
In difesa sulle pensioni, in attacco sui brogli. Doppio ruolo per Silvio Berlusconi. Ieri, da Cernobbio, aveva fatto intendere di voler rivedere lo scalone, ritoccandolo all’insù. Meno di ventiquattro ore ed è arrivata la scontata levata di scudi dei sindacati. Poco dopo il Cavaliere frena. “So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all’altro, tanto meno - assicura - senza una consultazione sociale. Come al solito, la sinistra si esercita nell’alterazione di mie dichiarazioni”. Vecchio vizio “stalinista”.
Sulle elezioni e il rischio brogli, l’ex premier invece rispolvera un vecchia convinzione, ma con molta determinazione. Da Piazza Duomo, dove si trovava per un comizio, ha lanciato l’allarme: “C’è un problema grandissimo e per evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della liberta”‘.
È l’una e mezza della domenica delle palme, l’ora dell’aperitivo prima del pranzo, e così la piazza è piena a metà ma i comaschi che sono venuti per il presidente lo acclamano, lo incitano a più riprese, ripetono le parole d’ordine che li convincono di più. Ma è anche il week-end dei gazebo per la famiglia e l’ex premier non vuole che l’attualità rubi la scena: incalzato, sulle prime non replica sulle pensioni. Il commento arriverà dopo, con una nota. Non parla di Alitalia (”lasciamo stare, non è il momento”), glissa anche sul capitolo Tibet e Olimpiadi.
Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a testa bassa la sinistra. Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al Nord: la sicurezza (”ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi”, è la constatazione); i ritardi sulle infrastrutture e l’energia; i rifiuti. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la “dote” del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: “Un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi” pronostica “quella spazzatura sarà tutta mia”. Ergo, spiega, una soluzione va trovata.
Poi, le tasse. Berlusconi avrà anche inaugurato la stagione del realismo ma a farsi scippare la lotta per abbattere il peso del fisco non ci sta. E così promette di tagliare la pressione fiscale, laddove è possibile; ricorda che introdurrà il quoziente familiare, una vera e propria rivoluzione; e non dimentica la casa. “Ogni padre di famiglia ha a cuore di lasciarne una ai propri figli”. Via l’Ici, quindi, ok ai buoni affitti e a un piano per l’edilizia. E se qui la sinistra copia, pazienza perché “quando vengono copiate le cose buone sono felice”, dice tra il bonario e il sarcastico. Tanto poi al governo ci va lui e non certo Veltroni, è il ragionamento sottostante.
Ecco allora l’immancabile stoccatina all’avversario di questa campagna elettorale: “Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche io”. Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare. “Vi garantisco che supereremo le difficoltà”, afferma cercando di mostrare un volto meno pessimista. Sì, perché io ormai “sono un vecchietto”, si lascia andare. Ma non poi così tanto, si corregge a scanso di equivoci: “Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto: ‘Ormai abbiamo un’età. Ma io gli ho risposto: ‘Parla per tè”.
Musica per le orecchie della platea di Como: “Ecco Bravo, resta con noi”, gli replicano i suoi fan.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 17 Marzo 2008 alle 14:44 vincenzo.m. ha scritto:
“Prodi ha disequilibrato i conti tanto che una volta vinte le elezioni ci toccherà mettere mano ancora alle pensioni ripristinando la Maroni, con tanto di scalone, e magari non basta neanche e si dovrà fare altro”.
E’ pensabile che la sopraccitata frase possa essere interpretata diversamente?.
“Questa mattina….”Ormai abbiamo un’età. Ma io gli ho risposto: ‘Parla per tè”. Non andava interrotto il vecchietto che voleva umilmente dire: “ormai abbiamo una età che è bene che il nostro tempo venga dedicato alla saggezza.
Non vanno mai interrotti i vecchietti quando profferiscono parola.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
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