
Lo aveva chiesto lui stesso, lo ha ottenuto. Friedrich Vernarelli passa dagli arresti domiciliari al carcere.
A deciderlo il Gip Luisanna Figliolia accogliendo le richieste della Procura di Roma. Omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato d’ebbrezza, le accuse di cui dovrà rispondere il giovane romano che la notte tra il 17 e il 18 marzo scorso ha investito e ucciso sul colpo due ragazza irlandesi. Secondo quanto si è appreso da fonti della Procura di Roma l’indagato avrebbe ammesso le sue responsabilità e il papà Roberto ha commentato la notizia affermando che “il carcere era quello che Friederich aveva chiesto e che noi volevamo”.
“Dalla certificazione del pronto soccorso” si legge nella custodia cautelare del Gip “risulta come Vernarelli fosse totalmente cosciente. Il sanitario ha altresì verificato come Vernarelli presentasse pupille miotiche, circostanza questa che sia pur ipoteticamente potrebbe far supporre l’assunzione pregressa di sostanze stupefacenti”. Secondo il gip “appare inverosimile che Vernarelli, uomo di circa 33 anni a suo dire giornalista e quindi di buona cultura, non sapesse circa l’inidoneità delle analisi del sangue a fornire dati utili per l’accertamento di una pregressa assunzione di sostanza stupefacente”.
Nell’ordinanza si legge che al ragazzo fu sospesa la patente “per infrazioni del codice della strada” il 20 aprile 2005. “In ordine a tale circostanza non riferita dall’indagato ma allo stesso contestata in data odierna - è detto nel provvedimento - Vernarelli non ha saputo riferire alcunché di preciso dichiarando che probabilmente si trattava di una infrazione al codice della strada per eccesso di velocità”.
Sulla custodia cautelare l’avvocato Giovanni Marcellitti, legale di Vernarelli, ha detto di dissentire ed ha aggiunto che è “pronto a rimettere il mandato nel caso in cui mi dovesse essere impedito di adempiere fedelmente ai miei doveri deontologici”. Secondo l’avvocato “non esistono le esigenze cautelari previste dalla legge: pericolo di fuga. Vernarelli ha un domicilio stabile in Roma, una famiglia, una attività lavorativa; pericolo di inquinamento delle prove: l’autovettura è sequestrata, gli accertamenti tecnici e i rilievi necessari sono già stati effettuati, era già prevista una limitazione della libertà personale; pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie: l’autovettura è sequestrata, la patente è sospesa, anche in stato di arresti domiciliari è previsto un rigido controllo nonché una ferrea limitazione della libertà personale”.
Il VIDEO servizio:
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