
Alla fine è arrivato. Il consiglio dei Ministri ha detto il sì definitivo al decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Con il via libera da parte del governo viene attuata anche l’ultima parte della legge delega 123 dell’agosto scorso (qui il .pdf). Comprensibile, quindi, la soddisfazione del ministro del Lavoro Cesare Damiano: “Ce l’abbiamo fatta con un lavoro straordinario, che anticipa di due mesi la scadenza della delega”. “Un atto dovuto al Paese, su cui abbiamo cercato di costruire più larghe convergenze con le parti sociali e il Parlamento. E’ un testo fra i più avanzati nelle legislazioni europee e anche oltre”.
Con il “Testo Unico Salute e sicurezza sul lavoro” (303 articoli, 12 Titoli e 50 allegati) viene abrogato il dlgs 626/94. Nel nuovo testo sono infatti comprese tutte le norme già presenti del decreto del 1994, oltre ovviamente a una serie di altre misure che già esistono in materia di cantieri, vibrazioni, segnaletica, rumore, amianto, piombo.
Si tratta di una riforma attesa da anni e di grande valore civile oltre che economico. Con questi provvedimenti si ridisegna il quadro dei diritti dei lavoratori, visto che la prima novità importante riguarda l’estensione a tutte le prestazioni lavorative delle direttive sulla sicurezza. Con il Testo unico si sancisce infatti il principio in base al quale il lavoratore deve essere tutelato in quanto tale, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda in cui opera, dal sesso e dalla nazionalità.
Per quanto riguarda il campo di applicazione delle norme sulla sicurezza si prevede una generalizzazione a tutti i tipi di contratto, compresi quelli a progetto, a termine, a collaborazione o di telelavoro. Insomma le regole sulla sicurezza si applicano a tutti i lavoratori e lavoratrici “subordinati e autonomi”, fatta eccezione dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio (ai quali si applica l’articolo 70 del decreto legislativo 276 del 2003).
La norma prevede inoltre esplicite sanzioni, che possono arrivare fino all’arresto tramutabile in ammenda (da 5 a 15 mila euro), per quei datori di lavoro che non ottemperino agli obblighi sulla sicurezza. Proprio queste misure sono state ampiamente contestate da Confindustria e da altre associazioni imprenditoriali: “Inasprendo le pene non si salva nemmeno una vita umana perché bisogna prevenire. L’impianto è tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole”, ha detto nei giorni scorsi il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo.
In caso di incidenti mortali, quando vengano riscontrate responsabilità da parte dell’azienda per incidenti che provocano morti e feriti, sono previste inoltre sanzioni amministrative fino a un milione e mezzo di euro con la sospensione dell’attività. Scattano poi – solo in questi casi – l’interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione e la possibilità di partecipare a gare d’asta e ad appalti pubblici. Vengono inoltre attribuiti ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza compiti e funzioni precise. Gli Rls con la riforma potranno essere eletti in tutte le aziende a prescindere dal numero dei dipendenti. In sostanza ai lavoratori è data la possibilità di avere una rappresentanza che vigili sulla corretta applicazione delle norme (obbligatorie) sulla sicurezza.
“La legge prevede un cambiamento di mentalità nei confronti della sicurezza, puntando sull’assunzione di responsabilità piuttosto che sulla punizione o sulla proibizione” ha detto il ministro della Salute Turco. “È stato introdotto il libretto sul rischio sanitario, è stato rafforzato il rapporto tra luogo di lavoro e Asl, è stata rinvigorita la figura del medico competente, è stata promosso l’attività per la formazione dei datori di lavoro ed è stata introdotta anche la figura del rappresentante della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Il presidente del Senato Franco Marini ha definito l’approvazione della legge “un fatto importantissimo e una questione di civiltà”. Marini, che stamane ha incontrato, nel cantiere di piazza Conca d’Oro, un gruppo di lavoratori edili della metropolitana di Roma, ha ricordato che il Presidente della Repubblica “da più di un anno si rivolge al sottoscritto e al presidente della Camera per sollecitarci a far camminare il più rapidamente possibile i provvedimenti che riguardano la sicurezza sul lavoro perché in Italia gli incidenti mortali sui luoghi di lavoro hanno una incidenza molto più alta che negli altri paesi e l’edilizia è uno dei settori più esposti, proprio ieri si sono verificati tre casi drammatici”.
LEGGI ANCHE: Lavoro fatale: in Italia quattro morti al giorno - Il governo aumenta le sanzioni ma non le risorse. Partecipa al FORUM
- Martedì 1 Aprile 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.