
Il numero è tale da poter metter su una squadra di calcio. Anche se poi trovare un allenatore disposto a schierarli non sarebbe facile. Sono i 16 candidati premier che fanno capo ad una lista che gli italiani troveranno sulle loro schede elettorali il 13 e 14 di aprile. Una squadra di calcio, con tanto di riserve. E per restare nella metafora calcistica, come nel finale di campionato tra Inter e Roma, in due, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, si giocano lo scudetto. Un’altra coppia, Pier Ferdinando Casini e Fausto Bertinotti, si contende i due posti della champions league. Per i posti Uefa Daniela Santanchè e Enrico Boselli. A non retrocedere lavorano tutti gli altri.
Infine una curiosità: i 3 candidati maggiori di centro e destra (Berlusconi-Casini-Santanchè) sono tutti separati, mentre i 3 candidati maggiori di centro e sinistra (Veltroni-Bertinotti-Boselli) sono tutti sposati.
Silvio Berlusconi: ex premier e leader del centrodestra. Ha creato in pochi giorni il Popolo della Libertà, convincendo An a confluirvi. Non gli è riuscita la stessa operazione con l’Udc di Poer Ferdinando Casini e la Lega di Umberto Bossi. Poco male, per quest’ultimo: al Nord il Cavaliere ha apparentato il suo PdL con il Carroccio del Senatùr. Mentre al Sud ha portato a termine lo stesso accordo con l’MpA di Raffaele Lombardo.
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Slogan: “Rialzati, Italia!”
Walter Veltroni: segretario del Partito Democratico. Ha rotto con la sinistra radicale, ha dichiarato di voler correre da solo (mandando in frantumi la vecchia Unione prodiana) ma in realtà si accompagna in tutta la penisola con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.
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Slogan: “Si può fare”
Fausto Bertinotti: presidente della Camera e leader di Rifondazione Comunista. Ha unificato sotto il simbolo de La Sinistra-l’Arcobaleno i 4 partiti della cosiddetta sinistra radicale: Prc, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica.
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Slogan: “Una scelta di parte”
Pier Ferdinando Casini: ha rotto, dopo una lunga telenovela, con gli ex alleati Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. E non passa giorno che non li critichi: segno che la scelta (un po’ costretta) di presentarsi da solo ha lasciato aperto qualche ferita. Corre a capo dell’alleanza dell’Unione di Centro. Un accordo chiuso in extremis con i centristi della Rosa Bianca di Savino Pezzotta, Mario Baccini e Bruno Tabacci (questi ultimi, due fuoriusciti proprio dall’Udc).
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Slogan: “Io c’entro”
Enrico Boselli: segretario del Partito Socialista. Ha riunito le tante anime disperse dei socialisti, ma non è riuscito a portare a casa un patto elettorale con il Pd. Anche per questo, in quest’ultimo mese, si è letteralmente “trasformato”: da mite alleato di Prodi qual era, ora fa il candidato solitario pungente, graffiante (negli slogan: “Sono socialista e incazzato) e deciso (nel lasciare gli studi di Porta a Porta).
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Slogan: “Il partito socialista. Utile all’Italia”
Daniela Santanchè: dopo una militanza di anni in Alleanza Nazionale ha abbandonato Gianfranco Fini e si è messa al fianco di un altro transfugo del partito nato da Fiuggi: Francesco Storace. Con il quale ha fondato La Destra e per il quale corre come candidata a Palazzo Chigi. Novità assoluta per la storia della Repubblica italiana: insieme a Flavia D’Angeli, è la prima candidata premier in rosa.
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Slogan: “Io credo”
Flavia D’Angeli: ex militante di Rifondazione Comunista. Guida Sinistra Critica con il senatore Franco Turigliatto. Con i suoi 34 anni e provenendo dalla generazione dei “movimenti” (quella sulla quale Rifondazione aveva puntato dopo la rottura con l’Ulivo nel 1998) D’Angeli è la più giovane tra i candidati premier.
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Slogan: “Perché no?”
Bruno De Vita: leader dei consumatori dell’Adusbef. Con Willer Bordon e Roberto Manzione ha creato l’Unione democratica dei consumatori. Un simbolo che richiama quello dell’Unione prodiana, un partito (”non un partitino”) equidistante da i due poli portanti della politica italiana, ma pronto a dialogare con entrambi: “Noi siamo già il futuro che viene avanti, siamo l’espressione del mondo delle associazioni dei consumatori. La gente ha già imparato a conoscerci, ci ha incontrato nelle strade e nei tribunali, dove abbiamo difeso i loro diritti”.
