
E a una settimana dal voto, scatta la sindrome “voto nullo”. Anche gli elettori più esperti, considerata la “scheda lenzuolo” uscita dal Viminale, dicono gli esperti, rischiano di non riuscire a manifestare correttamente la propria preferenza politica dentro la cabina elettorale. Per le due principali coalizioni (Pd-Idv, Pdl-Lega al Nord e Pdl-Mpa al Sud) c’è il pericolo concreto di essere privati di voti validi. Il perché è presto detto: i simboli di tutti i partiti sulla scheda sono molto ravvicinati.
Quelli delle coalizioni (Pdl e Lega-Mpa, ma anche quelli di Veltroni e Di Pietro) sono praticamente attaccati. Per cui l’elettore dovrà apporre una croce sul “suo” partito senza sfiorare il simbolo che gli è vicino. Fosse pure quello di un movimento politico alleato. Se così non fosse il voto potrebbe essere considerato nullo. I più esposti a questo rischio sono gli elettori che avranno in mano più schede, come i cittadini di Roma che voteranno per Municipio (scheda grigia), Comune (azzurra), Provincia (verde), Camera (rosa) e Senato (gialla). Sulle schede di Camera e Senato la croce dev’essere una sola e deve essere scritta solo ed esclusivamente dentro il quadrato che contiene il simbolo prescelto, pena nullità . Qualsiasi scritta sulla scheda (fosse anche il nome di uno dei candidati premier) compromette la validità del voto. Esattamente come non è consentito assolutamente manifestare le proprie idee politiche al seggio, pena la nullità del voto, né tantomeno portare dentro la cabina telefonini o macchine fotografiche. In questo caso l’elettore rischia una denuncia penale, non l’annullamento del voto.
Ma di cambiare la disposizione dei simboli e ristampare la scheda, il Viminale non ne vuole sapere. Anzi, dice il ministro Amato, mettere tutti i simboli in fila verticale, l’uno accanto all’altro i due simboli delle due coalizioni: “Sarebbe incostituzionale perché darebbe alle stesse coalizioni una visibilità maggiore e quindi un inammissibile vantaggio rispetto a tutti gli altri simboli”.
In una lettera a la Repubblica il ministro dell’Interno scrive che : “È stato il Parlamento alla quasi unanimità a consentire a tutti di presentare simboli e liste senza bisogno di raccogliere le firme”. Inoltre cambiare le schede non è possibile perché c’è chi ha già votato “e quindi si invaliderebbe tutto il processo elettorale facendo votare gli elettori con schede fra loro diverse”.
Ma sul voto, e soprattutto sulla possibilità che gli elettori possano esprimerlo correttamente, è ormai scontro. Innanzi tutto tra i due “big”, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi : in seconda battuta anche tra i loro rispettivi alleati. Primo tra tutti: Umberto Bossi che minaccia addirittura di imbracciare “i fucili contro la canaglia romana” che non vuole ristampare le schede. Una provocazione che scatena reazioni durissime come quella del segretario del Pd che, rivolgendosi direttamente al suo avversario “che si è candidato a guidare il Paese”, chiede come si possa candidare a ministro delle Riforme una persona che “dica queste cose”.
Il Cavaliere, che aveva lanciato un appello al Capo dello Stato per evitare ogni possibile confusione nei seggi, risponde per le rime a tutti quelli che, come il ministro dell’Interno Giuliano Amato, ma anche Veltroni e Franceschini, “leggono” nel “nervosismo” del Pdl un timore per il risultato elettorale. “Io non ho paura di perdere” ha tuonato da Palermo Berlusconi “è un’assoluta menzogna. La questione schede è stata sollevata dal Pd, con Franceschini che ha telefonato a Gianni Letta, e io ho concordato sul fatto che ci possano essere incertezze e confusione”. Il distacco tra Pd e Pdl, sottolinea, “lo conosco ed è evidente”.
Veltroni non risponde, ma al suo posto è Dario Franceschini a buttare benzina sul fuoco dicendo che probabilmente l’ex premier sta tirando in ballo la storia delle “schede-confuse” solo per avere una scusa pronta nell’imminenza della sua “vicina sconfitta”. Ammette di aver telefonato lui a Letta per segnalare il problema dei simboli troppo attaccati, ma poi, ad aver alzato tutta questo polverone sul caso-schede, è stato il Cavaliere perché “è sempre più in affanno”.
