L’ultima promessa di Veltroni: su le pensioni per tutti. Da luglio

Il leader dei Democratici, Walter Veltroni, durante la conferenza stampa | Ansa
I sondaggi lo danno ancora sotto e, proprio per questa ragione, Veltroni tira fuori dal cilindro una nuova promessa per i suoi elettori (e per gli indecisi): l’aumento delle pensioni. Il Partito Democratico “proporrà un intervento immediato sul fronte delle pensioni” afferma Walter Veltroni. “L’intervento” spiega l’ex sindaco “riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25 mila euro l’anno e un incremento fra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni tra 25 mila e 55 mila euro l’anno”.

Ma quanto costeranno questi ritocchi a beneficio dei pensionati? Il costo complessivo degli interventi è di circa 2,5 miliardi l’anno. Questo, secondo quanto si legge in un documento presentato nel corso di una conferenza stampa, vuol dire che a regime la pressione fiscale si riduce di quasi 0,2 punti percentuali di Pil. Il pacchetto pensioni punta a innalzare le detrazioni previste per i redditi da pensione in funzione dell’età anagrafica, in modo da incrementare maggiormente per ogni dato livello di pensione, le pensioni più vecchie, ossia le pensioni più distanti dalla data del pensionamento e quindi maggiormente erose dalla perdita di potere d’acquisto.

A stretto giro, risponde all’ex sindaco, Silvio Berlusconi in persona. “Introdurre un adeguamento delle pensioni, a cominciare dalle più basse, al caro vita”: è la ricetta del Pdl. A spiegarla è lo stesso Cavaliere intervistato da Studio Aperto su Italia Uno, rivendicando che “il nostro governo è stato l’unico ad aumentare davvero le pensioni minime, portando le pensioni di 1.850.000 pensionati a 535 euro al mese per 13 mensilità. Adesso queste pensioni dovrebbero essere intono ai 560 euro al mese. Il problema è fondamentalmente uno: le pensioni non sono adeguate all’aumento del costo della vita. Un adeguamento ai prezzi significa fare giustizia” osserva il Cavaliere “perché i prezzi sono aumentati nell’ultimo anno del 4% in media e del 12 e 14% per i beni di prima necessità come pane e pasta mentre le pensioni dell’1,6%. Il partito dei pensionati sta con noi - conclude Berlusconi - e i pensionati ci daranno il loro voto per ciò che abbiamo fatto e che faremo”.
Il progetto veltroniano però deve fare i conti con l’impietosa relazione messa in campo dalla Associazione Artigiani e Piccole Imprese Cgia di Mestre, che ha analizzato la spesa pensionistica e i relativi contributi versati dai lavoratori all’Inps per ciascuna Regione nel 2005. Secondo lo studio Cgia, in Italia solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo, vale a dire che la quota di contributi versati dai lavoratori è superiore alle prestazioni pensionistiche erogate. Male la Liguria e tutte le Regioni del Sud, con il record di Benevento dove ci sono più pensioni che occupati.
E ancora: dell’intera spesa pensionistica nazionale, solo il 77,5% è “coperta” dai contributi versati dai lavoratori (siano essi dipendenti o autonomi). Infatti, a fronte degli oltre 238 miliardi di euro di spesa, il gettito contributivo è pari a 184,6 miliardi. In pratica il deficit, nel 2005, è stato di quasi 53,5 miliardi di euro.
Nella classifica nazionale, se solo la Lombardia ha un saldo previdenziale positivo (+ 35,8 milioni di euro pari ad un tasso di copertura del 100,1%), il Lazio (96,9%) e il Veneto (94,6%) seguono e occupano gli altri due posti. Subito dietro il Trentino Alto-Adige (93,1%) e l’Emilia Romagna (80,9%). Drammatica la situazione nel Mezzogiorno: esclusa la Liguria (penultimo posto con una copertura del 52,6%) gli ultimi posti in classifica sono ad appannaggio delle regioni meridionali. Terzultimo posto di Puglia e Sicilia (entrambe con una copertura del 54,9%) e, fanalino di coda, la Calabria (51,1%).

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Commenti

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Il 25 Marzo 2008 alle 15:01 ppx ha scritto:

Ha tanto bisogno di voti che fa promesse e dice cose alle quali neppure lui ci crede, ..comunque sempre tardi.

Il 25 Marzo 2008 alle 15:19 salvi64 ha scritto:

Il sistema pensionistico E’ GIA’ INGESTIBILE economicamente come testimonia il fatto che anche nelle regioni del nord non vi sia copertura totale. Di questa cosa la veltronessa e i suoi accoliti ed AVVERSARI ne sono al corente da lustri, ma fanno orecchi da mercante perchè gli conviene. Lo Stato riuscirà a mettere in atto una seria copertura delle prestazioni previdenziali ed assistenziali solo se attuerà un vero controllo sulla evasione contributiva ed accetterà di FARE GESTIRE progressivamente CON METODI DI MERCATO il monte contributi e le pensioni in essere. Ciò comporta una perdita di potere delle classi politiche che da dispensatrici di prebende e pensioni diventeranno meri controllori, ed è chiaro che ciò non è ben visto dai politici (oltre alle imprese di stato si trovano anche a privatizzare l’inps, orrore per un comunista dello stampo del leader del PD peggio poi per il suo presidente. L’alternativa a tutto ciò è quello che sta succedendo adesso, promesse e parole, parole e promesse, tanto poi dopo le elezioni chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato scurdammece u passatu…. MA IO NON SONO BABBO NATALE.

Il 25 Marzo 2008 alle 17:39 iago ha scritto:

Tagliate le pensioni sopra i 5000 euro e alzate le minime alla metà delle massime e abbiamo risolto il problema.Le pensioni insostenibili sono quelle sopra i 5000 euro che sono tantissime dati del 2005 dicevano che erano circa 45.000.pensate quanti operai devono lavorare per pagare questi privilegi.Poi ci sono pensioni indecenti come quella di Geronzi,di Ciampi,di Andreotti ecc……..è veramente uno schifo!!!!

Il 25 Marzo 2008 alle 21:36 astro ha scritto:

Un politico che aspira alla credibilità,al nuovo, ala politica diversa, seria ecc,ecc,, perchè cade nella trappola della incoerenza? Potrebbe rispondere a questa semplice domanda di un cittadino elettore a cui è arrivata una lettera con l’invito a votare Veltroni? Non credo: prima perchè è troppo impegnato a convincere gli elettori, e secondo perchè non saprebbe come giusificarsi. Memoria gente, memoria. Astro.

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