
Gongola Umberto Bossi, incassando il trionfo della “sua” Lega. Già, perché se l’Italia ha scelto il Cavaliere, il Nord ha scelto il Carroccio. Anzi, è stato letteralmente invaso dalla valanga leghista: un vero e proprio botto, che raddoppiando i voti delle scorsa tornata elettorale (al Senato e alla Camera arriva oltre l’8%: eleggendo 22 dei 166 senatori e 47 deputati dei seggi conquistati dal centrodestra), conferma come non si possano, almeno al Nord, vincere le elezioni senza fare i conti con i Lumbard.
E allora gongola il Senatùr ma sgombra subito il campo sul futuro, sul rapporto con il Pdl. “Manterremo i patti con Berlusconi”. E aggiunge ancora: “Forza Italia non sarà nostro ostaggio”. Nella sede della Lega, in via Bellerio, a Milano, la soddisfazione è palpabile e l’analisi del voto è netta: “La gente vuole un Paese diverso, che funzioni meglio. La Lega è stata votata dai lavoratori”, dice Bossi, anticipando l’analisi dei politologi e di Fausto Bertinotti, che paga proprio lo scollamento tra la sinistra e gli operai.
Ma non si ferma qui l’Umberto: “Non è possibile che i nostri sindaci debbano andare con il cappello in mano a Roma per chiedere i soldi”, butta lì al Tg1. Gli elettori della Lega, dice, chiedono “un Paese più democratico e federalista”. Il fatto che l’85% degli elettori italiani abbia votato per le due maggiori formazioni politiche in corsa, Pd e Pdl, cambia lo scenario politico per il leader della Lega. “Noi” ha detto a favore di telecamera “abbiamo la volontà di cambiare il Paese. Berlusconi viene trascinato dalla Lega al governo e quindi questo dimostra che la Lega ha quella forza politica che porta avanti avanti la volontà popolare e questo è il vero dato politico di queste elezioni”.
Ormai sentendosi insediato nel futuro esecutivo, Bossi dice chiaro e tondo anche questo: la battaglia per Malpensa e Alitalia va avanti, non solo per fini elettoralistici ma per la difesa del grande hub centrale per lo sviluppo economico della Lombardia e del Nord. Messaggio duplice: e per il governo ormai alla fine anche dell’ordinaria amministrazione e per Air France-Klm: “Come si fa a chiudere un aeroporto costato così tanto? Nel tempo si troverà sicuramente un vettore che prenderà il posto di Alitalia”, ha detto. “Ma Alitalia deve dare il tempo per poterla sostituire”, ha aggiunto.
Per decidere invece se costruire il Ponte sullo Stretto di Messina occorre una consultazione popolare tra gli abitanti dell’isola, spiega Bossi. Che risponde così a chi gli chiede se il Carroccio è favorevole a questa grande opera: “Serve un confronto con gli alleati ma io dico che per tagliare la testa al toro in Sicilia bisognerebbe fare un referendum per vedere che cosa vogliono”.
I padani, infine, quello che vogliono lo sanno. E lo hanno detto, continua il Senatùr, con un messaggio forte e chiaro: “bisogna fare le riforme perché cominciamo a perdere la pazienza, dobbiamo partire da lì, dalla volontà popolare”. Bossi ha parlato di “riforme per la libertà del Nord” perché “è un Paese vergognosamente centralista”. Alla domanda su chi gli è stato più vicino in questa campagna elettorale, Bossi replica “Rosy Mauro”, la leader del sindacato padano che lo ha seguito in tutte le tappe della sua campagna elettorale.
Bossi era arrivato nel pomeriggio in via Bellerio, e con un sorriso largo e stringendo il pugno, in segno di forza, aveva salutato così i suoi collaboratori transitando da un corridoio fra il suo studio e la stanza dove si trovano Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti e altri dirigenti della Lega. “La Lega è forte…” aveva detto. Preannuncio di una vittoria voluta e annunciata.
- Lunedì 14 Aprile 2008
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Commenti
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Il 15 Aprile 2008 alle 10:56 eduard ha scritto:
QUALCUNO MI SPIEGA COME SI FA A VOTARE UNO DEL GENERE????????????????????(
VALE ANCHE PER SILVIO)
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