Rave, preoccupazione in Lombardia: si prepara un altro weekend “caldo”

Un gruppo balla durante un rave party. (credits: Flickr, Rodrigo Ramon)
Un rave e un cocktail di droghe: cocaina, ecstasy, oppiacei. Così è morto lo scorso settembre un giovane di 28 anni a Ceres, in Piemonte. Adesso, a sei mesi di distanza, è stato arrestato il presunto pusher. Non è ancora chiaro, invece, che cosa abbia ucciso Nunzio Mattia Lo Castro, il ragazzo di diciannove anni morto alla dogana di Segrate durante un raduno notturno a forza di decibel: forse sostanze anfetaminiche sintetiche potenti, facilmente reperibili e di basso costo. Con ingredienti, però, altamente tossici. Perché quello delle feste senza limiti è un ricco affare per gli spacciatori che accompagnano le carovane improvvisate di ravers.

Alcune immagini dal rave di Segrate



L’allarme continua in Lombardia: per questo weekend è stato annunciato un nuovo rave a sud di Varese nell’ex cartiera Mayer, circondata da un terreno di 500mila metri quadrati. “Dalla sera del venerdi organizzeremo tre pattuglie ventiquattro ore su ventiquattro con le forze dell’ordine” dice il sindaco di Cairate, Clara Fanton. L’invasione di un anno fa è ancora viva nella memoria collettiva: in due ore si sono riversate nell’area duemila persone. “Non potevamo fare nulla per fermarli, ma abbiamo organizzato posti di controllo fissi intorno alle uscite della cartiera” ricorda Fanton. Almeno una metà dei giovani erano stranieri: austriaci, tedeschi, svizzeri. Questa volta il territorio sarà sorvegliato anche da guardie private, ma la zona è troppo estesa per presidiare ogni varco. “L’anno scorso non ci sono stati problemi di ordine pubblico” osserva Fanton “ma la preoccupazione principale è per l’igiene e per la sicurezza delle persone”. I costi? Decine di migliaia di euro per riparare i danni sociali e ambientali. L’appuntamento, però, non è ancora definitivo: sul web si rincorrono conferme e smentite. Proprio per evitare controlli, la carovana decide il posto del raduno quando è già in viaggio, poche ore prima di occupare la zona: basta un tamtam di sms per stabilire la destinazione.

Fino all’ultimo momento i i ravers mimetizzano i loro percorsi in forum con accesso privato, siti web invisibili ai motori di ricerca, parole chiave modificate, mailing list, chat private. Eppure si può scovare qualche traccia di questa comunità globale disposta a percorrere centinaia di chilometri pur di partecipare all’evento: Shockraver, per esempio, è un punto d’incontro tra decine di gruppi internazionali. Hyperreal, invece, è una sorta di atlante dei maniaci del rave con una scelta tra megaeventi in cinque continenti.

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