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Adesso Walter e Silvio litigano sul serio: uno scontro all’arma bianca. Via tv, ma ravvicinato. A tre giorni dall’apertura dei seggi il Cavaliere e l’ex sindaco smettono i panni del politically correct, ripongo il (troppo) fair play che ha contraddistinto questa campagna elettorale (da molti definita un po’ moscia) e si attaccano. Con vigore, anche se a distanza. Tema? I brogli.
Comincia Veltroni: “Vi pare che uno così possa governare il Paese?”. Pur continuando a non nominarlo per nome, il segretario del Pd dagli studi di Porta a Porta va all’attacco, dopo che Bruno Vespa gli legge la dichiarazione di Silvio Berlusconi nella quale il leader Pdl chiede al segretario del Pd di impegnarsi perché non ci siano brogli al voto.
E lancia la sfida: ” Dal ‘94 Berlusconi parla di brogli che ci sono solo quando perde e non quando vince” dice Veltroni. “Noi parliamo di cose che riguardano il Paese. Bisogna finirla” aggiunge il candidato premier del Pd “c’è una messa in discussione per creare tensione”. Quanto ai brogli “non si riesce a parlare d’altro. Ma questo è un altro mondo, generazionalmente diverso. E se andranno al governo faranno altri disastri come quelli degli ultimi sei anni”.
La dichiarazione letta da Vespa è quella rilasciata da Silvio Berlusconi parlando a Omnibus, su La7: “Spero che Veltroni prometta che la sinistra rinuncerà a usare le schede bianche per fare brogli che vengono dalla scuola delle Frattocchie. Brogli che nelle scorse elezioni, nel 2006, le hanno consegnato la vittoria per un pugno di voti. Se si impegnasse davanti all’Italia potremmo cominciare a pensare un po’ meno male di lui”. Poi al termine della trasmissione, Berlusconi ha in mano un foglio “che” specifica “non è una lettera ma un appello a Veltroni”. Lo legge: “Dopo la decisione di far votare gli italiani con schede che generano confusione, ed è l’ultimo pasticcio e prova di incompetenza e mancanza di buon senso che ci viene data speriamo per l’ultima volta da questo governo, credo che sia giusto che Veltroni si assuma davanti al popolo italiano l’impegno di garantire la regolarità del voto, rinunciando a ogni tentativo di broglio e appellandosi a tutti i presidenti di seggio affinché le schede bianche, come prevede la legge,m vengano subito bollate al momento dello spoglio per evitare che qualcuno nottetempo le riempia alterando il risultato delle elezioni”. Il leader del Pdl chiede “che si adotti finalmente il sistema previsto dalla legge dello spoglio delle schede una a una. Nelle scorse elezioni in molte sezioni tutte le schede sono state rovesciate sui tavoli dividendone l’esame tra gli scrutatori. Questo può portare ad infinite irregolarità”.
Lo scontro tra i due leader è anche sui toni della volata verso il voto. “La nostra campagna elettorale è stata serena e sorridente. Quella loro è stata tutta cupa, tetra, carica di odio”, accusa Veltroni. Si è sentito odiato? “Caspita” ha risposto il leader del Pd a Bruno Vespa “ne hanno sparate di tutti i colori, fino a stamattina. E tanto più non rispondevo e tanto più impazzivano”. Il Pdl ha un “gigantesco problema”, quello della “Lega che avrà la golden share, cioè il controllo del pacchetto di maggioranza” e quindi del futuro governo di destra. Ma il Cavaliere accusa Veltroni di mentire: “Tante bugie. Al comune di Roma lo chiamano sor bugia. Hanno condotto una campagna elettorale sulla menzogna”.
- Mercoledì 9 Aprile 2008
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Commenti
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Il 9 Aprile 2008 alle 19:16 prat_pratico ha scritto:
Il bravo restauratore sa che per riportare un quadro allo splendore non basta rinfrescare l’oro della cornice.
Una vera riforma della magistratura non puo’ prescindere dal rinnovamento totale dei metodi di selezione degli attori principali di tale istituzione: i magistrati.
