Romano e il suo governo: 600 giorni inermi o da Prodi?

Romano Prodi

Dopo quello bianco sul lavoro, quello verde sull’energia e quello nero sul comunismo, arriva sul web il “libro girgio del Governo Prodi”. Pubblicato dalla casa editrice Lulu e scaricabile Internet al costo di 2 euro, ha un sottotitolo significativo: “618 giorni da ricordare… per non dimenticare!” e si presenta come una “raccolta di cronache riguardanti il governo presieduto da Romano Prodi e tratte da vari giornali e dai media, rappresentanti ogni tendenza politica”.

Cinquantaquattro pagine, che su Internet hanno lanciato la corsa al click: anche grazie al costo piuttosto contenuto, pare che in questi giorni il pamphlet stia andando piuttosto bene, registrando vendite superiori alle attese. Il suo autore è anonimo, ma l’obiettivo è piuttosto chiaro: setacciare da cima a fondo i poco meno di due anni dell’esecutivo dell’ex Presidente della Commissione europea alla ricerca di fallimenti e paralisi della propria recente attività politica. E per quanto l’estensore ricordi che “ogni commento è stato ridotto al minimo, per non influenzare il metro di giudizio personale di ogni singolo lettore”, la sfilza di dati, cifre e comportamenti (anche a rischio di certe generalizzazioni di troppo) non è di certo confortante.

Si va dalle proposte della “settimana corta” per i parlamentari all’affaire Telecom con le dimissioni del consigliere di Prodi Angelo Rovati; dalle manifestazioni di ministri e sottosegretari contro il governo che hanno fatto infuriare i deputati moderati alle proteste delle forze dell’ordine per i tagli giù giù fino a quelle dei taxisti che paralizzano le più grandi città per ore intere.

Niente è di fatto risparmiato a Romano e ai suoi alleati, anche perchè - come ricorda l’autore del dossier- “nei primi 300 giorni di governo il Senato ha approvato 20 leggi, meno di un terzo di quelle emanate nello stesso periodo della precedente legislatura”.

Resta ora da vedere se il libretto potrà incidere nelle scelte dei numerosi indecisi o se la rincorsa di Veltroni e del Pd avrà la meglio sulle valutazioni dell’attività di governo del precedente esecutivo.

Commenti

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Il 29 Marzo 2008 alle 11:47 vincenzo.m. ha scritto:

LE MANI NON IN TASCA AGLI ITALIOTI.
Tutti i governi che si sono succeduti, compreso il governo Prodi testè caduto, hanno messo mani al portafoglio degli italiani. Osservando le azioni intraprese si scopre che le uniche realtà che rimarranno nella storia di questi decenni sono riferibili a diminuzioni sostanziale del benessere generale: chi ha toccato le pensioni allungando i termini, chi ha utilizzato sistemi di sicurezza allo scopo di fare cassa, chi ha condonato i malfattori sempre con il nobile intento di fare cassa e così via elencando. Alcuni folli si spingono a credere che siano questi i tempi relativi ad alcune profezie che, stupidate per bimbi, prevedono che Satana abbia il dominio attraverso una intera classe dirigente la quale dovrebbe essere dedita al male. Leggendo “la visione strategica” per Alitalia, si intuisce il disastro a cui la stessa è pervenuta: a nulla vale pensare che è il risultato di qualche decina di operai che non hanno svolto correttamente il loro lavoro. Si ha l’impressione che la classe dirigente italiana abbia il potere di distruggere tutto ciò che tocca: certo per giungere alla “visione strategica Alitalia” si è sicuramente transitati in periodi d’oro. Il prossimo governo avrà la possibilità di criticare i precedenti e avrà modo di accusarli abbondantemente sulla base degli effetti che l’esito della visione avrà reso visibile a tutti. Agli italiani verrà tolta un’altra “visione”: una compagnia che poteva illudere di essere qualcosa in più di una semplice provincia. Una ad una cadranno tutte le illusioni, salvaguardate solo quelle della nostra classe dirigente, lentamente le vedremo sfiorire ma ci resterà sempre il titolo di ITALI(DI)OTI.

Il 31 Marzo 2008 alle 18:44 aldo1110 ha scritto:

Per rispondere a “vincenzo m.)e’ vero si che siamo “italioti”.Almeno fino ad ora,Aprile 2008.Possibile che gli italiani non capiscano che per cabiare e per interrompere questa spirale di Visco,fisco,clientelismo e malgoverno e’ opportuno dare fiducia a Berlusconi.
In fin dei conti lui prese il mandato in un momento difficilissimo internazionalmente,e riusci’ a tenerlo per cinque anni.Con le debite proporzioni,un eventuale governo prodi,quanto sarebbe durato vista l’ultima “performance”? Forse quindici giorni.

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