
Precarietà , caro vita, Alitalia, emergenza rifiuti, alleanze elettorali. Sono alcuni dei temi protagonisti del confronto televisivo a distanza che è andato in onda ieri sera su Rai Due, nel corso della trasmissione Conferenza Stampa, tra i candidati premier del Popolo della Libertà e del Partito Democratico, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.
Poco meno di cinquanta minuti a testa, in rapida successione, con cinque giornalisti a fare da “arbitri”: Giuliana Del Bufalo, direttrice della Testata Servizi Parlamentari della Rai, Gianni Riotta, direttore del Tg1, Mauro Mazza, direttore del Tg2, e gli editorialisti de La Stampa, Marcello Sorgi, e del Sole-24 Ore Stefano Folli.
Non sono mancati gli attacchi polemici incrociati. Berlusconi ha definito Veltroni “un affabulatore”, ma a suo dire “gli italiani non sono così creduloni e ingenui. Dopo i giochi d’artificio - ha aggiunto - si vede la sinistra vera, quella che ci lascia un’eredità drammatica”. L’ex sindaco di Roma è invece tornato sulle dichiarazioni del Cavaliere in merito al Quirinale. “Quella di oggi è una brutta smentita” ha detto Veltroni. “Attaccare il capo dello Stato presente e passato e poi dovere smentire ci riporta indietro in questo quattordicennio”.
Poi, i due leader hanno elencato le priorità dei loro programmi.
Berlusconi ha sottolineato che non ci “saranno ricette miracoliste”. “Applicheremo solo la ricetta liberale, con meno tasse su famiglie, imprese, lavoro - ha spiegato - per fare ripartire l’economia e fare rialzare il Paese messo in ginocchio dalla sinistra”. Dopo avere indicato “il ritardo infrastrutturale, gli alti costi dell’energia, l’alta evasione fiscale” tra le criticità del sistema Italia, Berlusconi ha ribadito due interventi prioritari contro il carovita in caso di vittoria alle urne (”l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari”) e ha lanciato la proposta di “adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese”.
Per Veltroni è prioritario “intervenire sui prezzi, e per aumentare il potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni. Per la copertura finanziaria si potrebbero usare quattro miliardi di extra-gettito”. “Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie - ha poi sottolineato -, ma puntiamo a mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option”. Tra le priorità programmatiche anche “stabilità di governo, forte innovazione, passaggio generazionale, lotta contro ogni forma di disuguaglianza, produrre ricchezza e distribuirla equamente”.
Un tema che ha dato vita ad un botta e risposta a distanza è stato quello della precarietà . A una domanda sui giovani, Berlusconi ha replicato di non avvertire “l’allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù”. Per Veltroni invece “la precarietà è il dramma più grande del Paese”.
Parlando dell’ipotesi del pareggio al Senato, l’ex sindaco di Roma si è detto contrario a un governo di larghe intese. “Questo paese non ha bisogno di un’altra transizione - ha detto -. Ha bisogno di un governo. Chi prende un voto in più governa. Sono contrario a grandi coalizioni. Ci si mette insieme solo per le regole del gioco, le riforme istituzionali bisognerà farle in ogni caso”.
Berlusconi si è detto sicuro che il Pdl avrà la maggioranza al Senato, ma ha aperto alla possibilità , in caso di vittoria alle elezioni, di accordi con l’opposizione sulle riforme, ad esempio “dell’architettura istituzionale dello Stato e dell’ordinamento giudiziario”.
Il resto del dibattito ha visto i due rivali ribadire posizioni espresse più volte in questi giorni di campagna elettorale, ad esempio su Alitalia, con Berlusconi che ha rilanciato l’idea della cordata italiana e Veltroni che ha sottolineato che si tratta di un problema che ha radici lontane.
Tra qualche cenno alla crisi economica internazionale (Veltroni) e alla vicenda del Tibet (Berlusconi), durante le due “Conferenze Stampa” si è parlato poco di politica estera. Infine il teatrino della politica: Berlusconi ha lasciato le “porte aperte, anzi spalancate” nel caso in cui l’Udc e altre forze moderate vogliano in futuro allearsi con il Pdl, mentre Veltroni è tornato a criticare la maggioranza eterogenea che sosteneva il governo Prodi (”non permetteva politiche riformiste”), e ha sottolineato ancora “l’innovazione” della scelta del Pd di correre da solo.
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Commenti
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Il 2 Aprile 2008 alle 15:15 Duello tv virtuale, scontro reale. Pd e Pdl litigano sullo share » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Walter Veltroni meglio di Silvio Berlusconi nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue: è il risultato degli ascolti tv di ieri. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell’11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000 di audience e uno share del 13,91%. Ma è subito polemica. Gli ascolti di ieri sera per le due conferenze stampa di Silvio Berlusconi e Walter Veltroni mostrano che “il Paese è stanco di sentir dire le stesse cose da quindici anni, gli stessi toni. E probabilmente è più incuriosito di sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato”. Così, Walter Veltroni, che nel corso di una conferenza stampa sui prezzi, nella sede della Margherita, ha commentato gli ascolti tv che definisce”sorprendenti: per il leader del Pdl” spiega Veltroni “gli spettatori sono stati 3 milioni 100, lo share è stato dell’11,02%. Per la mia conferenza stampa gli spettatori sono stati 3 milioni 836, lo share 13,91%. Questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa”. “Come si fa a dire, come fa Veltroni, ‘ho avuto uno share più alto e perciò gli italiani vogliono qualcosa di nuovo’?”. Gianfranco Fini contesta le dichiarazioni del candidato premier del Pd: “Questo dimostra che Veltroni non ha veramente più argomenti -Ma non gli passa per la testa che la fascia oraria in cui lui è andato in onda era forse migliore di quella di Berlusconi e che c’era Roma-Manchester? Continui pure con questi argomenti e il 14 sera avrà un’amara sorpresa”. “Povero Veltroni, l’unica cosa a cui riesce ad attaccarsi ormai è il numero dei telespettatori che ieri sera hanno seguito il confronto televisivo a distanza con Berlusconi”, commenta invece il leghista Roberto Calderoli. Che, ironicamente, spara a zero contro il candidato dei Democratici accusandolo di aver “coinvolto i telespettatori orfani del Grande Fratello che vedono in lui un futuro personaggio che, chiuso con la politica, si potrà collocare sull’Isola dei Famosi, e gli irritati tifosi della Roma i quali, dopo che la partita con il Manchester aveva un destino segnato, avranno cambiato canale”. “Purtroppo per il nostro Obama di Trastevere, però” continua l’esponente del Carroccio “il 14 aprile non si conteranno i dati dello share ma i voti, dopo di che si potrà preparare per l’Isola dei Famosi oppure per sfruttare, almeno una volta nella vita, il suo diploma di perito cinematrografico per andare a Cinecittà e organizzare il prossimo Grande Fratello?”. [...]
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