Incognita Senato, battaglia per i seggi e guerra di sondaggi

Walter Veltroni candidato premier del Pd | Ansa
Sfida sui sondaggi tra Pd e Pdl a soli due giorni dalla data oltre la quale, per legge, non potranno più essere pubblicate indagini sulle intenzioni di voto degli italiani il 13 e 14 aprile.

Walter Veltroni, che da tempo predica la parabola della “più grande rimonta della storia”, a metà giornata anticipa: “I sondaggi confermano che il divario tra Pd e Pdl si accorcia”. Poco dopo arriva il supporto tecnico alla sua tesi: una ricerca Ipr per Repubblica.it che parla, nella migliore delle ipotesi, di un vantaggio di 5 seggi a Palazzo Madama per la Pdl rispetto a tutta l’opposizione (quindi Pd, Sinistra Arcobaleno e Udc). “C’è un sondaggio” esulta infatti il leader del Pd ” che dice che se a loro va di lusso avranno una maggioranza di tre o quattro seggi”. E da tutti i democratici, da Dario Franceschini a Nicola Latorre, arriva il coro del “Si può fare” al Senato.

E Berlusconi è costretto a reagire. Veltroni, è la tesi del Cavaliere, sui sondaggi mente e il testa a testa a Palazzo Madama è “esattamente il contrario della verità”, insomma “come nella vecchia ricetta stalinista Veltroni dice tre bugie ogni due righe”. E in ogni caso “al Senato siamo avanti di più di trenta senatori”. Anche nel resto del centrodestra non si crede al pareggio. “Non ci sarà nessun pareggio” assicura il leghista Roberto Maroni “ma una vittoria netta del Pdl a Camera e Senato”. Ma se per il Carroccio il rischio non c’è, il leader della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, intravede un “rischio caos” alla Camera Alta. Intanto, i “piccoli”, che potrebbero pesare molto nella partita di Palazzo Madama se ottenessero un buon risultato (”al Senato saremo determinanti”, avverte Casini) sono alla caccia di voti per abbattere il ‘murò dell’8%, soglia regionale per alcuni piuttosto proibitiva.

Secondo il sondaggio Ipr per il Senato, la Sinistra Arcobaleno dovrebbe farcela in una decina di regioni, eleggendo 18 senatori. La partita dovrebbe essere semplice almeno nelle regioni rosse, dove il voto alla Sinistra Arcobaleno è in qualche modo “utile” anche al Pd perchè porta via seggi al Pdl. Di qui i sospetti da parte di qualcuno nel centrodestra di un accordo “sottobanco” in questo senso. È l’allarme che lancia, ad esempio, Altero Matteoli, testa di lista del Pdl a Palazzo Madama in Toscana in base alle dichiarazioni di due esponenti democratici, Mauro Zani e Gianfranco Pasquino. “Una combine” attacca il senatore “votando Pd alla Camera e Sinistra Arcobaleno al Senato nelle regioni rosse è tesa a determinare lo stallo e una situazione di incertezza che non serve certamente al futuro del Paese. Veltroni smentisca”.
Silvio Berlusconi, leader e candidato premier del Pdl, durante un comizio elettorale | Ansa
Ma tant’è, i calcoli si fanno e l’Udc, ad esempio, sta con il pallottoliere in mano per il Lazio, una regione dove i centristi potrebbero mancare di un soffio l’8%. “Quella del Lazio” sprona i suoi elettori Casini “è la madre di tutte le battaglie, dobbiamo recuperare un solo punto. Per questo vi chiedo uno sforzo straordinario”. Nel caso, però, la soglia non dovesse essere superata, i voti all’Udc andrebbero dispersi. Per questo dal Pdl si invita ancora una volta a votare i partiti grandi. Lo fa, ad esempio, l’azzurro Lucio Malan: “Chi darà retta al sondaggio Ipr rischierà di pentirsene non appena scoprirà di avere disperso il voto due volte: una perché non avrà contribuito a determinare il vincitore delle elezioni, un’altra perché non avrà neppure contribuito a eleggere un senatore”.

C’è poi chi spera nell’exploit come la Destra di Daniela Santanchè che, al momento, nei sondaggi, non supera l’8% regionale. Ma la deputata fa sapere che lei e Storace contano di farcela nel Lazio e, forse, in altre quattro regioni (Calabria, Campania, Abruzzo e Liguria) portando alla Camera Alta un drappello di 5-8 eletti. Senatori che poi spiega la deputata aiuteranno il Pdl. “La fiducia a un governo Berlusconi” dice la Santanchè “la voterei anche se non ci presentiamo insieme al voto”. Una buona notizia per Berlusconi i cui sonni, comunque, al momento non sembrerebbero turbati dall’incubo “pareggio”.

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