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Slogan: “L’Italia ne ha piene le tasche. Siamo quelli della class action”
Marco Ferrando: ex militante di Rifondazione Comunista. Se n’è andato dopo l’entrata di Bertinotti nel governo nel 2006 e ha fondato il Partito Comunista dei Lavoratori. Quanto lontano riuscirà ad andare lo diranno le urne. Delle sue origini Ferrando è però sicuro: “Negli anni Settanta i comunisti erano compromessi con il potere. Noi siamo quelli del partito di Livorno. Quelli di Gramsci”.
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Slogan: “La sinistra che non tradisce”
Giuliano Ferrara: giornalista, direttore de Il Foglio. Dalle cui colonne ha lanciato la campagna sulla moratoria degli aborti. E’ stato in lizza per essere candidato del Pdl come sindaco di Roma, ma ha rinunciato dopo che Berlusconi ha negato l’apparentamento con la sua lista: “Aborto? No Grazie”. Come succede quando scrive, anche in piazza Ferrara ha diviso gli animi e fatto discutere. Tanto, ma non dappertutto: a Bologna lo hanno preso a pomodori per non lasciarlo parlare. Ma lui si è difeso: “Erano così cattivi e violenti, mi è sembrato che per una volta dovessi dimenticarmi di porgere l’altra guancia alla fine del comizio e trattarli come meritavano”.
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Slogan: “Aborto? No, grazie”
Roberto Fiore: da tanti anni tra i leader dell’estrema destra. Fondatore di Forza Nuova, partito dichiaratamente di ispirazione fascista.
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Slogan: “Dalla parte del popolo per una rivoluzione italiana”
Sergio Riboldi: candidato premier del Movimento Europeo Diversamente Abili. Dicono di voler rappresentare gli oltre cinque milioni di cittadini italiani che vivono con una disabilità.
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Slogan: “Sapremo onorare la vostra croce, perché il nostro fare non è fatto di parole”
Renzo Rabellino: candidato premier della Lista dei Grilli Parlanti. Che è l’unione di sette liste (Pensionati e Invalidi; No privilegi politici; Lega Padana; Lista no Euro; Moderati; Automobilista; Forza Roma). Capolista alla Camera il signor Beppe Grillo: ovviamente un omonimo del comico genovese.
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Slogan: “Mandiamoli tutti a casa”
Stefano De Luca: segretario e candidato premier del Partito Liberale Italiano. Ex europarlamentare di Forza Italia. Nel 1997 ha ricostituito il Pli dopo lo scioglimento che era seguito a Tangentopoli.
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Slogan: “Difendi la tua libertà”
Stefano Montanari: professore universitario di nanotecnologie e candidato premier per il “Bene comune”. Lista nata grazie all’appoggio del senatore ex Pdci, Fernando Rossi.
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Slogan: “Trasparenti e imparziali”.
Fabiana Stefanoni: la giovane candidata premier è tra i leader di Alternativa Comunista. Ovvero una delle tre liste che stanno a sinistra di Bertinotti e che non sono riusciti a mettersi insieme per differenze insanabili. Alternativa Comunista che è trotkista ha raccoto le firme necessarie per portare le proprie liste.
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Slogan: “Tutti assunti a tempo indeterminato”
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Commenti
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Il 7 Aprile 2008 alle 11:13 chandra ha scritto:
Il tipo di scheda l’ha voluta il governo Berlusconi, la legge elettorale l’ha fatta pig/Calderoli e adesso Bossi che va cercando. Ha veramente rotto le scatole con questa storia dei romani, ladro, canaglia e cafone ci sarà lui e tutti quelli che gli vanno dietro. Adesso vuole imbracciare il fucile ma quand’è che lo arrestano per vilipendio di …OGNI COSA? Ancora in tutto il mondo sghignazzano quando nel 1994 voleva che trecentomila bergamaschi fossero pronti a dissotterrare le armi e a partire lancia in resta verso la secessione. Anche Berlusconi accidenti, un minimo di coerenza, prima tuonava contro la legge elettorale poi quando in odor di elezioni ha capito che avrebbe vinto
la legge elettorale non andava più cambiata, ma non si vergogna? Adesso va di nuovo cambiata ma, decidersi? Gli italiani hanno votato nel 48 periodo nel quale a studiare erano solo i privilegiati e secondo lui adesso dovrebbero confondersi nel mettere un X? Mi sa che davvero tra un po’ chiederà il conto delle schede elettorali prima ancora delle elezioni.Intanto il pazzo continua a definirci tutti, luride canaglie, delinquenti, ladri, un vero pagliaccio.
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