A Porta a Porta va in scena l’altra faccia di Walter, l’ex buono

Il leader del Pd, Walter Veltroni durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta , condotta da Bruno Vespa. Sul megascreen una foto di Silvio Berlusconi | Ansa
“Basta parlare di brogli: uno che dal ’94 ad oggi parla di brogli, che ci sono solo quando perde le elezioni non può governare questo Paese. Finiamola con questa storia e iniziamo a parlare della vita delle persone”.

Così sbotta Walter Veltroni: a Porta a Porta reagisce all’ennesima provocazione di Silvio Berlusconi, che gli chiede di promettere di non fare brogli. Poi il candidato premier del Pd riprende la sua linea, come direbbe Crozza, “serenamente e pacatamente”: “Mentre lui parlava di test mentali per i magistrati, di brogli e di armature, io parlavo di riduzione delle tasse, di studi di settore, di occupazione femminile e di cure odontoiatriche per gli italiani, che hanno diritto al sorriso”.

E per marcare la differenza con quello che chiama “il mio principale avversario”, Veltroni porta a Bruno Vespa, non il famigerato contratto con gli italiani, ma il suo pacchetto di 12 disegnidi legge che presenterà al Consiglio dei ministri appena eletto a palazzo Chigi, “a cominciare da quello del primo Consiglio, sulla precarietà”. Poi Veltroni, rispondendo al nome di Stefania Prestigiacomo fatto ieri da Berlusconi che lui considera un ‘remake’, raddoppia annunciando: “Vorrei che Anna Maria Artoni e Ileana Argentin facessero parte della squadra di governo del Pd”. La prima è l’ex presidente dei giovani industriali e la seconda, disabile in carrozzella, è stata delegata all’handicap proprio con Veltroni al comune di Roma: “Per lei penserei ad sottosegretariato ad hoc presso la presidenza del Consiglio”.
Per attaccare Berlusconi, Veltroni se la prende con la Lega: “Berlusconi dovrebbe fare gli esami di democrazia alla Lega Nord che rappresenta un gigantesco problema per il centrodestra visto che avrà la golden share del futuro governo, ma lui non risponde nel merito alla mia lettera perché non può garantire all’Italia che il suo schieramento sarà contro la secessione, fa fatica a dire che la sua coalizione può rispettare l’unità nazionale”.
Il Veltroni che siede sui divanetti bianchi di Porta a Porta si sente sicuro del consenso del Nord e spiega: “È caduto un muro eretto in parte anche dal centrosinistra. Non avevamo capito l’importanza delle piccole e medie imprese per la ricchezza del paese. Per questo il Pd darà semplicità e meno burocrazia”.
Quanto al Sud, dove ritiene che “Lombardo conterà molto meno della Lega”, il segretario del Pd lancia l’allarme criminalità: “la mafia può condizionare il voto. Io ho detto che i voti dei mafiosi non li vogliono. Altri no”. Quindi, parlando di giustizia promette che non abolirà l’ergastolo e che servono pene più dure per chi sbaglia. Poi due citazioni in inglese una per ribadire l’importanza delle decisioni bipartisan quando è in gioco il bene del Paese, “right or wrong is my country” e per spiegare che lui conosce bene Berlusconi: “I know my chicken…”.
Verso la fine della trasmissione, Veltroni si scioglie e dopo aver lisciato il pelo alla sinistra chiedendo ai manager di “essere più sobri”, attacca anche il Grande Fratello : “Una volta per stare in tv bisognava saper recitare o ballare, oggi basta trovarsi sotto i riflettori di una certa casa e non solo diventi famoso ma puoi anche vincere mezzo milione di euro mentre chi ha studiato e ha un master prende duemila euro al mese”.
Infine, l’attacco a quelli che il candidato del Pd chiama gli ultimi giapponesi: “Quelli vestiti con l’armatura, gli altri vogliono scomunicare il presidente della Repubblica, quest’altro che parla di stalinismo e di brogli. Ma di che stiamo parlando? Siamo nel 2008. Dite ai giapponesi sull’isola che la guerra è finita”.

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Il 9 Aprile 2008 alle 18:38 Politici senza freni alla fine della corsa elettorale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A Porta a Porta va in scena l’altra faccia di Walter, l’ex buono [...]

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