
Milano batte Smirne e si aggiudica l’Expo 2015. All’annuncio, la festa esplode (qui la GALLERY), il sindaco Moratti balla, i cori si alzano dall’Italia tutta: “siamo tutti milanesi”. Tutti? Sì, come dice il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: è un “Brillante risultato, che premia lo sforzo comune e che è motivo di orgoglio per l’Italia intera”.
Anche se soltanto qualche minuto dopo è già scontro. Con botta e risposta durissimo fra Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Il primo (premier a Roma e bolognese di nascita) prova subito a rivendicare ogni merito, il secondo risponde, avvertendo che “certo non è merito del governo di sinistra”. E poi quelli che “adesso diteci come farete a rinunciare a Malpensa” ad affondare la lama sulla gestione del caso Alitalia da parte del governo uscente.
Per tutti l’Expo 2015 a Milano sarà l’occasione per la “svolta” del Paese. Solo che poi vai a vedere e scopri che è tutto un rivendicar glorie, che persino Walter Veltroni il romano la butta lì: “Anche Roma ha fatto la sua parte durante il mio impegno di sindaco”. Insomma, complice la campagna elettorale che esaspera i toni, la buona notizia diventa subito una nuova occasione di scontro tra Berlusconi e Prodi. “Evviva”, commenta il Cavaliere, “sono lieto. Ma non è certo merito di Prodi”. Passa una manciata di minuti e il presidente del Consiglio, che si trova a Parigi e che in prima battuta aveva parlato di “successo per l’Italia e il governo”, replica secco: “Ci vuole sempre qualcuno che rovina le belle cose del Paese. La mia risposta è: si vergogni”.
Controreplica del portavoce di Berlusconi: “Se c’è qualcuno che si deve vergognare è lui”, dice Paolo Bonaiuti. Sfuma dunque velocemente la soddisfazione bipartisan, per lasciare il posto alla contesa sul merito. E c’è anche chi approfitta immediatamente della notizia per tornare a battere sul tasto Alitalia.
Renato Brunetta (Pdl) e Roberto Calderoli (Lega) sono convinti che ora sia ancora più importante che la Lombardia e Milano abbiano un aeroporto di prima classe, un vero e proprio hub dove atterri e decolli la compagnia di Bandiera. Insomma, il futuro di Malpensa è legato a una partita più grande, che vale moltissimi soldi e quindi tutto va rivalutato in quest’ottica. Ergo, Prodi e i suoi ministri devono fare retromarcia su Air France “Oppure pensano” ironizza il leghista Roberto Calderoli “di far arrivare i 29 milioni di visitatori attesi a Milano a piedi o con il pullman di Veltroni?”.
Tutto il contrario, secondo Prodi. Aver incassato il successo dell’Expo rappresenta il primo trampolino per rilanciare Milano e la Lombardia tutta: ora hanno una “prospettiva solida, forte” spiega il Professore “e l’occasione di essere sotto i riflettori di tutto il mondo. Questa vittoria giova al lavoro che vogliamo fare tutti perchè la Lombardia e Milano siano al centro dei traffici e degli interessi mondiali”. Che sia positivo per il capoluogo lombardo non v’è dubbio, spiega ancora Berlusconi. Questo però non autorizza a dimenticare la grave crisi che incombe. Più o meno un ragionamento analogo a quello del leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti: “Siamo in una fase di globalizzazione che produce crisi e quindi credo che questa dovrebbe essere una occasione non per scaldare i muscoli, ma per pensare a come se ne esce”. Mentre Berlusconi spara alzo zero sugli avversari, in molti evidenziano con soddisfazione come sia stato proprio il gioco di squadra ad aver consentito un risultato così importante.

Lo fa Luca Cordero di Montezemolo, che fa i complimenti al sindaco di Milano Letizia Moratti e afferma: “È la dimostrazione che quando il nostro Paese riesce a fare squadra ottiene risultati straordinari”. Che è la stessa linea del ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “È come nel calcio, dice, quando i giocatori delle squadre che si combattono nel campionato giocano tutti insieme per il Paese”. Anche il governatore della Lombardia Roberto Formigoni preferisce non polemizzare: “È una vittoria per tutta l’Italia. È stata una gara vera, e con il passare del tempo ho sentito una nuova grande forza aggiungersi a noi, che è il calore popolare”. Come dire che il “modello Milano” è pronto per essere esportato a Roma.
A mettere d’accordo tutti, ci prova lo striscione (foto sopra) che campeggia all’esterno di Palazzo Marino, a Milano. Che esprime un semplice ma ecumenico: “Grazie a tutti”
- Martedì 1 Aprile 2008
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Commenti
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Il 1 Aprile 2008 alle 12:13 piermorini ha scritto:
Cose da matti ! Riescono a polemizzare e litigare anche sulle cose positive.
Secondo me dovrebbero vergognarsi,
T U T T I
Il 1 Aprile 2008 alle 15:55 toto47 ha scritto:
Dio onnipotente riesce a governare anche quando sta all’opposizione,risol_
ve la crisi Alitalia in un batti bale_
no,predice i risultati delle elezioni,
combina matrimoni per i figli,se si realizza qualcosa in quest’Italia bis_
trattata il miracolo lo fa lui,se a Na_
poli si parla di rifiuti il merito è
suo.Onnipotente Berlusconi! Quando ci
farai l’ultimo miracolo di non fare più
miracoli?
Il 5 Aprile 2008 alle 14:28 elisadamilano ha scritto:
Segnalo la discussione “Milano Expo 2015: Cittadini condannati alla protesta o coinvolti nelle proposte?” ( http://www.partecipami.it/?q=n.....ode/4297 ) avviata il 2 aprile nel “Forum permanente sulla città ” di partecipaMi con questo post:
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Prima di Pasqua leggevo questo ( http://tinyurl.com/yt8mkf ) articolo del Corriere della Sera sull’Expo.
E condivido con l’autore che questo Expo porterà dei cambiamenti giganti nella città (a livello di strutture, a livello economico, a livello sociale, ecc). Ma Garzonio dice anche: “E v’è da creare una cultura dello sviluppo che, senza demonizzare mercato e produttività , metta al centro l’ uomo e la vivibilità ”. E su questi temi si sono focalizzati numerosi commenti post “vittoria”.
Viene da chiedermi: l’evento Expo non potrebbe essere un momento per ripensare la sostenibilità della città ?
E ancora: dove, a che livello, e in che modo è sostenibile coinvolgere i cittadini nelle scelte di questo Expo? sostenibile per la città , per i cittadini, ma soprattutto per i suoi rappresentanti.
– fiorella
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