Sandalo, ex Prima Linea, si ricicla attentatore anti Islam

Roberto Sandalo al processo su Prima Linea a Torino nel 1981 |foto Ansa

L’indagine della Digos di Milano su una serie di attentati a luoghi di culto e centri islamici della città e dell’hinterland durava da quasi due anni. Questa notte la svolta, con l’arresto in flagranza del responsabile di due episodi e probabilmente di almeno altri tre. Ma la scoperta più grande è stata sulla vera identità del fermato: Roberto Maria Severini, 50enne residente in provincia di Milano dove lavorava come rappresentante di componenti elettrici, è in realtà Roberto Sandalo. Conosciuto negli anni Settanta come “Roby il pazzo”, è stato militante di Lotta Continua e fu arrestato con l’accusa di aver partecipato ad almeno tre omicidi. Nei primi anni Ottanta diventò collaboratore di giustizia e anche grazie alle sue dichiarazioni il gruppo terroristico venne smantellato. Sandalo rivelò inoltre che l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga aveva avvertito Carlo Donat-Cattin, vicesegretario della Dc, che il figlio Marco era nel mirino degli inquirenti come leader di Pl.

Dal 1987 Sandalo viveva sotto falsa identità. Dopo un periodo passato in Kenya, l’ex piellino rientra in Italia dove viene arrestato per rapina nel 2002. Negli ultimi anni il suo nome è stato accostato alle Camicie verdi della Lega e nei mesi scorsi è stato visto partecipare a una manifestazione pubblica contro l’Islam. Sono proprio gli atti di intolleranza religiosa che lo hanno fatto tornare in manette. L’indagine cui ha partecipato anche il Nucleo informativo dei carabinieri e che ha portato a lui è stata lunga e complessa. Da mesi la Digos cercava di individuare l’autore delle scritte “Stop Islam” accompagnate da un numero di cellulare trovate in diverse città d’Italia. Sandalo viene messo sotto controllo a partire da una di queste fatta in un paesino del Veneto. Poi gli investigatori passano agli attentati incendiari contro auto parcheggiate fuori da diversi centri islamici del milanese, sempre con le stesse modalità. Tre di questi, due davanti alla moschea di via Quaranta nel febbraio e nel marzo di quest’anno e uno all’associazione Islamic Relief di via Tajani, vengono rivendicati telefonicamente da un uomo che dice di appartenere al Fronte cristiano combattente.

Sono gli attentati che la Digos ipotizza attribuibili a Sandalo. Cui si aggiungono i due di ieri sera tra le 22.30 e le 23.3o, sempre in via Quaranta e al Centro islamico di Segrate, per cui è stato arrestato. Su altri episodi, ad Abbiategrasso, a Milano e a Segrate, molto simili nelle modalità ma non rivendicati dal Fronte cristiano combattente, continuano le indagini. Come continuano le verifiche su eventuali altre persone coinvolte. “Allo stato attuale abbiamo elementi solo a carico di Sandalo”, ha precisato il procuratore aggiunto Armando Spataro che con Maurizio Romanelli ha coordinato le operazioni. L’ex terrorista rosso è accusato di incendio doloso con l’aggravante della discriminazione religiosa e detenzione di armi da guerra. In casa sua infatti sono state trovate bottiglie molotov già pronte, taniche di liquido infiammabile, miscele potenzialmente esplosive, diserbanti e fertilizzanti, dieci chili di nitrato di ammonio e tubi di metallo confezionati come ordigni artigianali.

Il procuratore Spataro ha anche descritto il tono delle rivendicazioni telefoniche, che, ha detto, hanno fatto tornare la mente a quelle fatte dalle Br. In una di queste l’uomo diceva di voler alzare il livello delle sue azioni, passando dalle cose alle persone. “Considerato poi che si tratta di una persona che ha già ucciso in passato”, ha aggiunto il magistrato, “è di sicuro un soggetto pericoloso, mosso inoltre dalla gravissima matrice dell’odio razziale e religioso. Alle sue azioni inizialmente simboliche abbiamo voluto rispondere con un contrasto altrettanto forte nel significato ideale di lotta al razzismo e alle discriminazioni”.

Commenti

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Il 13 Aprile 2008 alle 17:33 Terrorismo, arrestato un presunto fiancheggiatore di Sandalo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nuovo arresto nelle indagini sugli attentati a moschee e centri islamici. Si chiama Maurizio Peruzzi ed è ritenuto il principale referente della Lega Antislamica: è il 52enne fermato ieri sera dalla Digos su disposizione della Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato nei giorni scorsi in carcere l’ex militante di Prima Linea Roberto Sandalo. “La mia intenzione era quella di organizzare una società segreta finalizzata alla difesa del cittadino contro l’Islam” avrebbe riferito agli inquirenti l’uomo arrestato. [...]

Il 12 Maggio 2011 alle 14:47 La democrazia nel berlusconismo: Moratti contro Pisapia ha scritto:

[...] Quello che non ci dicono i giornali, è che Roberto Sandalo, terrorista di Prima Linea, è anche un cristiano fondamentalista antimusulmano, che più volte ha chiesto a gran voce la chiusura di più di una moschea. [...]

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