La vittoria di Milano come sede per l’Expo 2015 ha generato feste carnevalesche, abbracci bipartisan tra Romano Prodi e Letizia Moratti, e pure lo sciogliersi dell’algido sindaco milanese in danze, nella festa cittadina seguita lungo corso Buenos Aires (video da Youtube). Ma alla gioia presto sono seguite le polemiche, tra chi esterna preoccupazioni di tipo estetico, chi lamenta speculazioni, chi ne fa una questione ambientale. Dopo le critiche del Molleggiato, che aveva paventato una colata di cemento su Milano, arrivano anche quelle di Silvio Berlusconi, che non gradisce il progetto City Life, ovvero la costruzione di tre nuovi grattacieli sull’area della ex fiera, firmati Daniel Libeskind, Arata Isozaki, Zaha Hadid e Pier Paolo Maggiora. “Non hanno nulla a che fare con la tradizione, l’architettura, l’immagine e l’urbanistica milanese” ha commentato il leader del PdL. “Credo che rientreranno. L’Expo è una grande occasione di crescita anche urbana, io immagino che possa accadere quello che è accaduto nel 1906 che ci ha lasciato in eredità la vecchia fiera”.
E come se non bastasse, ai giudizi negativi di varia natura, si aggiungono quelli di carattere informatico. Oggetto degli strali è il sito di Expo 2015. “Partiamo già male con questo sito a dir poco inguardabile, tanto che citerei per danni chi ha permesso la messa on line di questo scempio” è uno dei primi commenti in internet alla notizia della vittoria di Milano su Smirne. Per i blogger si tratta di un portale inguardabile, che danneggia l’immagine dell’Italia. E il pensiero non può che volare a qualche mese fa, al disastroso sito Italia.it, per cui tanti furono i soldi spesi, quante le veementi critiche, le figuracce e gli errori contenuti. Infatti Lospremiagrumi scrive: “già col sito italia.it avevamo fatto ridere il resto del mondo, questa volta riderà il resto dell’universo … rovinate l’immagine del paese con queste operazioni di basso profilo!”.
Firmiamo.it lancia una petizione con raccolta di firme per chiudere il portale “in quanto, la bassa qualità con cui è stato creato, danneggia l’immagine di Milano e del resto d’Italia o meglio dei cittadini e di tutti i professionisti che vi abitano e lavorano”. Dal suo blog Marco Camisani Calzolari, notando come già la scelta del dominio sia pessima (www.milanoexpo-2015.com, con quel fastidioso trattino poco pronunciabile), evidenzia che la versione inglese del portale è mezza in italiano. E lancia una proposta costruttiva ai blogger e agli esperti della Rete: “Facciamo tutti insieme il sito dell’Expo 2015“. Raccogliendo consensi: “è una grande idea! Anche io ho sofferto ieri sera (31 marzo, ndr) quando dopo molte ore dalla vittoria, il sito ufficiale dell’Expo, in cui si faceva fatica ad entrare probabilmente per un picco di accessi, non riportava ancora l’informazione della vittoria” commenta Edoardo Colombo. E da milano.blogosfere: “Diciamolo senza timori: per un sito come quello dell’Expo 2015 sarebbe auspicabile una progettazione e una gestione da parte di chi il web 2.0 lo mastica”. Tutti per uno, uno per tutti, è presto nato un forum per coordinare il gruppo di lavoro per il rifacimento del sito: milano2015.it.
La speranza è che l’ardore dei blogger non sia destinato a cadere nel vuoto come nel caso di Ritalia.eu, il progetto di rifacimento di Italia.it. Di sicuro, se non per i cultori del web 2.0 almeno per gli amanti dell’ortografia, un primo passo per il sito di Expo 2015 sarebbe correggere gli errori ortografici che campeggiano già in home page, con i “Perchè” scritti con un irritante accento grave, anziché acuto. Ahimè, anzi, ahimé.
LEGGI ANCHE: Milano: è già cominciata la caccia al tesoro dell’Expo 2015. Guarda la GALLERY dei progetti. Partecipa al FORUM
- Mercoledì 9 Aprile 2008


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Commenti
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Il 9 Aprile 2008 alle 15:51 elisadamilano ha scritto:
Segnalo la discussione “Milano Expo 2015: Cittadini condannati alla protesta o coinvolti nelle proposte?” ( http://www.partecipami.it/mila.....noexpo2015 ) avviata il 2 aprile nel “Forum permanente sulla città ” di partecipaMi con questo post:
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Prima di Pasqua leggevo questo ( http://tinyurl.com/yt8mkf ) articolo del Corriere della Sera sull’Expo.
E condivido con l’autore che questo Expo porterà dei cambiamenti giganti nella città (a livello di strutture, a livello economico, a livello sociale, ecc). Ma Garzonio dice anche: “E v’è da creare una cultura dello sviluppo che, senza demonizzare mercato e produttività , metta al centro l’ uomo e la vivibilità ”. E su questi temi si sono focalizzati numerosi commenti post “vittoria”.
Viene da chiedermi: l’evento Expo non potrebbe essere un momento per ripensare la sostenibilità della città ?
E ancora: dove, a che livello, e in che modo è sostenibile coinvolgere i cittadini nelle scelte di questo Expo? sostenibile per la città , per i cittadini, ma soprattutto per i suoi rappresentanti.
– fiorella
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