Un esercito di 75mila ultrà. Ecco la mappa dei violenti da stadio

In una foto d'archivio dell'ottobre 2006 uno striscione contro la polizia esposto dalgi ultras della curva a del San Paolo
Un esercito di circa 75.000 persone, di cui 20.000 violenti, pronti a scontrarsi con i tifosi avversari, ma soprattutto con il comune nemico numero uno: le forze dell’ordine. Queste le dimensioni del mondo ultrà secondo gli ultimi dati del Viminale.
Sono circa 500 le organizzazioni ultrà della penisola, di cui una sessantina ispirati alla destra oltranzista (15.000 sostenitori) ed una trentina su posizioni di estrema sinistra (5.000 sostenitori). Da diversi anni si è andata progressivamente affermando una supremazia dell’estrema destra, che domina ormai nelle curve di squadre come Lazio, Roma, Napoli, Ascoli, Salerno, Catania. Si richiamano all’ideologia di estrema sinistra, invece, i supporters di Livorno, Terni, Ancona, Venezia, Savona, Massa Venezia, Torino.
Diverse sono le tifoserie temute per gli episodi di violenza scatenati: i supporters del Napoli (tra cui gruppi come Mastiff), ad esempio, per i quali quest’anno l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha piò volte adottato il provvedimento di divieto di seguire la propria squadra in trasferta. Quelli della Roma (Bisl: Basta infami solo lame, Tradizione e distinzione), della Lazio (Banda noantri), del Livorno (Bal: Brigate autonome livornesi) del Catania (Drunks).
E tanti altri nelle serie minori.
Ma quando gli ultras si scatenano con atti di violenza, sottolineano le analisi degli apparati di sicurezza, l’elemento politico-ideologico passa quasi sempre in secondo piano rispetto a quello campanilistico. Ci sono così supporters storicamente nemici come quelli di Fiorentina e Juventus o Verona e Napoli.
Un esempio di tifoserie rivali nemiche giurate per motivi ideologici è invece rappresentato da laziali (di destra) e livornesi (di sinistra). Nel corso degli anni, tuttavia, i gruppi politicamente schierati sono sembrati convergere in un’alleanza contro le forze dell’ordine, come dimostrato da episodi seguiti in diversi stadi all’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. Dunque, gli scontri con gli agenti rappresentano ormai la maggior parte degli episodi che vedono coinvolti gli ultras, mentre sono sempre di meno le battaglie tra supporters avversari.
E questa avversione nei confronti dei tutori dell’ordine indipendentemente dalla connotazione politica, evidenzia l’ultima Relazione dei servizi segreti, ha assunto un peso crescente “anche al di fuori dell’ambito prettamente sportivo”.

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