
Per i candidati del Pdl ecco il kit della campagna elettorale: 30 cartelle di spunti per i propri interventi, gadget e magliette. Il plotone dei futuri parlamentari del Popolo della libertà, all’ingresso dell’auditorium della Tecnica, dove il Cavaliere ha organizzato l’incontro di presentazione, riceve un sacchetto in plastica con il simbolo del Pdl. Dentro anche una maglietta bianca con lo slogan della campagna “Rialzati Italia”. Non manca la carta dei valori del partito, le sette missioni per il futuro, diverse spillette, la lista delle 67 nuove tasse volute da Prodi, una bandiera e il sondaggio fornito ieri da Silvio Berlusconi che vede il Pdl avanti al Pd di 9,8 punti percentuali. Poi i suggerimenti. “Andate a parlare con il prete, col farmacista, col medico”. E non manca la battuta. “Io ho ottimi rapporti con i farmacisti e non certo perchè compro da loro il Viagra…”.
Parlare con tutti, andare tra la gente. Questa la missione che il Cavaliere affida agli aspiranti onorevoli: “Dovete fare una campagna elettorale popolare, in mezzo alla gente, anche per far conoscere il simbolo che finora è poco noto”. Fra i consigli ai candidati del Cavaliere, quello di risolvere le questioni legate all’informazione parlando con Andrea Ronchi e Paolo Bonaiuti, portavoci di An e Fi. Il Cavaliere ha suggerito di puntare sulle questioni lasciate aperte dal Governo Prodi ribadendo ancora una volta di non aver stracciato il programma del Pd (”perché lo strappano loro”) e spronando i futuri deputati e senatori a impegnarsi per una campagna elettorale che sappia coinvolgere anche gli indecisi. Chiede a tutti di mobilitarsi per evitare manomissioni del voto.
A preoccupare pero il Cavaliere è lo stato dei conti pubblici: “Un’eredità difficile”, considerando i dati sulla crescita italiana rivisti al ribasso. Crescita dimezzata? “Questo è un problema. Passiamo di preoccupazione in preoccupazione”. E ribadisce che sono pronti 13 provvedimenti per il primo Consiglio dei ministri elencando gli impegni che il Governo intende assumere: dalla detassazione degli straordinari al bonus bebè. Per la pubblica amministrazione, Stanca ha un piano: “La digitalizzazione della Pubblica amministrazione”. Promette “cinquantamila miliardi per le infrastrutture”: somma che se si trattasse di euro, come aveva già detto ieri sera al Tg2, rappresenterebbero una cifra stratosferica. Poi la rassicurazione all’Unione europea: “Diminuiremo il debito pubblico come ci chiede l’Europa, pur in presenza di una situazione difficile”. E sui sondaggi che registrano ancora un alto numero di indecisi, dice: “cercheremo di convincerli con una grande campagna elettorale”.
- Giovedì 13 Marzo 2008
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Commenti
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Il 13 Marzo 2008 alle 18:20 Corrado Buccieri ha scritto:
I migliori venditori,non stanno alla
scrivania….ma vanno porta a porta,
se vogliono ottenere risultati.
Il 13 Marzo 2008 alle 19:31 francoazzurro ha scritto:
Figuriamoci se Berluscini non metteva in campo la campagna porta a porta…
No dimentichiamo che è stato una delle sue attività più riuscite, quando vendeva gli appartamenti di Milano2 sulla carta, senza ancora averli costruiti…
Per la cronaca, il primo alloggio lo vendette alla mamma Rosa (G. Fiori, Garzanti, 1995). Tipica frase che denota il suo amore per l’Italia: “Per difendere questo Paese io sono disposto a dare la metà del patrimonio che ho potuto mettere insieme”.
francesco.pugliarello
Il 13 Marzo 2008 alle 20:33 vincenzo.m. ha scritto:
Il dott. Silvio sig. Berlusconi avtà certamente raccomandato a coloro che intende inviare tra la gente che per correttamente operare dovrebbero iscriversi quali agenti e conseguire la partita i.v.a. Se desiderano ottenere la posizione di onorevole “vendendo”, attraverso la dialettica tipica del venditore professionista, idee che convincano la gente al voto è necessario porsi in regola. A prima vista non sfugge che nell’azione consigliata compaioni i termini “guadagno” e “vendita” si ritiene pertanto inoltre necessario iscriversi in apposito albo. Vi si intravvedono precisi dettami finalizzati ad interventi reali nel mercato quali gadget e magliette sì da configurare la detraibilità dei costi sostenuti. Poichè il voto rappresenta un mezzo per accedere ai ricavi conferiti dal raggiungimento del titolo di “onorevole” si ritiene onorevole l’iscrizione di cui sopra e l’apertura di registri contabili. Sono assolutamente certo che il quesito sottoposto avrà rimarchevoli conseguenze. Le annotazioni sopraccitate sono solo disquisizioni sulla campagna “porta a porta”.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
Il 14 Marzo 2008 alle 11:14 asxmur ha scritto:
L’importante che non offenda il popolo che non vota Berlusconi e accetti la sconfitta senza fare come ha fatto con Prodi; per il resto vinca il migliore.
Il 25 Marzo 2008 alle 13:22 Si chiama “Missione possibile” il kit elettorale del Pd contro gli indecisi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Quattordici anni fa, l’esordio firmato Silvio Berlusconi. Da allora, il “kit del candidato” non ha mai abbandonato nessuna campagna elettorale del Cavaliere, suscitando prima l’ilarità poi la sufficienza di tutti i leader del centrosinistra. E neppure quest’anno il Pdl ha voluto tradire le attese: oltre a spillette e bandierine, il corredo elettorale presentato da Silvio Berlusconi agli aspiranti deputati prevede, tra l’altro, cd audio e video, ma soprattutto gli “spunti per gli interventi” e l’inno “Meno male che Silvio c’è” in versione gospel (qui il video). [...]
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