Berlusconi contrattacca e spara a zero contro l’ex sindaco di Roma. Prima lo definisce “Walterino Settedoppiezze” e poi ne elenca davanti ad una platea di fans “tutte le cose che aveva detto e che poi non ha fatto” e tutte le promesse elettorali che non potrà mantenere per totale assenza di soldi. Al di là del “caso-schede” il duello tra i “big” continua. Con battute al vetriolo. L’ex sindaco definisce quella di Berlusconi una leadership “stanca e logorata”, mentre il leader del Pd conclude il suo intervento a Palermo con una domanda: “Volete che Veltroni realizzi il suo sogno e vada in Africa?”. Un coro di “si” è la risposta.
Il VIDEO servizio:
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- Lunedì 7 Aprile 2008

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Commenti
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Il 7 Aprile 2008 alle 12:01 pacato ha scritto:
… Che pena Amato … che con slealtà non ha voluto ammettere di essersi sbagliato ad interpretare la Legge Elettorale nel giusto modo … ma di averla interpretata …. a modo suo e con intenti poco chiari … Amato, in qualità di Ministro dell’Interno doveva rispettare le volontà della Legge … che sono bene indicate e dicono che ogni simbolo che corresse da solo doveva occupare una sua linea … eccezion fatta per quelli collegati ad un’unica Coalizione che andavano posti sulla stessa linea …
Questo dice la Legge ….
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 8 marzo 2006, n.75
Art. 1.

Schede ed espressione del voto per l’elezione della Camera dei
deputati
1. Il primo periodo del comma 2 dell’articolo 31 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come modificato dall’articolo 1, comma 8, della legge 21 dicembre 2005, n. 270, e’ sostituito dal seguente:

[b]«Sulle schede i contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono riprodotti di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga.».[/b]
——-
p.s. …: … Non c’è possibilità d’equivoco … è chiarissimo …
Il 7 Aprile 2008 alle 12:14 pacato ha scritto:
… e Amato non dica altre stupidaggini … che le schede sarebbero uguali a quelle del 2006 … perchè non è vero … quelle del 2006 rispettavano la volontà della Legge Elettorale che ordinava che le liste facenti capo ad una stessa Coalizione andavano messe sulla stessa riga … E così fu … Allora ci furono due Coalizioni che erano rappresentate in due righe … Gli altri i piccoli erano messi su una riga a se stante …
Questa è la verità … non altre … E così doveva essere fatta la scheda anche in queste Elezioni … Ogni simbolo che corresse da solo doveva occupare una riga … eccezion fatta per le liste collegate alla stessa Coalizione che dovevano essere rappresentate su una stessa riga !…
Amato … non si arrampichi sugli specchi … perchè così facendo dimostra ancora di più la sua malafede !…
Il 7 Aprile 2008 alle 12:29 azazel ha scritto:
Non voglio creare un flame, ma la normativa da te riportata in allegato un modello di scheda elettorale. Essa è disponibile anche nel sito del ministero dell’interno, nella parte dedicata ai presidenti di seggio. É semplice verificare che nel modello predisposto dal allora Governo Berlusconi si evince lo sviluppo “orizzontale” della scheda. Certamente questo non esime l’odierno Ministro dalle sue responsabilità , sarebbe stato sufficiente un decreto legge, ma occorre anche lasciare da parte antagonismi elettorali ed essere più oggettivi dividendo la resposabilità fra entrambe le parti.
Quanto poi al terrorismo mediatico “sulle ipotesi di nullità del voto” occorre chiarire che la normativa è chiara: il presidente di seggio deve dare il voto dove prevarrà il segno fatto dall’elettore. Se una o due stanghe della croce fatta dell’elettore dovesse “invadere” un altro partito, non si può certamente parlare di voto nullo.
Il 7 Aprile 2008 alle 13:24 pacato ha scritto:
… e questo è anche molto chiaro … perchè contenuto nella Legge stessa … E su questo Amato ha chiarito che non possono sussistervi dubbi in quanto si dovrà tenere conto della volontà dell’Elettore che è dichiarata nel segno sul simbolo che ne occuperà la maggior parte …
Il 7 Aprile 2008 alle 14:01 q ha scritto:
io nelle note alla scheda allegata al decreto legge 8 marzo 2006 leggo :
…Quando una coalizione è composta da almeno 5 liste, nella riga sono riprodotti solamente i contrassegni di tali liste.
