
Edi Pinatto non è solo. Il magistrato, prima in servizio a Gela e ora a Milano, che ha impiegato oltre 8 anni a depositare la motivazione di una sentenza di mafia, provocando la scarcerazione dei pericolosi imputati, è solo il campione di una schiera di primatisti del ritardo. Un’inchiesta di Panorama, in edicola da venerdì 11 aprile, fa la radiografia della situazione: il ritardo nell’emettere sentenze civili e nel depositare motivazioni di quelle penali è la prima causa di condanna da parte del Csm e assorbe più della metà del lavoro della sezione disciplinare, formata da 4 togati e da 2 laici. Poi ci sono tanti altri illeciti, che vanno dai fatti più gravi come la corruzione (vedi le due recenti condanne di Bari) a quelli più curiosi (vedi il giudice ligure che taglia le gomme all’auto della collega o il pm sardo che imbratta di Nutella il bagno della Procura).
Tutti comportamenti, in genere, sanzionati in maniera blanda. L’inchiesta di Panorama fa il punto sulle situazioni disciplinari: il 14 marzo 2008 la sezione disciplinare aveva 73 procedimenti pendenti e 23 definiti con 2 ammonimenti, 2 censure e 2 perdite d’anzianità, 13 sentenze non di condanna e il resto ordinanze provvisorie con sospensioni o rinvii a dibattimento. Azioni disciplinari iniziate 15, ricorsi in Cassazione 5.
Nel 2007 i casi pendenti erano 68 e quelli definiti 109, con 11 ammonimenti, 5 censure, 6 perdite d’anzianità con trasferimento d’ufficio; 20 procedimenti estinti perché gli interessati avevano lasciato la toga, 25 assoluzioni e 30 non condanne, oltre a ordinanze provvisorie con 4 trasferimenti d’ufficio e 3 rinvii a dibattimento. Nuove azioni disciplinari 138 e ricorsi in Cassazione 35.
- Giovedì 10 Aprile 2008
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Commenti
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Il 10 Aprile 2008 alle 16:09 fercas ha scritto:
Oltre alla visita psichiatrica periodica per i p.m. proposta dal Berlusca, occorre mettere paletti temporali per le attività della magistratura, superati i quali il responsabile venga sanzionato con adeguati tagli stipendiali; allora sì che i processi diventerebbero meno lenti! Cordialità.
Il 10 Aprile 2008 alle 16:43 nhico ha scritto:
I magistrati mettono bocca su ogni piega della vita di ciascuno di noi, mentre sono loro stessi a giudicare sulle proprie malefatte. Un’anomalia che, inevitabilmente, nel tempo ha portato questa categoria di cittadini a salire sul Parnaso e a considerarsi diversa e intoccabile. Fino al punto che qualcuno butta fuori dalle patrie galere un’intera cosca già condannata perché si dimentica di scrivere e motivare la sentenza e per il CSM è tutto normale. O quasi. Però, c’è da scommettere che se un qualsiasi cittadino di questa Repubblica si fosse dimenticato nel cassetto della sua scrivania un qualche pezzo di carta che avrebbe potuto, in qualche modo, compromettere un solo membro di quella nutrita cosca, sarebbe stato arrestato con l’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa. E neppure si può dire che il pesce puzza dalla testa, perché il Capo dello Stato sullo specifico aveva giustamente tuonato.
