
di Paola Sacchi
“Veltroni? È quello che va al bar e offre da bere per tutti. Ma pagate voi, eh”. Umberto Bossi, con accanto la battagliera Rosi Mauro, leader del Sinpa, il sindacato padano, lo ripete più volte martedì 25 marzo dal palco del Teatro della gioventù di Genova, gremito di leghisti che lo acclamano. E che si sbellicano dalle risate alle battute del capo, tornato a fare il mattatore. Ma il Senatùr, che in questa intervista a Panorama annuncia il suo ritorno a Roma da ministro delle Riforme se il centrodestra vincerà , sa bene che la battaglia per il federalismo non sarà una passeggiata. Per impedire che finisca “buca”, come accadde nel 2006 con la devoluzione, Bossi ritiene che sia necessario “trattare con il centrosinistra” e con il suo leader Walter Veltroni per tentare una riforma bipartisan.
Allora se il Pdl e la Lega vinceranno tornerà a Roma a fare il ministro delle Riforme…
Così mi chiedono.
Lei accetta?
Sì. Bisogna fare il federalismo, la Lega è nata per questo.
L’altra volta però, quando eravate al governo, le cose non andarono bene e la devoluzione fu bocciata al referendum.
Andò buca. La sinistra orchestrò una campagna di mistificazione dicendo che quella era la secessione. Non c’entrava niente. Non era vero.
E pensare che dentro la stessa Lega quella riforma veniva ritenuta un po’ troppo all’acqua di rose.
Sì. E poi la stessa sinistra si è pentita perché si è ricordata che bisognava diminuire il numero dei parlamentari, fare un solo Parlamento, abolendo il bicameralismo perfetto. Quelle cose erano già state approvate nella mia devoluzione. Alla fine in alcune cose anche loro si sono ravveduti.
Forse non volevano che Bossi e la Lega si intestassero la riforma?
Esatto. Andò così.
Se lei sarà ministro, come cercherà di evitare che la storia si ripeta?
Bisognerà trattare un po’ con loro.
Che cosa significa? Arrivare a una riforma bipartisan?
Voglio sentire quello che chiedono loro, per vedere se è possibile trovare una mediazione.
Cercherà anche sponde in governatori di centrosinistra come Riccardo Illy, sensibile al federalismo?
Sì, certo. Ma noi, intanto, alla Regione Lombardia il federalismo lo abbiamo già approvato.
L’interlocutore del centrosinistra più credibile per lei sarà il segretario del Pd Veltroni o Massimo D’Alema, con il quale ha sempre avuto un buon rapporto?
Veltroni ormai è il capo. È lui che ha i numeri, che ha la forza. Queste elezioni lo consacrano come il capo legittimo del centrosinistra.
Ma se Veltroni dovesse perdere con una percentuale più bassa del 35 per cento?
Allora il capo non sarebbe più lui, ce ne sarebbero altri. Comunque, io conosco solo uno che a sinistra mi è simpatico.
Chi è?
Fausto Bertinotti. Perché è l’unico che ha conosciuto qualche operaio vero nella sua vita. Tutti gli altri non ne hanno conosciuto nessuno.
Come giudica il fatto che Veltroni abbia messo in lista un operaio della Thyssen e un padrone, per dirla alla Bertinotti, come Massimo Calearo?
Non so. So, invece, che io da europarlamentare ho votato una proposta di sostegno agli operai della Thyssen. Prima non ne parlava nessuno, poi dopo il voto del Parlamento europeo hanno cominciato tutti la rincorsa.
Calearo dopo avere rincorso lei nella protesta fiscale si è candidato con il Pd. Pensa che porterà voti del Nord a Veltroni?
Be’, gli auguro di sì, poveraccio.
Sul federalismo fiscale Roberto Maroni ha proposto che il Nord trattenga il 90 per cento delle sue tasse. Sarà così?
Lo vedrò quando scriverò la proposta.
Il Sud continua a essere una grave emergenza. Cosa risponde a chi dice, a cominciare dal capo dello Stato, che il Nord non può vincere senza la soluzione della questione meridionale?
Bisogna trovare una quadra con il Sud. Ma con il Sud avanzato, non con il Sud dell’assistenzialismo e basta.
Cosa intende per Sud avanzato?
Quelli che capiscono che bisogna dare autonomia alle varie regioni, sennò al Sud non veniamo più a capo di niente. Non è possibile che il Sud debba dipendere passivamente dal potere centrale.
Il candidato del centrodestra alla guida della Regione Siciliana, l’autonomista Raffaele Lombardo, ha detto che Bossi è un mito perché ha dato un pezzo di sé alla politica. Le ha fatto piacere?