Quindi aggiungo io, se una coalizione è composta da 2 liste nella riga possono essere riprodotti i contrassegni di più liste ……
Il 8 Aprile 2008 alle 17:54 jude ha scritto:
elezioni imbarazzanti, schede imbarazzanti… Perchè spendere ulteriori soldi per ristampare schede?
Il 8 Aprile 2008 alle 19:02 Il Viminale corre ai ripari. Manifesti nei seggi per spiegare il voto » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E alla fine, per tenere bassa la soglia d’errore, per allontanare l’incubo del voto nullo, per scongiurare il pericolo che la difficoltà del voto possa aumentare la soglia dell’astensionismo, per ammettere (forse) di aver dato alle stampe milioni di schede elettorali difficili da decifrare… O forse solo per istruire il popolo dei circa 47milioni di votanti. Insomma, alla fine il Viminale è corso ai ripari. [...]
Il 8 Aprile 2008 alle 19:19 Elezioni, la Cassazione sul caso Pizza decide solo il Parlamento » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Anche l’ultimo rischio di rinvio delle elezioni politiche e amministrative dovuto alla Dc di Giuseppe Pizza è definitivamente caduto. Il Consiglio di Stato ha dichiarato estinta l’ordinanza con la quale la Dc era stata riammessa alle elezioni dopo che Pizza ha formalizzato la rinuncia al ricorso. Sui ricorsi in materia elettorale, anche quelli relativi alle procedure pre-elettorali, l’unico organo competente a decidere sono le Giunte delle elezioni di Camera e Senato. La giustizia amministrativa non ha alcuna giurisdizione in materia. Lo hanno deciso le sezioni unite civili della Suprema Corte esaminando il ricorso dell’Avvocatura dello Stato contro la decisione con la quale il Consiglio di Stato, lo scorso 2 aprile, aveva riammesso alle elezioni la Dc di Giuseppe Pizza. Con una nota firmata dal primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, le sezioni unite di Piazza Cavour affermano che, “a conferma della propria precedente giurisprudenza” si dichiara “il difetto assoluto di giurisdizione, spettando il giudizio esclusivamente alle Giunte delle elezioni di Camera e Senato, così come già avvenuto in passato”. “La Corte” prosegue la nota, riferita non solo alla questione della Dc di Pizza ma anche ai ricorsi della Sinistra Arcobaleno e delle altre liste “ha tenuto conto delle decisioni della Corte Costituzionale e degli orientamenti di recente manifestati dai predetti organi che potrebbero non essere condivisi dalle nuove Giunte”. “In mancanza di una legislazione specifica sul punto, le sezioni unite - conclude la nota -, per l’affidamento che il cittadino pone sull’alta funzione di garanzia dei diritti fondamentali espressi dalla Corte, come interprete del diritto vivente, hanno ritenuto di dover ribadire le precedenti posizioni”. [...]
Il 9 Aprile 2008 alle 9:31 Elezioni: la dura vita dello scrutatore. Rimborsi magri e tante contestazioni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Privilegiato o massacrato? Di certo contestato, addirittura in anticipo. Anche in questa campagna elettorale, la figura dello scrutatore incomberà nella decisione su schede nulle (o annullabili), bianche e contestate, finendo con il determinare l’esito in alcuni collegi e, in caso di regioni in bilico, perfino l’intero equilibrio politico nazionale. Ecco perché, a seggi non ancora aperti e dopo le contestazioni bipartisan per schede poco chiare, il suo ruolo ha già iniziato a suscitare una ridda infinita di distinguo e di polemiche. [...]
Il 9 Aprile 2008 alle 15:43 POLITICHE 2008. SCRUTATORI: RIMBORSI MOLTO MAGRI « www.irpinianelmondo.it ha scritto:
[...] Pubblicato da irpinianelmondo su Aprile 9, 2008 9.4.2008  Anche in questa campagna elettorale, la figura dello scrutatore incomberà nella decisione su schede nulle (o annullabili), bianche e contestate, finendo con il determinare l’esito in alcuni collegi e, in caso di regioni in bilico, perfino l’intero equilibrio politico nazionale. Ecco perché, a seggi non ancora aperti e dopo le contestazioni bipartisan per schede poco chiare, il suo ruolo ha già iniziato a suscitare una ridda infinita di distinguo e di polemiche. [...]
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