Il 26 Agosto 2008 alle 15:41 Turisti aggrediti, il pugno duro di Maroni: via all’espulsione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nessun tentennamento del Governo su sicurezza e immigrazione. La faccia dura dell’esecutivo la mostra a Cortina il responsabile dell’Interno, Roberto Maroni, confermando che “la tolleranza zero va applicata fino in fondo”. Il ministro ha reso noto che mercoledì firmerà “il decreto di espulsione dei due romeni” accusati della rapina e dello stupro a Roma ai danni dei due turisti olandesi. “Se dovesse succedere che per un cavillo tra una settimana escono - ha aggiunto, parlando a CortinaIncontra - li rispediremo in Romania”. Maroni ha detto d’essere rimasto “esterrefatto dalla confessione della violenza carnale come giustificazione. Come se nel loro modo di pensare la violenza sulla donna fosse normale”. I fatti di Roma sono “gravissimi”, ma pensare di impedire il 100% dei reati è impossibile. “Importante - ha osservato - è colpire subito”. Maroni ha difeso con convinzione la scelta di schierare l’esercito nelle città. “Se i militari fossero stati impiegati dal governo Prodi - ha rilevato - forse la signora Reggiani a Roma non sarebbe morta”. E proprio in tema di misure per la sicurezza, Maroni ha voluto dare il voto a questo governo “decisionista”, assegnandogli un “8 pieno”. Specificando che la linea del governo resta quella della “tolleranza zero”. Quanto alla percezione di sicurezza degli italiani, che secondo i sondaggi non aumenta nonostante il decrescere dei reati, Maroni commenta: “È vero che i fatti gravi di sangue sono diminuiti, ma aumentano reati piccola criminalità che sono proprio quelli che fanno aumentare il livello di insicurezza. Il nostro compito è lavorare sui fondamentali, sono solo o non tanto sulla percezione, diminuendo davvero il numero dei reati e contrastando in modo più efficace la criminalità: questo nel tempo porterà a un maggiore livello di sicurezza. Qualcuno magari pensa di fare qualche azione eclatante - ha aggiunto - a beneficio dei media: sarebbe sbagliato, perché se non si interviene sui fondamentali il marketing della sicurezza non dura molto”. La tolleranza zero va usata, secondo Maroni, anche con gli immigrati clandestini. “Garantire ai cittadini il massimo della sicurezza è interesse del Governo” ha spiegato, e l’obiettivo si raggiunge “con il contrasto all’immigrazione clandestina e il controllo del territorio per prevenire i reati predatori”. Importante sarà, ha osservato il responsabile degli Interni, il censimento del prossimo ottobre “per verificare i clandestini”. Sui barconi che partono dalle coste libiche diretti a Lampedusa, Maroni ha reso noto che “tra pochi giorni, grazie alla visita di Berlusconi a Tripoli, dovrebbe essere firmato un nuovo accordo” con le autorità della Libia. Su tutto però una certezza: “Mai più indulti quotidiani o permanenti, mai più sanatorie”. Anche per questo, continua il titolare del Viminale: “Dobbiamo modificare il sistema giudiziario per garantire la certezza della pena. In Inghilterra, dove c’è un governo di sinistra tengono in galera i delinquenti. Perché la sinistra italiana non la critica? In Inghilterra gli accattoni vengono espulsi”. E i magistrati che sbagliano grossolanamente - Maroni ha citato il caso del mafioso uscito dal carcere perché un giudice non aveva depositato una sentenza - “devono essere radiati”. [...]
Il 25 Luglio 2011 alle 21:56 Zione ha scritto:
Genesi del rosso Giudiciume, da una Barricata della Libertà e secondo la vecchia e malandata testa di Zione, il quale sebbene seriamente preoccupato per la Salute Pubblica, riferendosi agli Assassini Giudiziari (col massimo del rispetto dovuto agli onesti Signori (e Signore) Magistrati, che si prodigano con coscienza e abnegazione e che in questa Maledizione del Cielo sono (forse ?) loro le prime e silenziose vittime di questa bubbonica Piaga) premette: “Io quann vec’ a Mort, a (g)uard e rir; Boija Fauss !”.
Il temibile e scellerato Capobanda degli Infingardi, che premiano, anzichè punire certi sciagurati Cialtroni affetti da istinto criminale congenito, a suo tempo si distinse molto per conclamata somma Ignoranza e Macellazione di sventurati malcapitati, a cui la Fortuna non fu amica, perché li lasciò affogare Innocenti, nel Tribunale che una masnada di Furfanti Associati stava trasformando in una disgustante Cloaca.
Tali nefandezze gli assicurarono una pingue carriera, col privilegio di sguazzare impunemente nel Porcile e di soddisfare così la sua avida e insaziabile fame del pastone, sempre abbondante nel grande truogolo pubblico del Popolo Italiano; ragion per cui questa Abbietta Canaglia, sarà ben contento di constatare che la turpe strada dell’Infamia, da lui e dai suoi Ignobili Compari tanto barbaramente tracciata, continua ad essere irrorata dal sangue delle loro Innocenti Vittime.
