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Grande folla in San Pietro per la messa di commemorazione di Giovanni Paolo II, scomparso tre anni fa. Benedetto XVI nel corso della celebrazione ha detto che il suo predecessore “aveva qualità soprannaturali”. Il processo di beatificazione in corso, dopo la spinta iniziale eccezionale, ora seguirà i canali tradizionali per un Papa che è già venerato come un santo. Tanto che a tre anni dalla sua morte la tomba di Karol Wojtyla, nelle Grotte Vaticane, non è più adatta ad accogliere la folla di fedeli che vanno a visitarla e a pregare per il pontefice polacco. E il Vaticano pensa a una nuova collocazione in una tomba incastonata in uno degli altari della basilica di San Pietro. I due avvenimenti, la proclamazione di Giovanni Paolo II santo e la traslazione della salma, sembrano però indissolubilmente legati. Ma i tempi non saranno brevissimi, ci vorranno almeno altri due anni.
I resti di Papa Wojtyla, morto il 2 aprile 2005, non verranno spostati nella nuova tomba prima della fine del processo di beatificazione. Anzi, è verosimile che lo saranno proprio nello stesso momento della proclamazione a santo. Il progetto per il nuovo mausoleo comunque sarebbe già pronto. Prevede l’esumazione della salma e l’esposizione in una delle cappelle di San Pietro, dove si trovano già Giovanni XXIII e Pio X e dove sarà più raggiungibile e visibile per le migliaia di fedeli che la visitano ogni giorno. La Stampa ha dato anche un’indicazione precisa sul luogo scelto: la cappella di San Sebastiano, subito dopo la Pietà di Michelangelo.
Fu Benedetto XVI, il 13 maggio 2005, a dare un’accelerazione al processo di beatificazione, quando decise di avviarlo senza aspettare i canonici cinque anni dalla morte. Ora però la Congregazione per le cause dei santi annuncia che procederà nei tempi tradizionali, anche se speditamente. Non ci saranno altre eccezioni, insomma. La “positio”, cioè la raccolta dei documenti e la ricostruzione della vita di Karol Wojtyla, dovrebbe essere presentata dal postulatore della causa monsignor Slawomir Oder proprio in occasione del terzo anniversario della morte. Sempre domani Papa Benedetto XVI celebrerà in San Pietro una messa in memoria del suo predecessore, che verrà trasmessa in diretta da Raduno alle 9.55.
Tra i miracoli attribuiti al pontefice polacco quello che verrà preso in considerazione per la beatificazione dovrebbe essere la guarigione prodigiosa dal morbo di Parkinson di una suora francese, Marie Simon-Pierre. “Se qualcuno si aspetta qualche sorpresa, qualcosa di straordinario in termini di novità che emerga da questo lavoro, forse potrebbe rimanere deluso”, ha detto monsignor Oder a proposito del “profilo di santità” di Papa Wojtyla. “Invece quello che appare è proprio il fatto che Giovanni Paolo II, così come lo abbiamo conosciuto, è stato una persona estremamente coerente, con una vita sotto lo sguardo del mondo, che lo guardava e seguiva con attenzione, benevolenza e curiosità, e con un’altra vita vissuta in privato. Lo abbiamo conosciuto e lo abbiamo visto sotto il profilo di una persona straordinaria, ma possiamo dire che praticamente, proprio nella sua vita si è verificata l’ordinarietà della santità cristiana, non le cose clamorose, ma le cose ordinarie, vissute con straordinaria intensità spirituale, carità e amore per il Signore”.
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- Martedì 1 Aprile 2008

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Commenti
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Il 2 Aprile 2008 alle 9:20 Corrado Buccieri ha scritto:
Lo merita,Santo subito,non devono
perdere tempo.
Il 2 Aprile 2008 alle 11:38 vincenzo.m. ha scritto:
SANTI SULLA TERRA, SANTI NEL CIELO.
Il mistico, a riprova della sua fede, non desidera lasciare traccia fisica di sé nel mondo poiché l’intera sua vita è dedicata al cielo. Il solo pensiero di essere beatificato nel mondo potrebbe apparirgli offensivo nei confronti dell’Unico che solo e comunque attraverso la Sua volontà esprimerebbe il legame nei confronti del mistico stesso. Non è chiara o sufficientemente divulgata la motivazione per la quale si possa giudicare santo un altro essere umano, la pratica potrebbe sfiorare un aspetto delicato: la sostituzione al giudizio del cielo. Meglio apparirebbe il titolo di giusto sulla Terra, di profeta senza per questo incorrere nel rischio di ledere le autorità religiose, autorità che tra di recente hanno assunto chiara posizione con un intervento in questo settore rimarcando le troppe beatificazioni e la volontà di maggiormente riflettere sui casi di santificazione. Uno degli aspetti analitici funzionali alla santificazione pongono, a taluni, la discordanza che scaturisce dall’essere in posizione dominante terrena rispetto alla necessaria ed indiscutibile posizione di estrema umiltà desiderata dal “santificato”nei confronti dell’Eterno.
L’immagine del santificato viene ad essere fusa con il mondo materiale e come tale ad essere piegata a necessità altrettanto materiali con il rischio di offuscare il desiderio di accedere alle sacre scritture che sono e devono essere la sola via per accedere alla verità.
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