Seggi e rimborsi. E i nanetti vincono anche se perdono

I banchi vuoti nell'aula di Montecitorio | Ansa

di Stefano Brusadelli

Vince anche chi perde. Mentre il sistema politico si avvia alla semplificazione con la nascita di Pd e Pdl, la sopravvivenza della legge del 1999 sul finanziamento dei partiti, che ammette alla suddivisione dei rimborsi chiunque superi l’1 per cento dei voti alla Camera e al Senato, produce l’effetto paradossale di spingere alla corsa anche chi non ha nessuna probabilità di eleggere parlamentari. Ma che farà comunque un buon affare, incassando denari utili a tenere in piedi la baracca e a distribuire un po’ di stipendi, anche in vista di altri appuntamenti senza soglia di sbarramento come le elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee (previste l’anno prossimo).

Considerato che la torta complessiva vale circa 225 milioni a legislatura per la Camera e 205 per il Senato, l’1 per cento vale 2,2 milioni a Montecitorio e due nell’altro ramo. Se si prende come base il sondaggio Demoskopea condotto il 19 marzo per SkyTg24, si desume che La Destra di Francesco Storace con il 2,5 per cento riceverebbe oltre 10 milioni, come l’Idv di Antonio Di Pietro (che però, essendo coalizzata con il Pd, eleggerebbe anche deputati). Mentre al Psi di Enrico Boselli e al Mpa di Raffaele Lombardo, accreditati dello 0,5 per cento, basterebbe un altro mezzo punto per incassare più di 4 milioni.

Niente male, per partecipazioni votate all’insuccesso.

Commenti

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Il 21 Marzo 2008 alle 13:50 vincenzo.m. ha scritto:

LA SPARTIZIONE.
Nessuno dei personaggi oggi presenti nei partiti può essere definito uno sprovveduto. Tutti gli accordi che si sono sviluppati nel far sì che vi sia convergenza dei simboli precedenti verso nuove icone, alla base, hanno forti valori morali ed altrettanto accattivanti pretesti ideologici che, in realtà, occultano anche interessi monetari. Affinchè la realtà, attraverso l’analisi critica dei differenti piani di verità, possa emergere nel suo più alto grado di elevazione e di purezza ideologico-partitica viene a tutti concessa l’opportunità di scrutare i nuovi nomi che appaiono sulla scena politica. Pur valorizzando le qualità indiscutibili, espresse nelle loro attuali professioni, di queste “novità” qualcuno difficilmente estrarrebbe elementi non dissonanti verso le cariche che dovrebbero occupare e le relative funzioni. In Italia, concordo con sua eccellenza l’onorabilissimo dott. Giorgio sig. Napolitano per quanto riferibile alla valutazione dell’attuale “composizione” parlamentare, nessuno concorrerebbe alle elezioni se dovendo investire qualche euro dovesse poi non averne di ritorno.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

Il 21 Marzo 2008 alle 15:50 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Di certo, gli sprovveduti siamo noi che permettiamo alla classe politica tutto. Ci lamentiamo è vero, ma successivamente accogliamo quanto non in sintonia con i concetti espressi, e loro ben consapevoli si trastullano con la sopportazione patita. Non è credibile e mai lo è stato, che il loro rimbeccarsi è la logica dei loro vantaggi.

Il 21 Marzo 2008 alle 17:46 vincenzo.m. ha scritto:

LA POTENZA DELL’I.C.I.
( ovvero furtivo discorso udito al bar )
Il popolo italiano tutto, a qualunque ideologia politica ed aderente ad un qualsiasi partito appartenga, non è sprovveduto ma semplicemente onesto e semplice. Se, per un attimo e si badi per un attimo, pensassimo che la classe politica italiana fosse corrotta o poco incline agli interessi nazionali potrebbe esprimere ciò che è unicamente se il tessuto sociale lo consentisse; gli italiano sono per la stragrande maggioranza legati a valori che li impegnano nella quotidianità: la casa, la famiglia, gli amici, le discussioni su argomenti di vario tipo che si sviluppano in un ambito non certo rivoluzionario. Avendo gli italiani ambizione verso la proprietà della casa e radici ben radicate nei luoghi dove esprimono la propria socialità non ricevono stimoli propulsivi verso forme di diniego nel subire le notizie, se vere, della cattiva gestione della “cosa pubblica”. Perché una rivoluzione possa concretizzarsi è necessario un rivoluzionario ma, purtroppo per una necesità intellettuale di estremo valore, dovrà essere accompagnato da un avvocato. Il tessuto sociale italiano è destinato a non produrre “sprovveduti” sino a quando la casa, bene considerato in primis, potrà restare acquisita e ragionevolmente mantenuta sì da relegare il popolo ad una relativa tranquillità. Tranquillità che la classe politica donerà al popolo prima riducendo eppoi togliendo l’I.C.I.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

Il 22 Marzo 2008 alle 10:03 asxmur ha scritto:

Basterebbe portare a 4% NAZIONALE il minimo dei voti per avere i soldi e tutto d’incanto tornerebbe nella normalita.Vedere quello che si definisce segretario DC che avrà massimo 500000 voti fa veramente pena. Sinceramente faccio fatica a comprendere quegli italiani che votano questi partiti insignificanti,messi lì solo per avere un milione€ .Ora qundo si parla di legge elettorale nessuno dei signori candidati parla di questo furto ai danni dei cittadini onesti e creduloni.

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