“Quei faldoni riservati sul caso Moro sono una novità . Una grande novità , che ci ha colti di sorpresa. Ora il governo deve togliere il segreto. E subito. Se a suo tempo avessimo potuto vedere quelle carte, probabilmente l’esito delle nostre inchieste sarebbe stato diverso”. Lo afferma a proposito del caso Moro il giudice Rosario Priore, il magistrato che più di ogni altro ha indagato sul principale delitto politico italiano in un’intervista a Panorama, pubblicata sul numero in edicola da venerdì 14 marzo.
Priore dice a Panorama: Sul caso Moro “non sappiamo tutto. La verità accertata sul piano giudiziario non è assolutamente esaustiva, perché esistono ancora delle zone d’ombra. Manca ancora quel salto di qualità che ci faccia comprendere gli eventi, spostandone l’interpretazione dal piano poliziesco-giudiziario a quello storico-politico. È quel salto che ci consentirebbe di capire chi volle il sequestro Moro, a chi doveva servire e per quali quali finalità ”.
Moro, dice Priore “fu ucciso perché era l’obiettivo di un folle disegno rivoluzionario. E poi per gli interessi più disparati, che si sono sovrapposti all’azione, di chi tentava di trarne un vantaggio. Era un’occasione ghiotta, specialmente per chi operava a danno di un paese debole, di una democrazia non solida com’era la nostra negli anni Settanta”. Si trattava di forze “interne ed esterne. Ognuna con proprie finalità : per spostare l’asse della politica a destra o a sinistra, o per rafforzare tendenze verso determinate aree di influenza”.
- Giovedì 13 Marzo 2008
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Commenti
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Il 13 Marzo 2008 alle 17:25 Corrado Buccieri ha scritto:
Tanto anche se escono verità scottanti
la DC non c’è più.
Il 14 Marzo 2008 alle 0:52 aldo1110 ha scritto:
La Dc nonc’e’ piu’,e’ vero,ma la seduta spiritistica con Romano Prodi e almeno altri cinque partecipanti c’e’ stata, cela ricordiamo tutti,Via Gradoli e’ sempre li’.Incominciamo quindi da li. Adiamo a grattare il fondo del barile o meglio,sfondiamolo il barile.Giusto per incominciare
Il 15 Marzo 2008 alle 10:20 apuleio ha scritto:
Non capisco perché si continui ad accusare Prodi a proposito della famosa seduta spiritica: se lui avesse delle responsabilità gravi mi spiegate per quale ragione si sarebbe attivato comunicando il nome di Gradoli ? Chi ha ordinato, piuttosto, alle forze di polizia di fare perquisizioni nel paese Gradoli e non in via Gradoli a Roma ? Chi ha sostenuto che a Roma non esistesse una via di nome Gradoli?
Il 15 Marzo 2008 alle 14:40 aldo1110 ha scritto:
Quindi, per rispondere ad “apuleio”, quella seduta convocata da Prodi con la presenza di altre cinque persone, era una innocua riunione di amici per giocare con gli spiriti. Non rimane che la “logica “spiegazione che il nome Gradoli o via Gradoli, sia venuto dalle tazzine ballanti o… dallo spirito buono!
Il 16 Marzo 2008 alle 11:51 apuleio ha scritto:
Ho l’impressione, sig. Aldo, che lei non abbia afferrato il senso del mio commento: da dove deduce che io creda al’” innocua riunione di amici per giocare con gli spiriti”? Quello che ho voluto dire è molto semplice: è chiaro che qualcuno abbia volutamente “dato una mano agli spiriti” e che Prodi abbia comunicato il nome “Gradoli ” a chi doveva poi attivare le forze di polizia per eseguire le perquisizioni. Sono queste ultime, che non competevano certo a Prodi ma a Cossiga e ai suoi collaboratori che risultarono essere iscritti alla P2, che non furono effettuate a via Gradoli a Roma ma nel paese di Gradoli! Il ministro dell’interno di allora ancora oggi, impunemente, vomita veleno perfino sui familiari di Moro, come si legge dalle varie interviste che spesso rilascia. E’ questa la vera vergogna!
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