
Per il gip Giulia Romanazzi, Filippo Pappalardi, il padre dei fratellini di Gravina, mente e continua a mentire. Per questo ha deciso di tenerlo agli arresti domiciliari: “Ha omesso di riferire un elemento fondamentale: che l’ultimo ad avere visto i bambini quella sera è stato proprio lui” dichiara in un’intervista pubblicata da Panorama in edicola da domani. E avanza un’ipotesi: “Se avesse riferito quella circostanza, sarebbe stato costretto a svelare quanto successo dopo, e dunque il motivo dell’allontanamento dei bambini dalla sua auto. Avrebbe dovuto rivelare tratti aggressivi della sua personalità, con il rischio di sconfessare la tanto ostentata tesi dell’adeguatezza del proprio ruolo genitoriale”.
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- Giovedì 13 Marzo 2008
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Commenti
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Il 13 Marzo 2008 alle 18:02 winfrank ha scritto:
Ci sono molti elementi che consentono al GIP di mantenere agli arresti domiciliari il padre dei due fratellini. Certamente non ha voluto svelare circostanze che avrebbero fatto trovare i fratellini in modo molto più rapido. Esprimo la mia delusione per la raccapricciante scena dell’applauso da parte degli abitanti di GRAVINA per la liberazione del Pappalardi.
Il 13 Marzo 2008 alle 20:03 nicoladiguida ha scritto:
In generale, siamo sicuri che la pena detentiva in un istituto di reclusione sia davvero una soluzione dignitosa per la persona umana?
http://digilander.libero.it/ni.....index.html
Il 13 Marzo 2008 alle 21:19 giovanni.agretti ha scritto:
C’è ancora un ministro della Giustizia in carica. Che dice: “AGI) - Roma, 12 mar. - Sul caso di Gravina “si parla troppo, anche i magistrati parlano troppo: vorrei ricordare che e’ un illecito disciplinare parlare dei propri procedimenti”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, interpellato dai cronisti a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense. “Credo che alcuni magistrati non abbiano letto il decreto legislativo che e’ gia’ in vigore - ha aggiunto il guardasigilli - altrimenti smetterebbero di parlare. L’opinione pubblica ne esce confusa”.
Questa magistrata invece parla, parla, parla…
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