Siamo sicuri che portare a memoria nozioni giuridiche e valutazioni di sentenze possa essere sufficiente alla corretta esecuzione di compiti delicatissimi come condurre indagini e prendere decisioni che coinvolgono in maniera totale le vite degli indagati,degli imputati e delle loro famiglie? Anche la perfetta conoscenza di queste stesse nozioni puo’ bastare, anche se indirettamente, a plasmare in maniera etica i comportamenti sociali? Oggi come mai le decisioni prese dai magistrati sono destinate ad incidere sul rapporto tra cittadino e norma sociale che molto spesso non viene prevista nella sua globalita’ dai codici… Siamo proprio sicuri che la carriera in magistratura debba rimanere isola felice di automatismo temporale quando nel mondo del lavoro si fanno sempre più pressanti condizioni di merito, aggiornamento professionale e controllo delle capacità di scelta? Un solo concorso superato e poi a salire in grado fino alla pensione, passando per categorie e stipendi sempre più alti (molto alti) senza alcun controllo sulla quantità e sulla qualità del lavoro svolto? Qualcuno potrà obiettare che sull’attività dei magistrati vige il controllo del consiglio superiore della magistratura: la sua struttura e la sua storia dimostrano che questo organo svolge in maniera totalmente oligarchica la sua missione e finisce per trasformarsi in uno scudo potente della casta, in un direttorio che non ricorda esattamente un’assemblea democratica per l’esercizio dei poteri in nome del popolo eppure la giustizia viene esercitata, solo teoricamente, nel nome del popolo italiano. Badate bene cari lettori che ritengo fondamentale la separazione tra i poteri dello stato tuttavia è oltresì diventata inaccettabile la separazione che esiste nella norma tra la volontà popolare e l’esercizio della giustizia fatto dalla nostra magistratura.
La battuta di Berlusconi sulle visite psicologiche e/o psichiatriche a cui dovrebbero essere sottoposti i magistrati va ben al di là della boutade elettorale o peggio del populismo pecoreccio di cui troppo spesso ed incautamente viene accusato. Il suo è contemporaneamente un allarme ed uno squarcio in un sistema di potere illiberale che sembra tetragono, inscalfibile. Parlare al popolo come farebbe il popolo testimonia l’esatta misura di come il Cavaliere non sia prigioniero nel recinto del politichese e del politicamente corretto. Possiamo dire che il popolo ha sempre percepito questa diversità premiandolo con un consenso personale che va al di là degli orientamenti partitici e supera ormai da 14 anni qualunque altro consenso verso politici, vecchi o nuovi. I molti errori compiuti nei confronti di alleati od avversari risiedono proprio in questa mancata appartenenza di Silvio alla Casta e a tutte la altre caste esistenti in Italia. Egli riesce perfino insoppoertabile all’elite di Confindustria a cui non bastano i successi politici ed imprenditoriali del Cavaliere per evitare di guardarlo con la puzza al naso. Come una storia personale come quella di Berlusconi potrebbe essere digerita dagli stanchi centri di potere che dominano il paese dal regno d’Italia unito in poi?
In conclusione siamo proprio sicuri che il Cavaliere non pensi e dica, in termini di magistrati, quello che esattamente pensano e dicono moltissimi italiani che non hanno la stessa risonanza, un clamore, magari ingenuo e diretto che solo lui riesce a far esplodere?
Insomma desiderare di sottoporre i magistrati per livelli successivi e programmati a test di psicodinamica dell’equilibrio e della motivazione significa sovvertire l’ordinamento costituzionale e democratico? forse è meglio chiedere, senza avere titolo culturale e rappresentativo alcuno, chiedere ai propri avvesari di rispettare la bandiera (quale? quella Tricolore o quella con la falce, martello, rosario e naso lungo?)
Prat Pratico
Il 11 Aprile 2008 alle 14:48 Lo spoglio secondo Amato: “Il Viminale come una casa di vetro”. Ma lenta » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il Viminale stesso, stamattina, ha messo le mani avanti. E lo ha fatto in una conferenza stampa nella quale il titolare dell’Interno Giuliano Amato ha spiegato: “È possibile che i risultati effettivi arriveranno con una maggiore lentezza visto che abbiamo ribadito ai presidenti di seggio che le schede dovranno essere scrutinate una ad una e non dovranno essere fatti dei mucchietti”. Quindi Amato ha sottolineato anche che “i risultati reali dipenderanno dalla tempestività di ciascuno dei seggi, se si ferma un seggio per un motivo qualsiasi questo si ripercuote sull’insieme dei dati di quella circoscrizione che arriveranno per ultimi”. Poi, quasi a rispondere a Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi ha più volte parlato di brogli, il ministro dell’Interno ha rivolto un invito ai suoi predecessori per seguire lo spoglio delle schede al Viminale con lui, spiegando: “Io ci tengo che non sia messa in dubbio la qualità del Viminale che deve essere una casa di vetro e per questo ho pensato di invitare a vivere con me le ore di chiusura dei seggi i miei predecessori sulla poltrona di ministro dell’Interno”. [...]
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