presidente della Cei Angelo Bagnasco, che per la prossima legislatura ha auspicato larghe intese per interventi che consentano di migliorare la condizione economica delle famiglie. “L’intervento per dare più potere d’acquisto a ciò che introitano le famiglie - aggiunge il Cavaliere - credo che sia uno dei primi che si debbano fare. Per quanto ci riguarda abbiamo anticipato che ci sarà la detassazione completa degli straordinari e la abrogazione totale dell’Ici”. n Gaffe d’esordio per Ciarrapico, candidato dal Pdl nel Lazio: “Mai rinnegato il fascismo”. Poi la smentita e la conferma del suo nome in lista. Ma nel Pdl è bufera. Secondo voi, avrebbe dovuto fare un passo indietro? [...]

Il 12 Marzo 2008 alle 16:52 Berlusconi: “Il Pdl è antifascista. Ciarrapico? Uno dei tanti” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “E allora ritiriamo fuori i comunisti? Volete che parliamo dei comunisti candidati del Pd?”. Continua la polemica legata alla candidatura di Giuseppe Ciarrapico con il Pdl e a fare chiarezza torna in campo direttamente Silvio Berlusconi. Che risponde alle domande sulla candidatura dell’editore (”fascista mai pentito”). Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che appena martedì aveva detto che Ciarrapico porta in dote “giornali importanti e non ostili”, il candidato premier del Pdl ha risposto: “Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo”. Poi sulle frasi dell’editore ciociaro: “Ha smentito quello che ha detto. Comunque è un indipendente che non conterà niente nella politica del Partito popolare europeo che è anche comunista, antifascista e antitotalitaria. Per favore vogliamo davvero ricominciare a parlare degli scempi e degli orrori del comunismo? E del fatto che stavate sempre con loro?”. La candidatura del “Ciarra” continua comunque a suscitare perplessità tra gli ambienti del centrodestra: “La candidatura è emersa all’ultimo momento tra molte perplessità e nonostante questo è stata inserita nelle liste del Pdl”, ha detto Maurizio Gasparri a Radio Città Futura. “Mi auguro che una serie di affermazioni smentite dallo stesso Ciarrapico non riemergano, perché le elezioni sono una cosa seria e non ci possiamo attardare in polemiche fuori luogo. È necessario che Ciarrapico resti sulla linea delle smentite che ha fatto e quindi dei valori e delle scelte di libertà e di democrazia del Popolo della libertà”. Di parere opposto la Lega Nord. Lo ribadisce Roberto Calderoli a Radio Radicale. “Non c’era nessuna necessità di candidare Ciarrapico, noi non lo avremmo fatto. C’è anzi il rischio che sia un danno”. Ma non solo di Ciarrapico ha parlato il Cavaliere. Ha anche ironizzato sul pullman verde del Partito democratico e ha presentato i 200 “camper della libertà” che da qui al voto raggiungeranno tutti i comuni d’Italia per presentare programma e simbolo del Pdl. “Con il pullman nel Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli italiani…”. Arrivato in piazza del Popolo, Berlusconi è stato accolto dai militanti e dalle note della canzone “Meno male che Silvio c’è”. Una canzone che, osserva il Cavaliere, “è assolutamente dentro il culto della personalità”: “E’ una cosa che non si dovrebbe fare, però è venuta dai giovani, si fa ricordare e penso possa portare un po’ di gioia”. Non solo. In vista delle elezioni di aprile il Cavaliere fa sapere che il Pdl “completerà l’arruolamento dell’esercito dei difensori del voto contro la possibilità di brogli alle prossime elezioni”. “Si tratta di una missione militare di democrazia”, ha puntualizzato Berlusconi. [...]

Il 30 Settembre 2010 alle 20:29 Governo, anche il senato vota la fiducia. Bufera su Ciarrapico - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Ciarrapico, non nuovo a equivoci come quello di due anni fa, quando in un’intervista a Repubblica dichiarò di non aver rinnegato il fascismo. E che oggi ha messo di nuovo in [...]

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