Sì. Anche a me piace Lombardo.
Le piace anche la sua idea di fare una Lega sud oppure la vede in concorrenza?
No, la vedo al contrario in unione con la Lega nord.
Può essere la premessa di un partito federalista italiano?
Potrebbe essere un inizio.
Al Sud del resto lei aveva già mandato in avanscoperta il leghista Giacomo Chiappori con Alleanza federalista…
Non ci sono mai riuscito, però ho sempre tentato di coinvolgere il Sud, di far capire che il nemico comune è il centralismo romano.
Rosi Mauro potrebbe essere ministro del Lavoro?
Sì, lei è una donna gagliarda, una sindacalista che vive nelle fabbriche, che conosce i problemi, una che sulle cose ci ragiona.
Sempre a proposito di donne: secondo lei alle presidenziali americane Hillary Clinton potrebbe spuntarla?
Secondo me vincerà proprio lei. Ma tra i democratici anche Barack Obama mi fa simpatia.
In Italia immagina una vittoria con un ampio scarto?
Penso che vinceremo bene.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini non fa altro che accusarvi di voler fare le larghe intese in caso di pareggio…
Vuol dire che Casini si ripropone come alleato nostro in caso di pareggio.
Lei sarebbe d’accordo in quel caso?
Sì, si può ristabilire un rapporto con Casini.
Roberto Formigoni intanto vuol venire a Roma a fare il ministro. È giunta l’ora di un presidente leghista alla Regione Lombardia?
Eh… non sarebbe male.
Potrebbe essere Roberto Castelli?
Castelli, Maroni… è tutta gente che piglia i voti.
Altri possibili ministri leghisti?
Maroni, Castelli, Calderoli: sono tutti bravi.
Come si sente a quattro anni dalla malattia: accadde l’11 marzo, proprio in questi giorni. E ora lei va al ritmo di due comizi al giorno…
Mi sono ripreso, mi sento forte. Ce la faccio.
- Venerdì 28 Marzo 2008
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Commenti
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Il 28 Marzo 2008 alle 11:30 vincenzo.m. ha scritto:
TORNA A ROMA, BOSSI, MAGARI CI RESTA.
La lega ha assorbito in termini encomiabili i criteri adottati dai partiti storici della repubblica italiana: potevamo ma non ce lo permisero, l’idea era buona ma non fu capita, abbiamo tentato ma non ci siamo riusciti. Non si vedono elementi che la differenziano dagli altri. Se non si sta bene si va all’estero e non nelle strutture pubbliche, un difettuccio che allinea anche i vescovi. I politici italiani spesso li vediamo nelle vicinanze di luoghi ove i politici stranieri non osano calpestare il suolo: Casa Cattaneo, Condominio degli Angeli, Splendide Royal, Manno, B. Morval e per quanto strano possa sembrare è, in questo caso, vero che i managers sono un tantino più efficienti frequentando Zugo. Torna a Roma, dopo parecchi lustri in campo politico e ci torna con gli esponenti di sempre non apportando novità in campo preferenziale. A genova, risuonano le parole, ci saremmo andati in una ora…andateci, andateci, però andateci ora e non domani. Si rifiuta la mente di accedere agli avvenimenti di una banca del nord e delle correlazioni con il parlamento del nord, insomma torna a Roma, la Roma ladrona…
Il parlamento io l’avrei fatto a LUGANO.
Il 15 Aprile 2008 alle 9:11 Il blog di Chit » MALE che vada ci può solo andare BENE ha scritto:
[...] Ed eccoci qui a commentare i risultati elettorali. Mancano ancora i dati di alcune regionali ma, diciamolo chiaramente, non possono cambiare il panorama che si è venuto delineando dal voto. Ieri sera, confesso, sono andato a dormire con un po’ di acidità di stomaco, come quando si mangia controvoglia un piatto riscaldato ma poi riflettendo con calma a letto mi son detto; Chit, ti devi vergognare! Sei fortunato, vivi in uno splendido Paese che in questi ultimi venti mesi si era appannato e aveva rallentato la sua repentina ascesa. Da oggi però finalmente si cambia! E’ tornato il sole, sparirà  l’Ici, spariranno i rifiuti da Napoli e la Campania, verranno detassati gli strordinari, via  bolli auto e moto, calerà il sipario sulla nuova cordata che salverà Alitalia, verrà inasprita la legge Giovanardi-Fini, ci sarà il blocco dell’ingresso degli extracomunitari nel nostro Paese e lo stop ai loro il matrimonio per evitare l’imbardastimento della razza-padana, ripartiranno le grandi opere, aumenteranno le pensioni e, soprattutto, Rete4 sarà salva e ci sarà la devolution! [...]
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