
Bufera sulle schede elettorali. Dopo i dubbi sollevati da Silvio Berlusconi, arriva la risposta di Giuliano Amato: la macchina elettorale “è conforme alla legge e in particolare al decreto dell’8 marzo 2006 che ha la firma di Berlusconi e del mio predecessore al ministero dell’Interno”. Insomma, le accuse del Cavaliere, che aveva rivolto un appello a Napolitano affinché intervenisse immediatamente a difesa della credibilità delle istituzioni democratiche e del diritto degli italiani a un regolare svolgimento delle elezioni, per il ministro sono prive di fondamento.
“Trovo sorprendente”, ha dichiarato Amato, “che possa essere stato chiamato a occuparsi della regolarità del voto il capo dello Stato e che si sia potuto adombrare che il ministero dell’Interno abbia predisposto le schede in conformità alla propria fantasia”. Per Berlusoconi, infatti, la composizione delle schede era confusa: “Le forze politiche che si presentano alleate, le più rappresentative degli elettori”, aveva detto, “rischiano di vedere i loro voti resi nulli da una disposizione dei simboli che confonde, l’esatto opposto di come dovrebbe essere una scheda elettorale. Con la conseguenza di esporre le prossime elezioni al rischio di innumerevoli contestazioni nelle oltre sessantamila sezioni elettorali”. Il governo, secondo il Cavaliere, non avrebbe fatto nulla per cambiare la situazione, nonostante le molte sollecitazioni. Da qui la necessità di appellarsi al Capo dello Stato “per porre immediato rimedio a questa grave situazione”.
- Sabato 5 Aprile 2008
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Commenti
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Il 6 Aprile 2008 alle 10:42 nhico ha scritto:
Amato, da uno scivolone all’altro. Ma è nella storia delle cose: il vino che non sa tenere il passo del tempo, diventa aceto. Consoliamoci, avremmo potuto trovarcelo come Capo dello Stato. E dire che da socialista era considerato una vera eminenza grigia. Che siano state le cattive compagnie a traviarlo?!
Il 6 Aprile 2008 alle 19:02 hilias ha scritto:
Certo che una scheda elettorale così schifosa , poteva partire soltanto da una mente diabolica.
Ora non sò se da quella di Amato o qualche suo intelligentone “scalzacane”.
E’ evidente che c’è qualcosa che non va !!! i simboli sono quasi attaccati l’uno all’altro, a stento si riconosce quello a cui si vorrebbe dare il voto.
Il ministro Amato, da gran furbacchione che è , ha scaricato la patata bollente al berlusconi, dicendo che questo tipo di scheda è stata voluta con il suo governo.
Certamente , sarà pure così, ma all’epoca , anno 2006, i simboli erano ben pochi e ben distaccati tra loro.
Allora se i simboli fossero stati 150, l’eminente ministro avrebbe fatto 150 francobolli?? Ma , dico io qualche volta lasciamo lavorare quel pochino di intelletto che hanno, se lo hanno , o no ???
Hilias
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