Ma come osi, mascalzone farabutto; ma come ti permetti di rispondere con tanta insolenza, scostumato Lazzarone che non sei altro; adesso ti faccio vedere IO chi sono e come bisogna rispondere col dovuto rispetto alle Superiori Autorità; ora ti faccio mettere subito ai topi e così morirai in galera, gridò paonazzo il feroce Fellone, quando si rese ben conto che il pur molto ossequioso (dell’Ufficio …) e timoroso Teste, era però anche allergico ai suoi tentativi di coartazione e alle vili minacce.
Fu così che allora, tutto incazzato, scoppiò di bile il Prepotente Miserabile, che in quella fetida fogna della bella e sfortunata Turin la faceva da padrone (defecando continuamente sui Sacri Libri), per colpa di quel brutto arnese, un povero Cristo di basso popolaccio, che per sua disgrazia gli era capitato fra le grinfie, quel maledetto giorno.
Al che il tapino chiese, per sua somma sventura, se il tizio oltre ad essere un gran Potente, fosse anche un indigeno di questa Terra; immantinente, il vile Giudicione asserì che lui era un uomo, senza meglio chiarire … e questa inattesa e sconvolgente risposta sul momento lo sbalordì e lo lasciò senza fiato; ma dopo un attimo di riflessione gli diede la forza di rispondergli : “Strunz, allor si sì n’omm, parl cu l’OMM, nun parlà che pann !”.
Ma di quale Legge, sproloquiano certi Legulei di bassa forza o di notevoli interessi di Casta, se non si preoccupano affatto di indagare ed inquisire gli innumerevoli e spregevoli individui assatanati che hanno tanto schifosamente abusato di questa povera Ruby, fin da quando era una bambina. Evidentemente le Abusive, Illegittime, Illegali e Fuorilegge Intercettazioni, così ignobilmente attuate da queste Masnadieri, vigliaccamente intendono colpire solo chi non rientra nelle grazie o nel gradimento del Vergognoso e Miserabile GIUDICIUME; triste eredità e rimasuglio di vecchie, folli e putrefatte Utopie.
Qualche Fellonaccio, molto avventatamente, confondendo forse per sua scarsa cultura o peggio ancora per meschino opportunismo, quanto giustamente affermato dal prode Masaniello, ritiene che il pesce puzza dalla coda e non dalla testa; ma non è affatto così e quindi, a proposito della turpe proposta da parte di qualche pezzo grosso della Giudiceria (organizzata ?) di arrestare i Giornalisti che pubblicano notizie giudiziarie secretate, come mai il gagliardo nonno Giorgio non dice ai pusillanimi e ai parolai, che sarebbe invece diritto di primogenitura, il doveroso arresto dei Giudicioni che usano divulgare per primi tali notizie che sono riservate e dovrebbero essere tutelate dalla Forza della Legge; quando la stessa non è preda di Sovversive Interpretazioni di parte ???
Facciamo attenzione bravi ragazzi, perché ho saputo che il nostro buon Governo, nell’encomiabile intento di attuare la Riforma della Giustizia e di alleviare così in parte anche la disoccupazione dilagante, ha intenzione di riaprire i Manicomi per ospitare ivi il branco dell’irriducibile Giudiciume (i vili Giudicioni più ingordi e malvagi) e di rivalutare così la prestigiosa categoria dei benemeriti e mai obliati Mastuggiorgi, quei bravi Marcantoni che all’occorrenza tiravano fuori (raramente però) anche il randello (a Raggion) se serviva; per cui è consigliabile di non agitarsi troppo, specie in assenza di motivazione.
Pertanto, onde evitare ricordevoli e dolorosi interventi da parte di costoro a cui è stato demandato l’incarico di vigilare anche sui Cialtroni che razzolano (nei vari Blog e Forum), si raccomanda caldamente di abbandonare i ludibriosi comportamenti e ciò vale in modo particolare per qualcuno che soffre di mania di persecuzione, considerato che parla solamente perché ha un buco in bocca e per questo motivo si sente autorizzato ad offendere gratuitamente tutti (anche gli sconosciuti, che non lo hanno neanche mai coperto) e stupidamente, colla solennità del Pirla, si compiace di sentenziare in continuazione, solo grosse scemenze e minchiate varie. Così parlò, forse per l’ultima volta da vivo, un uomo Libero.
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