Con chi sta Famiglia Cristiana? L’ultima bordata è per Casini e Cuffaro

L'ex governatore della regione Sicilia Salvatore Cuffaro e il presidende del UDC Pier Ferdinando Casini
“‘Coatti’ al centro, pasticci nel Pd e anarchia dei valori nel Pdl”. E ancora: “Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?”. “Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l’ultima?) sciupata malamente”. L’accusa è netta, le parole sono chiare. Non provengono dai leader della sinistra radicale, non escono nemmeno dalla bocca dei dirigenti isolani del Partito Democratico.
A scriverle è Famiglia Cristiana, che nel numero in edicola non usa mezzi termini per lanciare un atto d’accusa chiaro e tondo: aver candidato l’ex governatore isolano come capolista al Senato della Costituente per il Centro in quota Udc è una scelta che denota “mancanza di coraggio”.
E ora tutti a chiedersi con chi si schiererà il settimanale delle famiglie cattoliche. Che in soli tre numeri ha detto no al “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana”; no alla “anarchia di valori berlusconiana”; no ai “cattolici con il bollino ma senza coraggio”.
L’ultima frecciata il giornale dei Paolini la spedisce all’Unione di Centro di Casini e Pezzotta. Ai quali tira le orecchie, bollando la nuova formazione come un “assemblaggio di due simboli”, e manda a dire che c’è delusione e che, dall’unica forza dichiaratamente cattolica, “ci aspettavamo di più”.

Alle attese (deluse) del giornale, cerca di rispondere Pier Ferdinando Casini. Che non ha fatto una piega, in pubblico: ha incassato con fair play. Probabile che in privato abbia anche masticato amaro perché dopo i ripetuti appelli al voto utile di Walter e del Cavaliere, tutto si sarebbe potuto aspettare tranne che di essere colpito dal fuoco amico. E dopo aver detto che condivide il giudizio dell’editoriale del settimanale paolino, chiede tempo perché: “È ovvio che un processo politico che si realizza in una settimana non può essere perfetto. Siamo consapevoli dei limiti di questo accordo, ma la risposta a Famiglia Cristiana arriverà con la costituente di centro che nascerà (dall’unione di Rosa Bianca e Udc) con le elezioni politiche”.

Dal canto suo, invece, Totò Cuffaro fa spallucce, ricordando che “il settimanale aveva già assunto posizioni precise, a me non favorevoli, durante la campagna elettorale del 2006″ in favore “della signora Borsellino e di una coalizione che si schierava a favore dell’aborto”, nella nuova coalizione di Centro i commenti del settimanale rischiano presto di diventare il detonatore per scelte mai condivise.

Non è un caso che proprio alla Regione Sicilia il movimento di Tabacci presenterà un candidato autonomo. Una decisione che ha già scatenato malumore e dissenso e che, insieme alla defezione di un altro “big” come Gerardo Bianco, potrebbe causare una piccola emorragia di voti (anche l’ex presidente dell’Azione cattolica, Alberto Monticone, ha abbandonato la Rosa) proprio nella roccaforte meridionale del partito di Pierferdy, che nell’isola mira a superare la quota di sbarramento regionale dell’8%. Senza contare che anche alle comunali romane udiccini e “tabaccini” correranno separati perché la candidatura di Luciano Ciocchetti non convince tutti. Ed è questo ora, più che le bordate cattoliche, a preoccupare il candidato premier dell’Udc.

Commenti

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Il 12 Marzo 2008 alle 13:57 asxmur ha scritto:

Penso che Casini stia facendo il netturbino ma la spazzatura non porta voti.Ormai non può pensare che de Mita possa fare qualcosa in campania e lo stesso Cufaro ormai sono dei relitti senza controllo.Famiglia Cristiana fa bene a ricordare a Casini che non basta far finta di andare in chiesa la domenica, ci vogliono fatti concretti per vere i voti dei cattolici.

Il 12 Marzo 2008 alle 14:20 vincenzo.m. ha scritto:

La direzione di “famiglia Cristiana” , ne sono certo, desidera cooptare anche coloro che possono essere in contrapposizione con i valori ai quali essa fa riferimento. Non dobbiamo meravigliarci se anche i “reprobi” possono essere accolti dall’Altissimo. Da ciò dobbiamo trarne una lezione: la chiesa è aperta soprattutto a coloro che non “meritano”, perchè attraverso l’accoglienza possano essere redenti. Con la meditazione, la discussione ed il contrasto “famiglia Cristiana” riuscirà a convincere ed aprendo le braccia a a far convergere verso di sè coloro che apparentemente vorrebbero denigrare i valori con leggi più laiche. A conclusione non dovremmo restare basiti se nelle chiese vi fossero più reprobi che giusti: tutto ha un senso. Vogliono l’aborto, l’eutanasia, la libertà di pensiero?. Presto rinunceranno alle pretese ed umilmente entreranno nel gregge dei reprobi e saranno salvi.

Il 13 Marzo 2008 alle 9:08 Corrado Buccieri ha scritto:

Non leggo Famiglia Cristiana,da molto
tempo,pur essendo cattolico,però se sta
con Casini è meglio che cambi direttore.

Il 24 Giugno 2008 alle 11:44 Famiglia Cristiana all’attacco di Berlusconi: “Ossessionato dai giudici” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Una passione ed un’ossessione. Dopo aver equamente menato colpi a destra e a manca (Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini, i bersagli preferiti), Famiglia Cristiana va all’attacco diretto di Silvio Berlusconi. Tema? La giustizia e il provvedimento “blocca-processi” in discussione alle Camere, nel pacchetto sicurezza. “Il Cavaliere” scrive nell’editoriale il settimanale paolino “ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento”. Il pacchetto sicurezza” per Famiglia Cristiana “è inquinato dal ‘complesso dell’imputato’ (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l’hanno votato a larga maggioranza), assieme all’immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica». Insomma: un comportamento, quello di Berlusconi, che dimostra “un’ossessione personale”. Ma tanto “fumo” e tante polemiche sui temi della giustizia, sostiene il settimanale dei Paolini, destano sospetti. E fanno pensare all’obiettivo di un “polverone sulla giustizia” che “copra la mancanza di misure a favore delle famiglie, soprattutto le più povere”, nella manovra varata la scorsa settimana e “fatta approvare dal superministro Tremonti in soli 9 minuti e 15 secondi”. E allora via con la requisitoria “genere Beppe Grillo”, che già in passato aveva fatto accostare il settimanale alle posizioni del comico genovese: “La gente fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il Governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli, di cui invece il Paese ha tanto bisogno. Dov’è finito il ‘piano per la maternità’ che la Roccella ha promesso nell’intervista a Famiglia Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il ‘bonus bebè’. È comparsa, invece, la ‘carta per gli anziani’, notizia scoppiettante, demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della ‘carta’ saranno al massimo 400 euro all’anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia così la vita dei poveri? Allora” conclude sarcastico Famiglia Cristiana “valgono molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo”. [...]

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